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mercoledì 11 gennaio 2012

TROPPE VACCINAZIONI





Le vaccinazioni rappresentano il prototipo della stimolazione del nostro sistema immunitario; e se esse sono generalmente sicure e meritorie per aver contribuito alla eradicazione di molte malattie endemiche...non possiamo non considerare la possibilità che inducano fenomeni autoimmunitari nei soggetti vaccinati. Un'associazione probabile è stata evidenziata nei riguardi della Sindrome di Guillain- Barré con la vaccinazione contro l'influenza suina del 1976, della porpora immune trombocitopenica con il vaccino anti-morbillo-parotite-rosolìa e della miocardiopericardite con la vaccinazione anti-vaiolosa. Il sospetto dell'induzione della sclerosi multipla da vaccinazione anti-Epatite B, che dopo studi prolungati era stato considerato inattendibile, viene ora rivalutato ( Salemi S., D'Amelio R. : Could autoimmunity be induced by vaccination? Int. Rev. Immunol. 2010; 29 (3): 247-69.)
Una recentissima osservazione su due casi di anemia emolitica autoimmune, insorta dopo vaccinazione antinfluenzale, ripropone un problema molto discusso nell'ultimo decennio, quello dell'eventuale induzione di manifestazioni autoimmunitarie da parte dei cosidetti adiuvanti (Montagnani S. : Autoimmune hemolytic anemia following MF59-adjuvanted influenza vaccine administration: a report of two cases. Ann. Pharmacother. 2011; 45(1):8.)
Ricordiamo che un adiuvante è un agente in grado di stimolare il sistema immunitario e di incrementare la risposta a un vaccino, senza svolgere di per sé un effetto antigenico specifico. Ma come funzionano gli adiuvanti? Probabilmente essi sono dotati di mimetismo (mimicking specific sets) rispetto ai cosidetti PAMPs (Pathogen-associated molecular patterns), molecole appartenenti a gruppi microbici che sono riconosciute dalle cellule del sistema immunitario innato, attraverso i loro recettori (Toll-like receptors). Poiché il sistema immunitario è evoluto assumendo la capacità di riconoscere queste strutture antigeniche presentate dai patogeni , la presenza dell'adiuvante può fortemente incrementare la risposta innata nei riguardi del vaccino stimolando l'attività delle cellule dendritiche , dei macrofagi e dei linfociti mimando una infezione naturale. In soggetti geneticamente predisposti questo fenomeno può scatenare malattie autoimmuni!
Al riguardo, è stata a lungo discussa la cosidetta "Sindrome della guerra del Golfo", che è una malattia di cui hanno sofferto i veterani che combatterono questa guerra nel 1991, caratterizzata da sintomi che comprendono disordini al sistema immunitario, sindrome da fatica cronica, perdita di controllo muscolare, cefalee, vertigini e perdita dell'equilibrio, problemi di memoria, dolore muscolare e alle articolazioni, indigestione, problemi dermatologici, ecc. E' stato rilevato che, durante l'operazione Tempesta nel deserto, il 41 % dei soldati statunitensi e tra il 57 % e il 75 % dei soldati inglesi furono vaccinati contro l'antrace. Nel 2002 venne pubblicato uno studio che collegava lo squalene, un coadiuvante sperimentale dei vaccini, a individui che mostravano i sintomi clinici della "sindrome della guerra del Golfo" (Asa P.B. : Antobodies to squalene in recipients of antrax vaccine. Exp. Mol. Pathol. 2002; 73 (1): 19-27.)
In patologia sperimentale è stato rilevato che gli adiuvanti del vaccino per l'antrace hanno provocato in topi alterazione dei neuroni motori e artrite cronica mediata dai linfociti T (Petrik M.S.et Al. : Aluminium adjuvant linked to gulf war illness induces motor neuron death in mice. Neuromolecular Med. 2007; 9 (1): 83-100. Carlson B.C. et Al. : The endogenous adjuvant squalene can induce a chronic t-cell-mediated arthritis in rat. American Journal of Pathology 2000; 156: 2057-65.)
Un altro interrogativo è quello della efficacia e della sicurezza delle vaccinazioni effettuate in soggetti già sofferenti di patologie autoimmuni, sia per il sospetto di una minore attività, sia per il timore di aggravamento o riattivazione della malattia immunitaria...
(Da un articolo del Prof. Augusto Vellucci, già primario infettivologo, sulla rivista Diagnostica n.5 - 2011).

E' appena il caso di ricordare che la necessità di un alto numero di vaccinazioni è in rapporto con una pianeta con alta densità demografica, con una mobilità accentuata e con l'affollamento dei luoghi di vita ordinaria. In un mondo sovrappopolato, in cui si stanno sviluppando megalopoli che prevedono la stretta convivenza di milioni di persone, con migrazioni in atto di intere generazioni alla ricerca di una sussistenza per carenza di risorse nei luoghi di provenienza, la trasmissione di malattie già conosciute o di nuove forme infettive è facilitata e altamente pericolosa. Non è un caso, come l'articolo dimostra in base ad una vasta documentazione scientifica, che in presenza di tante vaccinazioni cui siamo costretti, stiano in forte aumento le malattie autoimmunitarie e degenerative. All'aumento dei tossici e degli inquinanti determinato dal boom demografico e dalla conseguente attività umana degli ultimi decenni, si aggiungono quindi l'incremento sia delle malattie infettive (ad esempio tbc e virosi) sia delle nuove patologie autoimmuni e degenerative e delle forme già conosciute. Anche il corpo umano risente del degrado generale del pianeta, come il resto dell'ambiente.

lunedì 9 gennaio 2012

CRISI ECONOMICA MONDIALE E SOVRAPPOPOLAZIONE




Riporto qui di seguito parte del primo capitolo della nuova edizione del libro di Thomas L. Friedman: “Caldo, piatto e affollato” in cui viene apertamente proposto un parallelo tra la crisi strutturale dell’economia occidentale e la crisi ambientale del pianeta. Come in campo economico abbiamo assistito alla bolla finanziaria dei SUBPRIME, così in campo ambientale è la bolla demografica che ha creato le condizioni dei “titoli tossici” che stanno devastando il pianeta.

“Il 15 giugno del 2005, mentre l’economia mondiale marciava a tutta velocità, il giornale satirico ‘The Onion’ pubblicò la storia che segue, a proposito di alcuni lavoratori cinesi e delle merci che producevano gli americani. Sebbene si tratti di una storia inventata, come molte di quelle che compaiono su ‘The Onion’ , essa raccontava alcune verità essenziali:

FENGHUA, CINA – Lunedì scorso Chen Hsien, un impiegato della Fenghua Ningbo Plastic Works Ltd., una fabbrica di materiali plastici che produce utensili leggeri per uso domestico, ha espresso il suo scetticismo per ‘la colossale quantità di robaccia che gli americani sono soliti comprare’. ‘Spesso , quando ci viene assegnato un nuovo ordine, poniamo, per dei TRITAVERDURE, io mi dico: Non è possibile che qualcuno comprerà questa roba’ racconta Chen durante la pausa pranzo in un cortile. ‘Un mese dopo, ecco che riceviamo un ordine per lo stesso prodotto, ma questa volta in un quantitativo tre volte superiore. Com’è possibile che qualcuno abbia bisogno di simile robaccia?’.
Chen, ventitrè anni, ha lavorato allo stampaggio a iniezione da quando la fabbrica ha aperto, nel 1996, e si è posto frequentemente queste domande durante la sua settimana di lavoro, che supera le 60 ore e gli permette di guadagnare l’equivalente di 21 dollari.
‘Ho sentito dire che gli americani possono comprare tutto quello che vogliono, e ci credo, se penso alle cose che fabbrico per loro’ dice Chen. ‘E ho sentito dire che, quando non vogliono più un oggetto, semplicemente lo buttano. Mi sembra uno spreco davvero deprecabile.’
Fra gli oggetti che Chen ha contribuito a produrre ci sono: contenitori per borse di plastica, recipienti per fare la frittata con il microonde, lenti di ingrandimento fosforescenti, porta-documenti con motivi natalizi, astucci per lenti a contatto a forma di animale e ganci da parete adesivi.
‘A volte un oggetto prodotto in questa fabbrica non somiglia a niente che abbia mai visto prima’ dice Chen. ‘ Una volta abbiamo fatto una cosa che sembrava un mestolo, però aveva dei buchi nella coppa e un manico piegato di novanta gradi. Il caposquadra ci ha spiegato che si trattava di un porta- lattine da usare in automobile. Se sei così fortunato da possedere una macchina, allora siediti comodo e goditi il viaggio. La bibita la puoi anche tenere per dopo. ‘
Chen aggiunge: ‘ Un porta- tazza non è una cosa indispensabile da possedere’.
Chen mostra una perplessità analoga per le decine di migliaia di pela-ananas, visiere di plastica, porta stuzzicadenti e cagnolini di legno con le rotelle alla cui produzione egli stesso ha contribuito.
‘Perché c’è richiesta di così tanti articoli per la cucina?’ chiede Chen. ‘Posso capire la necessità di avere un buon wok, un bollitore per il riso, uno per il tè, qualche utensile, le ceramiche della Good China, una teiera fornita di colino e magari un thermos. Ma tutte queste cose in più, gli americani, dove le mettono? Quante volte useranno un porta-tacos…?’ Chen aggiunge che molti di questi oggetti si rompono già dopo essere stati usati alcune volte.
‘Non sono costruiti per durare molto a lungo’ spiega. ‘ Probabilmente perché così gli americanipossono tornare a comprerne altri…’

La satira di ‘The Onion’ coglie in forma caricaturale il meccanismo più importante che ha innalzato lo standard di vita in tutto il pianeta durante gli ultimi tre decenni: l’intima relazione fra i consumatori americani e i produttori e i risparmiatori cinesi. Alla base, il meccanismo di crescita cino-americano funziona così: noi in America costruiamo sempre più negozi, per vendere sempre più merci, prodotte in fabbriche cinesi sempre più numerose e alimentate da una sempre maggiore quantità di carbone. Tutte queste vendite hanno prodotto più dollari, che la Cina ha usato per comprare un numero sempre maggiore di buoni del Tesoro americano, cosa che ha consentito alla Federal Reserve di rendere l’accesso al credito sempre più facile per un numero sempre maggiore di banche, consumatori e imprenditori, in modo che sempre più americani potessero comprare più case. Tutte queste vendite hanno fatto salire alle stelle i prezzi delle case, cosa che ha fatto credere ad un numero sempre maggiore di americani di avere sempre più denaro per comprare sempre più beni (prodotti in fabbriche cinesi sempre più numerose e alimentate da una sempre maggiore quantità di carbone), cosa che ha fruttato alla Cina sempre più dollari per comprare più buoni del Tesoro americano, da poter rimettere di nuovo in circolazione in America per creare sempre più credito, così che più gente potesse costruire più negozi e comprare più case…"


Il capitolo continua analizzando il fenomeno dei subprime e della bolla finanziaria a cui hanno dato luogo.
Anche con la sovrappopolazione abbiamo avuto un fenomeno analogo. Fino a che c’erano risorse vergini da sfruttare la crescita demografica ha provocato danni ma senza mettere a repentaglio la sopravvivenza del pianeta: l’industrializzazione forzata, il colonialismo, le guerre per il controllo del petrolio sono tutti aspetti di questo fenomeno. Ma ora anche per il boom demografico ci sono i TITOLI TOSSICI. La crescita demografica continua a ritmi esplosivi (pur essendosi spostata dall’occidente in altre aree del pianeta –come avvenuto per la produzione materiale-) senza che vi siano più le risorse vergini da sfruttare per sostenere in futuro una simile crescita. Praticamente anche per la demografia stiamo seguendo i principi noti nel mondo della finanza come IBG/YBG: quando le cose andranno male, io non ci sarò e tu non ci sarai. Ciascuno ritiene di poter fare ciò che crede a breve termine, senza doversi preoccupare di cosa accadrà a lungo termine, quando Madre Natura ci metterà con le spalle al muro. Si assiste anche qui alla creazione di bolle inflazionare: si creano debiti ambientali in un pianeta che non ha più risorse ambientali. Quando i debiti arriveranno a scadenza, ci sarà il botto. Come faremo ad assicurare produzione e smaltimento per molti più miliardi di abitanti rispetto a oggi, su un pianeta che già adesso non è in grado di sostenere il livello di inquinamento ed esaurimento delle risorse naturali?

domenica 8 gennaio 2012

Fusione Fredda: Ulteriori precisazioni di Celani

Caro Daniele,

Ti chiedo ancora una volta la cortesia di inviare alcuni miei, brevi, commenti al tuo Blog.

*Come al solito, risponderò in ordine sparso e purtroppo a solo una limitata parte delle domande, alcune realmente utili per lo sviluppo dei nostri esperimenti: ringrazio in anticipo gli autori dei messaggi.

*Nei prossimi 6 giorni sarò impegnato a Ginevra, quindi NON Ti disturberò più.

A) La nostra potenza di ingresso precedentemente era di 90-160W.

A1) Attualmente, da quando abbiamo ottenuto evidenza sperimentale del fenomeno di NTC (Coefficiente di Temperatura Negativo della Resistività) apparentemente CORRELATO con una sorgente imprevista di energia, la potenza di ingresso è stata via-via ridotta fino agli attuali 50-60W.

B) Ricordo che normalmente i metalli si comportano come PTC, cioè la loro resistività AUMENTA all'aumentare della temperatura.

B1) NON abbiamo fenomeni di "resistenza dinamica negativa", come scoperto, alla fine degli anni '60 dal Premio Nobel Leo ESAKI (Giapponese): DIODO TUNNEL.
In altre parole, in tale caso, all'aumentare della tensione di polarizzazione del diodo si ha un primo tratto "normale", cioè la corrente aumenta all'aumentare della tensione, successivamente, superata una certa tensione, si ha un brusca RIDUZIONE della CORRENTE, fino ad un certo valore minimo (=> Resistenza Dinamica Negativa).
Superato tale minimo, il tutto si ricomporta normalmente come un usuale diodo a semiconduttore, che tutti ben conosciamo. Il tutto dipende debolmente dalla temperatura, entro un certo intervallo.

C) È curioso (o significativo???) il fatto che la moglie di Esaki sia una "fans" della Fusione Fredda.
Ho avuto modo di saperlo personalmente poichè impegnati in un Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica e mia moglie (Giapponese e Chimica esperta di nanoparticelle) ha parlato a lungo con la moglie di Esaki...

C1) Altra coincidenza: Leo Esaki e Brian Josephson (noto "fan" della CMNS) hanno ottenuto il premio Nobel lo stesso anno (1973).

C2) Forse i fenomeni di Tunneling, in senso lato, potrebbero essere coinvolti: ci stiamo pensando........

D) Poichè utilizziamo calorimetria a flusso, come giustamente ricordato da un blogger, essa è AUTOCALIBRANTE. In altre parole, si riescono agevolmente ad effettuare misure assolute di potenza (il nostro fluido di raffreddamento è acqua ultrafiltrata e decalcificata). Il flusso viene mantenuto a monte costante tramite l'azione combinata di 2 pressostati ed un capillare.
Inoltre, per ulteriore sicurezza:

D1) Il flusso dell'acqua viene misurato COSTANTAMENTE tramite flussimetro per acqua (3 tau=5 secondi) e regolarmente, ogni 2-3 ore, l'acqua in uscita viene raccolta e pesata (indeterminazione della bilancia 0.1g, FS=2000g; peso tipico dell'acqua 900-1100g).
La indeterminazione sulla potenza in uscita è generalmente inferiore ad 1W e tiene conto delle indeterminazioni dei due termometri (termocoppie corazzate di tipo K in SS) oltre che di variazioni ambientali. Primo dell'utilizzo le termocoppie (tipo ad alta risoluzione) sono state da me caratterizzate per verificarne le specifiche. Inoltre, circa ogni 1-2 mesi, senza toglierle dall'apparato, vengono ricontrollate sugli 0 utilizzando acqua in ingresso opportunamente riscaldata o raffreddata.

D2) Il sistema, prima dell'utilizzo con Idrogeno e/o Deuterio, viene a lungo caratterizzato con He, Ar, Xe, e loro miscele, oltre all'aria ed il vuoto.

D3) Per completare la descrizione, ripetutamente pubblicata, noi in genere abbiamo tre fili:

D3A) il primo è cosidetto ATTIVO,
D3B) il secondo è dello stesso materiale del primo ma con praticamene assenti trattamenti superficiali di nano-coating,
D3C) il terzo è Platino ultrapuro ed è usato come RIFERIMENTO.

E) Combinando, e STUDIANDO, la risposta con le varie combinazioni riusciamo a capire, con un certo margine di sicurezza, se è presente una qualche anomalia termica.

F) Ovviamente, poichè non abbiamo mai ottenuto, a livello costante, eccessi di potenza così elevati tipo Rossi e/o Defkalion, siamo sempre molto prudenti nell'esporre i nostri modesti risultati.

G) NON ABBIAMO ANCORA il Controllo del fenomeno PTC-->NTC, ma solo più o meno vaghe ipotesi di lavoro.

H) Quanto avremo risolto il punto G, ritengo che non dovrò andare a Ginevra, come in questi giorni, ma dovrò allungare il viaggio di altri (circa) 2000 km, sempre verso il freddo Nord...

A parte scherzi, Ti ringrazio per il lavoro che stai facendo per me.

Francesco CELANI

(Dal Blog 22passi di Daniele Passerini)

Nota del curatore del Blog:
Allego l'indirizzo web con le Slides dell'intervento che domani Celani farà al congresso di Ginevra: http://www.22passi.it/downloads/WSEC2012%20Present.pdf

sabato 7 gennaio 2012

Precisazioni di Celani sugli esperimenti LENR



Precisazione del Professor Celani sugli esperimenti LENR da Lui effettuati:

Caro Daniele, Cari Ruggero e Raymond,

ho appena letto (su 22passi) alcuni recentissimi commenti sul fenomeno, da noi ri-trovato in maniera macroscopica, del PTC-->NTC.

Rispondo, come purtroppo è mia abitudine, in ordine sparso, aggiungendo anche qualche commento e togliendomi alcuni sassolini dalle scarpe.

a) Sono REALMENTE FELICE che nel blog si ritorni a parlare di SCIENZA e stia scemando la inutile e sanguinosa Guerra Civile tra pro e contro E-Cat e/o Defkalion! Non ci sono elementi scientifici certi forniti dagli Autori: è tutto tempo perso!!!

b) il filo che stiamo utilizzando è uno molto più grande, come diametro, dei soliti nostri 50-100micron-metri. La lunghezza è praticamente la stessa (CIRCA 70-80cm). Il diametro nominale iniziale è 200micron-metri. La densità è circa 8g/cc (per confronto, il Pd è 12g/cc)

c) Il filo viene trattato con una serie di opportuni cicli ad alta temperatura (fino a circa 900°C) in aria per provocare sub-micro strutture superficiali. Il ciclo si ottiene con semplice Joule heating.

In alcuni casi viene aggiunto anche un leggero coating, sub-micrometrico, come descritto anche nella nostra (lunga) presentazione a ICCF16 (Chennai, 4-11 Febbraio 2011).

d) I tipici risultati di comportamento del filo, trattamenti e foto con il SEM (Microscopio Elettronico a Scansione) sono già stati oggetto di una pubblicazione SCIENTIFICA come è nostra abitudine: Comunicazione al Congresso Annuale della Società Italiana di Fisica che, quest'anno, si è tenuto a L'Aquila dal 25 al 30 Settembre 2011. L'abstract era stato inviato alla fine di Maggio 2011.

e) Tutti i documenti della mia presentazione* Ti sono già stati inviati ad Ottobre 2011. Se si sono smarriti Te li re-invio. Fammelo sapere entro domani!

* NDR. I documenti a cui si riferisce Celani sono i seguenti:
Sviluppo di catalizzatore ternario, skeleton type, per studi su anomalie termiche nei sistemi Metallo-Idrogeno ad alta temperatura - Francesco Celani, M. Nakamura, Gianluigi Zangari, A. Spallone, A. Nuvoli, E. Purchi, E. Marano, B. Ortensi, E. Righi, G. Trenta, F. Micciulla, S. Bellucci.
Studio di anomalie termiche e/o nucleari con lega Pd-Y in atmosfera di Deuterio e D2-Ar gas fino alla temperatura di 900°C - Francesco Celani, M. Nakamura, A. Spallone, A. Nuvoli, E. Purchi, B. Ortensi, E. Righi, G. Trenta.

f) Il punto chiave del fenomeno OSSERVATO è il seguente:

f1) se si utilizza come gas di scambio Elio, Argon, Aria (pressione circa 6 Atmosfere), la resistenza del filo AUMENTA all'aumentare della temperatura (comportamento classico PTC);

f2) se si utilizza come gas di scambio l'Idrogeno oppure il Deuterio, si ha una LEGGERA (max. 1-2%) riduzione della resistenza che comunque riaumenta a temperature maggiori di circa 500-600°C. Comportamento "leggero" NTC. Il calore anomalo misurato è molto basso e di difficile quantificazione (comunque della frazione del Watt).

f3) Nei casi in cui invece, per motivi NON ANCORA COMPLETAMENTE COMPRESI e quindi non da Noi controllabili, si ha una riduzione MACROSCOPICA della resistenza, ad esempio del 30% passando da temperatura ambiente a circa 500°C, si ha una MACROSCOPICA (2-10W ed oltre) emissione di potenza che non può essere ascritta a fenomeni convenzionali.

f4) Nel caso "buono" del punto f3), il calore anomalo è durato anche oltre 20 giorni finché NOI non abbiamo deciso di spegnerlo.

La potenza media in eccesso è stata di oltre 5W.

g) Ho l'opinione che ci siano in gioco fenomeni di elettromigrazione protonica, come acutamente ipotizzato da Valeria (non ne conosco il Cognome).

h) Per concludere, l'attuale POSSIBILE INTERPRETAZIONE è che il fenomeno venga attivato partendo dalla superficie (sicuramente sub micrometrica) con l'azione di uno o più "agenti" da identificare e che poi si propaghi verso l'interno fino a spessori per ora non noti.

* Concludo ringraziandoTi per l'attenzione prestatami e pregando sia Te che Ruggero e/o Raymond, se lo riterrete opportuno, di pubblicare quanto da me scritto, ovviamente (come al solito) in maniera integrale.

* Purtroppo NON amo i Blog poiché le persone che vi scrivono generalmente utilizzano dei nick-name.

Devo comunque riconoscere che, non poche volte, ho avuto modo di apprezzare, ed utilizzare, delle idee molto valide scritte dalle persone che frequentano i Vostri blog.

Peccato che non utilizzino, generalmente il loro vero Nome e COGNOME!

Grazie di Tutto e BUONA BEFANA (sono ancora in tempo...).

Francesco CELANI

(Dal Blog www.22passi.blogspot.com)

Commento del curatore del Blog: in base alla precisazione del Professor Celani, parlare di REPLICABILITA' del fenomeno è un po' forte e non ancora giustificato. Si può certamente parlare di CONFERMA di un comportamento anomalo del sistema Nichel-Idrogeno, con produzione di eccesso di calore, in certe determinate condizioni di energia immessa. Del resto tali anomalie di comportamento con produzione di energia in questo sistema e in sistemi simili, sono ormai certificate non solo dagli esperimenti di Piantelli e Focardi e da tanti altri ricercatori italiani, ma da innumerevoli ricercatori in tutto il mondo. Non esistono a tutt'oggi spiegazioni in base alle teorie "mainstream". La non facile replicabilità e la imprevedibilità delle risposte del sistema al variare delle condizioni, fanno permanere aperto il campo alle ricerche e a successive integrazioni e modifiche. Possiamo tuttavia confermare che ci sono elementi ben fondati sulla possibilità di sviluppo di nuove tecnologie energetiche che fanno sperare in un futuro di migliore coesistenza tra l'uomo e il pianeta.

venerdì 6 gennaio 2012

FUSIONE FREDDA: FRANCESCO CELANI ANNUNCIA LA RIPRODUCIBILITÀ

Il Professor Celani ha reso noto che nel suo intervento in programma al prossimo WSEC (Worldwide Susteinable Energy Conference) che si terra' dal 10 al 12 gennaio 2012 a Ginevra, annuncerà una importante novità frutto del suo lavoro sperimentale sulle LENR basato sul sistema Nichel-Idrogeno. In pratica si tratta della riproducibilità del fenomeno studiato da Rossi e Focardi con il loro E-Cat, che prevede la produzione di energia sotto forma di calore in maniera controllabile e pulita. Riporto la dichiarazione del Professor Celani allegata alla sua relazione alla Conferenza:

In these weeks our group, working with long and thin wires having the surface coated with micro-nano-particles, get re-confirmation of a phenomenon, by us, seldom observed in some previous experiments: the specific alloy used (Cu-Ni), that usually has Positive Temperature Coefficient (PTC) of the resistance, if absorbs large amount of Hydrogen, changes to Negative TC. Such phenomenon is correlated to anomalous heat production and increases as the anomalous heat increases. If such key phenomenon will be kept under full control, because its behaviour can be observed with simple instrumentation, it can be open the door to systematic work, worldwide, to find the “optimal” material and operating point. 

(Dal sito www.22passi.blogspot.com di Passerini)

giovedì 5 gennaio 2012

Una risposta alla crisi economica e ambientale: ripartire dai campi.


Riporto qui di seguito un articolo di Carlo Cambi sulla nuova ruralità quale risposta alla crisi economica e ambientale. Tornare ai campi e ad un nuovo concetto di agricoltura ci può far ritrovare un rapporto con la natura che abbiamo perso. Non solo l'economia si può giovare dei prodotti "unici" che offre il nostro paese, ma l'utilizzo delle aree verdi per la nuova ruralità può sottrarli al triste destino della cementificazione.

IL VERO SVILUPPO RIPARTIRÀ DAI CAMPI
Stiamo vivendo un tramonto economico. Non per la crisi in se, ma per la crisi del modello che ci hanno imposto: mercatista, consumista e industrialista. Con il primato della finanza sul reale. Ci hanno trascinati in una deriva che ha reso il nostro operare lontanissimo dal naturale, che ci ha intossicati con il presentismo e ha avvelenato il pianeta con il produttivismo. Stiamo amaramente scoprendo che la globalizzazione, che pure ha i suoi lati positivi, c'impone di ripensare i nostri comportamenti come consumatori e i nostri orizzonti come uomini economici. E' un tramonto apparentemente cupo. Ma eccolo: il raggio verde. C'è la possibilità di immaginare partendo dai campi un nuovo modello di sviluppo: più armonico, più compatibile...Vi e' la necessita di ridare alla terra, intesa come agglomerato geo-antropico, il giusto valore. Del resto i numeri confortano: un quarto del nostro Pil viene dall'aggregato campagna-agroalimentare-turismo. E l'export se ne avvantaggia con un valore prossimo ai 20 miliardi di euro. E' questo un punto di forza del paese che tuttavia non riesce ad emergere nella sua valenza. Gli ostacoli sono di natura politica (questo sistema e' così frazionato da non riuscire a fare lobby), di natura culturale (si guarda solo al manifatturiero senza considerare che ormai l'industria pur importante e' minoritaria dal punto di vista della produzione di ricchezza) e di miopia tecnico-scientifica. Si continua a pensare che la ricerca sia solo quella indirizzata alle tecnologie scambiando un mezzo per il fine.
Ci servono invece la ripresa di studi di antropologia, di sociologia, di economia rurale per disegnare un quadro compatibile di sviluppo e ci serve innovazione tecnologica da applicare alle produzioni agricole, a quelle agroalimentari e al servizio dei beni cultuali che sono il nostro principale attrattore turistico. del resto l'agricoltura ha mostrato di essere il solo settore anticiclico (ha aumentato l'occupazione di quasi il due per cento il che significa trentamila unita' in un solo anno), prospettive di lavoro ci sono nei segmenti dell'artigianato (in quello alimentare segnatamente, e basta citare il caso dei fornai) ma serve uno scatto in avanti nella consapevolezza del valore della ruralità. La green economy e' ormai un paradigma di studio e di azione negli Stati Uniti, lo diverrà a livello mondiale perché e' una esigenza ineludibile. Tra trenta anni la popolazione mondiale arriverà a 9 miliardi. Serve ragionare di risorse alimentari e di mantenimento di quelle naturali su scala planetaria.
Il modello che stiamo vivendo adesso ha la prospettiva corta. E' ben strano che il Paese che ha avuto in Marsilio Ficino l'ispiratore del Rinascimento, il teorico dell'armonia tra uomo e Creato per sfruttare la ricchezza della fysis (della natura) e che in forza di quella corrente di pensiero esercito' un potere culturale ed economico mondiale con una piccola signoria, non si ponga alla testa di un progetto di green economy. E' uno spreco di risorse non puntare sulla ruralità per inventare un modello di sviluppo più compatibile. Ma forse il filo che lega Montefalco e Firenze e' una sottile fibra d'intelletto lungo la quale far passare non un'illusione ottica, ma un diverso sguardo sul futuro: il raggio verde.
(da un articolo del Professor Carlo Cambi sul quotidiano Libero del 10 settembre 2011, in occasione del Convegno sulla Ruralità tenuto a Montefalco e all'Expo Rurale di Firenze).

martedì 3 gennaio 2012

SUSANNA TAMARO: SE IL CUORE INDICA LA STRADA SBAGLIATA

L'ultimo deludente libro di Susanna Tamaro: L'Isola che c'è.


Anni fa cominciai a leggere "Va dove ti porta il cuore" ma mi fermai a meno della meta'. La melassa dolciastra della banalità mi blocco' gli ingranaggi celebrali e mi venne anche la nausea. Buttai il libro su uno scaffale con un vaffa... mentale. Anni dopo lessi sul Corriere alcuni articoli della Tamaro di argomento ecologico e in difesa degli animali: mi piacquero e li ritagliai. Mi sembravano denunce sensibili, ben fatte, come quella sul "pianto dell'agnello" o quella sul disastro ambientale del Golfo del Messico. Recentemente ho acquistato l'ultimo libro della TAMARO: "l'Isola che c'e'". L'autrice fa una buona diagnosi della malattia del pianeta, ma al momento della terapia si affida all'acqua di Lourdes: il pianeta si può salvare con l'amore e con Gesù Bambino.
Verrebbe da esclamare: Gesù!
Contesto alla radice questo buonismo d'accatto. L'amore, eletto a idolo, conduce ai campi di concentramento e agli stermini di massa.L'amore poi, declinato in maniera tanto generica, non ha alcun senso e va bene solo per le prediche parrocchiali. Sono d'accordo invece con Jonas, non e' l'amore che ci può salvare, ma il Principio Responsabilità. Il principio di reponsabilita ci può guidare nel mondo della civiltà tecnologica e del potere assoluto antropocentrico, riportandoci ad un rapporto più equilibrato con la natura. Solo il principio responsabilità mi fa considerare le conseguenze delle mie azioni per tutto il pianeta e per le generazioni che verranno. I fondamenti dell'etica vanno ripensati in base ai nuovi doveri verso la natura, e spesso questi doveri possono andare CONTRO l'amore assolutizzato per il mio prossimo che e' limitato al qui e ora. L'amore rimane valido per la coscienza individuale, non ne va fatto un idolo generalizzante. I grandi slanci antropocentrici portati avanti sotto le insegne dell'amore finiscono tutti allo stesso modo: col potere dei preti e della fede antropomorfa, o con i poteri terrigni delle ideologie totalitarie. TAMARO per salvare l'agnello lo porta dal macellaio: per salvare il pianeta distrutto dalla sovrappopolazione si affida a chi predica contro il controllo delle nascite, contro la pillola e l'uso del preservativo. Il messaggio finale dell'ultimo libro della TAMARO e' il seguente: il pianeta affonda? Non preoccupatevi, prolificate liberamente e amatevi l'uno con l'altro che poi ci pensa Gesù Bambino.