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venerdì 31 luglio 2026
Ceuta, un record e un sintomo
Un miliardo di individui in tutta l'Africa aspira ad arrivare in Europa, mentre i tassi di natalità in quasi tutti i paesi africani rimangono altissimi (Niger 7,1 figli per donna, Somalia 6, Mali 6,3, Repubblica democratica dl Congo 6,2, Nigeria 5,3 , Egitto 2,7). Masse ingenti nell'Africa del nord (circa un milione) si accalcano sulle sponde del mediterraneo per passare in Europa. A Ceuta , enclave spagnola nell'Africa del Nord si è giunti ieri a 50.000 immigrati arrivati a nuoto in un solo giorno. Un record e un sintomo.
Un record perché non si era mai assistito in precedenza a numeri così alti in un giorno solo.
Un sintomo di una malattia che vado denunciando da qualche decennio: l'eccessiva natalità della specie umana, in Africa e non solo: anche in molti paesi asiatici come l'India, il Bangla Desh, l'Indonesia.
L'arrivo in massa di 50 mila africani dal Marocco in un giorno solo è una pericolosa accelerazione della malattia, che sta portando a fenomeni che ci riguardano in prima persona:
Il declino delle società occidentali.
Un aumento generalizzato della pressione demografica umana sugli ambienti naturali.
L'espansione delle città con crescita di megalopoli sovrappopolate circondate da discariche a cielo aperto.
L'aumento dei conflitti sociali tra culture diverse e spesso inconciliabili, con la formazione di enclave il cui controllo non risponde più allo Stato.
L'urbanizzazione delle campagne sempre più antropizzate, semplici appendici delle megalopoli.
Il dato forse più importante che emerge è l'incapacità politica delle società occidentali di opporre una resistenza efficace a fenomeni che sono contro la legge (Immigrazione illegale, comportamento non conforme alle tradizioni e alle leggi locali). Oggi l'Occidente non riesce a controllare un fenomeno che sta camiando il pianeta ed ha le sue motivazioni profonde non tanto nelle disuguaglianze economiche ( gli aiuti dall'estero convengono spesso di più dello sviluppo), quanto nei diversi tassi di natalità, con una eccessiva crescita generale sul pianeta della popolazione umana.
Chi non coglie il campanello di allarme lanciato dai 50 mila di Ceuta, non coglie la realtà di un fenomeno che non potrà che portare ad un degrado ambientale planetario. L'invasione di ieri avviene da un continente in cui le città crescono divorando ogni giorno migliaia di ettari di savane e di foreste, ambienti necessari alla vita della fauna locale in pericolo di estinzione, nel mentre le discariche a cielo aperto occupano distese interminabili intorno alle principali metropoli africane. Tra coloro che non comprendono il fenomeno spiccano al primo posto i movimenti green cosiddetti ambientalisti, in realtà movimenti dediti a proteggere e consentire la crescita illimitata della specie umana, contro la sopravvivenza di tutte le altre especie viventi e di fatto favorevoli alla perdita accelerata degli ultimi ambienti naturali rimasti.
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