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domenica 29 aprile 2012

PETIZIONE PER IL DIBATTITO SULLE LENR ALL'UNIVERSITA' DI ROMA


CHIEDIAMO CHE IL DIBATTITO SULLE LENR ENTRI ALLA SAPIENZA DI ROMA

Viviamo anni che suscitano apprensione ed entusiasmo insieme. Dopo essere stati portati sull'orlo del baratro dal modello di sviluppo – tecnologico, economico e politico – del XIX-XX secolo, un nuovo Rinascimento è ora alle porte. In ogni branca della Scienza si succedono scoperte che rivoluzionano la nostra immagine del mondo. Nuovi modelli e paradigmi avanzano a passi da gigante.

Allo stesso tempo inerzia e vecchie logiche rallentano il dibattito sulle nuove idee.

Un esempio in tal senso è il seminario sullo Stato della ricerca delle reazioni nucleari a bassa energia, previsto per il pomeriggio di giovedì 26 aprile 2012 all'Università la Sapienza di Roma (vedi locandina), ma cancellato all'ultimo momento dalla Direzione del Dipartimento di Fisica senza motivazioni plausibili. In realtà, a monte vi è l'annosa spaccatura, all'interno del mondo accademico stesso, tra chi guarda con curiosità a tutta quella serie di anomalie etichettate tout court “fusione fredda”, proprio perché ancora non spiegate dalle leggi fisiche note e s'interroga su nuove ipotesi e teorie in grado di comprenderle, e chi nega qualsiasi validità a tutto ciò che vìola le teorie dominanti.

Nel seminario annullato i due relatori – il Dr F. Celani (INFN di Frascati) e il Dr Y. Srivastava (Università e INFN di Perugia) – sarebbero stati ben lieti di rispondere alle eventuali critiche e perplessità dei loro colleghi, ma si è preferito togliere loro la possibilità di parlare.

Da rimarcare che il seminario sulle LENR (Low Energy Nuclear Reaction) alla Sapienza è stato annullato proprio mentre ovunque fioriscono incontri, confronti e dibattiti su questo specifico tema.

Invitiamo perciò tutti i nostri lettori a inviare una email col testo che segue ai Direttori del Dipartimento di Fisica (Giancarlo.Ruocco@roma1.infn.it) e della Sezione INFN (diemoz@roma1.infn.it) e, per conoscenza, al Magnifico Rettore de La Sapienza (rettore@uniroma1.it), al Presidente dell'INFN (ferroni@roma1.infn.it), agli organizzatori del seminario (brunello.tirozzi@roma1.infn.it,Fabio.Ferrarotto@roma1.infn.it) e a noi (petizione22@gmail.com), inserendo nell'oggetto: CHIEDIAMO CHE IL DIBATTITO SULLE LENR ENTRI ALLA SAPIENZA DI ROMA

Firmato:

Daniele Passerini (22passi.blogspot.com), Roy Virgilio (www.energeticambiente.it), Andrea Rampado e Tom Bosco (www.nexusedizioni.it), Marcello Pamio (www.disinformazione.it), Monia Benini (www.perilbenecomune.net), Massimo Mazzucco (www.luogocomune.net), Nikola Duper (benefacta.net), Alessio Consorte (ildemocratico.com), Il portico dipinto, agobit (www.sovrappopolazione.blogspot.com)

***

EMAIL DA SPEDIRE A: 


E IN CC A: 


OGGETTO: 

CHIEDIAMO CHE IL DIBATTITO SULLE LENR ENTRI ALLA SAPIENZA DI ROMA

TESTO: 
Prof. Giancarlo Ruocco
Direttore Dipartimento di Fisica
Università La Sapienza 


Prof.ssa Marcella Diemoz
Direttore Sezione INFN 
Università La Sapienza 


e p.c. 


Prof. Luigi Frati 
Magnifico Rettore Università La Sapienza 


Prof. Fernando Ferroni 
Presidente INFN 


Prof. Brunello Tirozzi
Dipartimento di Fisica 
Università La Sapienza 


Prof. Fabio Ferrarotto 
Sezione INFN 
Università La Sapienza 


Egregi Professori,

venuto a sapere che il seminario sulle "reazioni nucleari a bassa energia", previsto per il 26 aprile u.s. alle ore 14.30 all'Aula Conversi, è stato rimandato a data da destinarsi, la presente per sollecitare cortesemente – compatibilmente con gli impegni accademici delle SS.LL. e dei relatori coinvolti – la rapida definizione di un nuova data per il seminario.

Ciò nello spirito di una Scienza sempre aperta a confronto e rinnovamento, e stante la grande attualità dell'argomento, vedasi le recenti conferenze tenutesi al CERN di Ginevra (22 marzo) e alla Certosa di Pontignano dell'Università di Siena (10-14 aprile), le prossime previste al Politecnico di Torino (4 maggio) e all'INFN di Pisa (15 maggio) e non ultimo il caso dell'IIS Leopoldo Pirelli di Roma venuto alla ribalta il 19 aprile scorso.

Distinti saluti

sabato 28 aprile 2012

LA BABELE DEI VERDI



 I verdi stanno scomparendo dal panorama politico europeo. In Italia hanno ormai nei sondaggi  percentuali da prefisso telefonico, in Francia  contano quanto il due di coppe (a briscola), in Germania si sono giocati la reputazione con le rinnovabili, a cui finalmente il governo tedesco ha tagliato le sovvenzioni denunciandone l'inconsistenza. Il Default verde viene da lontano. In particolare dalla mancanza di una visione d'insieme originale del problema ambientale. Nei verdi c'è di tutto, una vera Babele di lingue ideologiche e di idee. Dai marxisti, agli anticapitalisti, ai terzomondisti, ai pauperisti, ai decrescitari, agli antimodernisti, eccetera. A questa mancanza di originalità del pensiero ambientalista si è unita, come spesso accade a chi ha poca consistenza di idee e pensiero, una rissosità permanente.    Il movimento ecologista è così esploso in una miriade di posizioni particolari, spesso in aperta opposizione l'una con l'altra, assolutamente prive di una visione d'insieme del problema, ciascuna chiusa in un involucro ideologico rigido e poco propenso a mettersi in discussione, anche alla luce di fatti oggettivi. Quelle poche idee sono divenute totem irrefutabili e al di fuori di ogni discussione.
Sui vari temi ambientali si vedono così posizioni inconciliabili. Ma il problema sono anche le aporie e le contraddizioni interne al “pensiero” verde. I totem generano  aporie. Se il riscaldamento del pianeta è reale, non si discute l’urgenza di ridurre il consumo di idrocarburi. Eppure tutte le politiche dei verdi vanno verso l’incremento oggettivo della combustione degli idrocarburi, essendo l’unica alternativa reale il nucleare. Ormai le assemblee mondiali sulla riduzione delle emissioni di  CO2 fanno ridere tutti, in primo luogo i governi che non le prendono nemmeno più in considerazione. Se un altro dei problemi centrali è il consumo di territorio vergine, perché non opporsi all’incremento della popolazione? La finta lotta alla cementificazione dei verdi è ideologica, è lotta al sistema di mercato. Ma l'edificazione del territorio nel nostro paese e in europa non è stata minimamente rallentata dalle politiche pseudo-ambientaliste portate avanti dai movimenti dei verdi. Hanno fatto qualche manifestazione giusto per la bandiera, contro obiettivi politici e di sistema (secondo il loro punto di vista). Ma il consumo di territorio è continuato come e più di prima.E’ così che le zone ancora verdi delle periferie di tante  città italiane sono  state devastate e annichilite proprio dall'epoca della presenza dei verdi in politica. I flussi migratori sono visti con simpatia dai verdi, ma poi bisogna spiegare dove vanno ad abitare i milioni di nuovi residenti sul territorio nazionale. Si deve cementificare per forza. Ma per la mente leggera dei verdi i problemi vanno mantenuti distinti: si all’accoglienza di milioni di migranti, no alla cementificazione delle aree verdi. Dove mettere i nuovi arrivati? Questi sono problemi di bassa ragioneria per le sofisticate menti dei verdi che sono rivolte all'empireo delle idee. La sovrappopolazione devasta il pianeta con l’incremento delle combustioni, la cementificazione, la polluzione, gli scarichi, lo sfruttamento delle risorse idriche, lo sversamento dei rifiuti, nonché la fame, le malattie, le migrazioni eccetera? Sarebbe ovvio sviluppare politiche di controllo demografico nelle aree sovrappopolate. Ma qui il ragionamento trova sulla sua strada altri totem: l’antropocentrismo ideologico (prima viene l’uomo e le sue esigenze, poi se avanza qualcosa viene tutto il resto), e poi quello, udite udite, della lotta al razzismo. Chi denuncia  la sovrappopolazione   sarebbe un becero razzista.  Spiegare che l’arretratezza di tante aree del pianeta è proprio frutto della eccessiva pressione antropica sulle risorse che impedisce di destinare investimenti allo sviluppo, genera immediata irritazione nelle menti verdi. Per queste menti  povero è bello, quindi si al terzo mondo straccione e sovrappopolato, si alle migrazioni dei popoli che vanno a colonizzare le terre dei ricchi occidentali, si alla fame e alle malattie perché sono il motore del buldozer che spianerà il mondo dei ricchi. L’ideologia della  decrescita si crogiola nell’immagine delle moltitudini di disperati che affollano le periferie delle megalopoli del terzo mondo. E' lì la risorsa umana per l'esercito rivoluzionario del futuro...disastro. Una ideologia distruttiva e nichilista che vede come fumo negli occhi il progresso tecnologico e le tecnologie di produzione di nuovi tipi di energia. Le rinnovabili piacciono per la loro inefficienza, poca energia mal distribuita e irregolarmente prodotta e quindi buona per azzoppare lo sviluppo economico, vera bestia nera dei decrescitari. Che a rischio ci sia il pianeta con il riscaldamento globale, il consumo di territorio, la sovrappopolazione, l’esaurimento delle risorse, le polluzioni chimiche, agli ecologisti ortodossi non gliene può fregare di meno. Prima viene la salvezza dei totem che abitano le loro teste.

martedì 24 aprile 2012

LA FUSIONE FREDDA REALIZZATA IN UN ISTITUTO TECNICO DI ROMA



Riporto la descrizione dell'esperimento eseguito nel IIS Pirelli di Roma, così come descritta dal Professor Ugo Abundo.



"...è con emozione che ci accingiamo a fare questo passo: la disponibilità in rete dei piani costrutttivi e del protocollo di esercizio dell'ATHANOR.
Perdonateci tutti della qualità delle immagini, e speriamo vogliate comprendere quanto stiamo correndo.
Inoltrateci pure TUTTEle domande, e con pronta risposta sapremo farci scusare per le immagini.

Per alcune motivazioni non siamo ancora pienamente efficienti nel gestire la documentazione, ma stiamo catalogando tutto.
                            
Roma, 24/04/2012

ESEGUIRE SOLO DA PARTE DI ALMENO DUE ESPERTI IN COMPRESENZA, CON LE ADEGUATE PROTEZIONI, SECONDO LE NORME DI SICUREZZA RACCOMANDATE NEI LABORATORI, SOTTO CAPPA CHIUSA VETRATA E ASPIRATA CON ELEVATA DILUIZIONE DEI FUMI.
SI RACCOLGANO I RESIDUI ACCURATAMENTE PER UN IDONEO SMALTIMENTO DI LIQUIDI E SOLIDI.

È ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATO, E NON SE NE RISPONDE, OPERARE IN PRESENZA DI ACCIDENTALI SCINTILLE O FIAMME LIBERE PER VIA DELLA ESPLOSIVITA' TANTO DELL'IDROGENO CHE DELLE POLVERI SE L'IMBUTO DOVESSE PROSCIUGARSI INTERNAMENTE, NON PROTEGGENDOLE PIU' SOTTO FORMA DI FANGO.

IL CONTRAVVENIRE A QUESTE NORME E A QUELLE DELLA PRUDENZA DA ADOTTARE IN TALI SITUAZIONI CONFIGURA RESPONSABILITA' CHE SCAGIONANO LA ATTRIBUZIONE DELLE STESSE A NOI.

COSI' COME CI PREOCCUPIAMO DELLE NOSTRE RESPONSABILITA', ALTRETTANTO CI PREOCCUPIAMO DELLA VOSTRA SALUTE. (INSERIRE UN INTERRUTTORE ROSSO A PULSANTE CHE STACCHI ENTRAMBE LE POLARITA' E CONTROLLARE IL SALVAVITA DELL'IMPIANTO).

SI RACCOMANDA DI CIRCONDARE LA CELLA CON LASTRA DI PIOMBO, INTERPORRE UNA SPESSA LASTRA DI PLEXIGLASS TRA LA CELLA E UNA WEBCAM DAL FILO SCHERMATO CON PELLICOLA DI ALLUMINIO, COSTRUIRE UN MURO D'ACQUA MEDIANTE RECIPIENTI PARALLELEPIPEDI CHE ATTORNIANO COMPLETAMENTE LA CELLA, INSERIRE UN CONTATORE GEIGER BEN VISIBILE IN WEBCAM, E OPERARE DA STAZIONE REMOTA CON CAVI DA 6 mmq DI SEZIONE.

CHI COSTRUISCE ED ESERCISCE LA APPARECCHIATURA DESCRITTA ASSUME TUTTE LE RESPONSABILITA' ANCHE NEI CONFRONTI DI DANNI A TERZI, ESONERANDO ESPLICITAMENTE GLI AUTORI DEL TESTO DA QUALSIASI RESPONSABILITA.

LA SEMPLICE MESSA IN ATTO DELLA SPERMENTAZIONE, SIA COME QUI DESCRITTO CHE IN FORMA LIBERA, COSTITUISCE ATTO DI INCONDIZIONATA ACCETTAZIONE DI QUANTO QUI AVVERTITO.


SI DIFFIDA FORMALMENTE DI NON OPERARE CON L'APPARECCHIATURA SE NON SI POSSIEDE UNA LAUREA TECNICA O EQUIPOLLENTE ESPERIENZA PROFESSIONALE.

BUONA SPERIMENTAZIONE, e realizzate presto rese superiori a quelle da noi rilevate !


NELLA DESCRIZIONE CHE SEGUE CI SI RIFERISCA ALL'IMMAGINE
L'apparecchiatura, facilmente costruibile e assolutamente non costosa,  consta di un equipaggio sospeso con una barra (27) ad un sostegno esterno, e di un recipiente aperto (15), in pyrex, della capacità di 1000 ml, recante un alto papaspruzzi (14). Il sostegno deve consentire la facile messa in asse dell'equipaggio.

Il recipiente è su bilancia (28) dotata di piatto di raccolta (19) di eventuali gocce che così continuano a pesare.

Il display (20) è protetto dalle gocce; sul fondo del recipiente è posto un isolante (23) (tra piatto e recipiente). Il reattore ha una coibentazione cilindrica removibile (17).

Viene riempito con circa 900 ml di soluzione 0.1 - 0.4 molare di carbonato di potassio in acqua distillata.

Un insieme di termocoppie (10) misura il campo di temperature (che non è uniforme).

Sul piatto, appositi fermi (18) impediscono al recipiente di spostarsi con le forti azioni del plasma.

L'anodo (8) è costituit o da una mesh di acciaio inox della superficie approssimativa di 13 cmq., intercambiabile con griglie di misura diversa, alimentata positivamente dal connettore (11) mediante barra inox isolata.Il tubo pyrex (9) permette la fuoriuscita isolata di ossigeno dall'anodo, attraverso l'outlet (24).

Il connettore catodico (12) alimenta, mediante una barra inox rivestita da tubo in teflon circondato da guaina termorestringente, il morsetto (22) che blocca il catodo a barra di tungsteno intercambiabile da 1.6 mm di diametro.

Particolare cura va prestata alla realizzazione della protezione di tale morsetto dal contatto elettrico con la soluzione conduttiva.

Il tappo (21) fa accedere alla vite per serrare il catodo (3) nel morsetto.

Il piatto di ceramica (allumina) (4), attraversato dal catodo, e' incollato all'imbuto pyrex (5) mediante resina epossidica da alta temperatura.

Sul piatto è deposto un mix di aghi di tungsteno (lunghezza 3 -5 mm e diametro 0.1 mm) di grammi 2 - 5 e polveri, sotto forma di fango, della granulometria tra 100 micron e 50 nanometri, in proporzioni variabili, del peso di g. 1 - 2.

È quindi evidente che occorra conservare le polveri dotto forma di fango, aprendo il contenitore del fornitore sott'acqua (distillata), indossando maschere antipolvere e antifumi specificamente idonee (chiedere al fornitore dei filtri), utilizzando comunque cucchiaini di plastica per limitare la triboelettricita', dopo aver costruito un pannello in plexiglass con fori e maniche di manipolazione da inserire tra la serranda della cappa e il piano, con idonee guarnizioni.

NON LASCIARE MAI ASCIUGARE EVENTUALI GOCCE O SCHIZZI DI FANGO (PREVENIRLI COMUNQUE), PENA LA DISPERSIONE IN ARIA (LE POLVERI FINI SONO TOSSICHE E AUTOINCENDIABILI) !

CONSERVARE CHIUSA LA QUANTITA' DI FANGO STOCCATA.

NOTA: non abbiamo mai avuto incidenti, nem meno infimi; abbiamo rotto un becker lavandolo.

L'imbuto è sostenuto dal supporto (32), fissato alla barra (27) dal fermo (13). Il livello dielettrolita (16) va mantenuto nella zona indicata, con durate brevi di reazione (tipicamente 90 - 240 secondi), affinché il livello non vari troppo, introducendo variazioni nella spinta di Archimede, inficiando la determinazione del peso del recipiente, pur inizialmente tarato.

Una griglia di teflon (69) e una custodia incapsulano la griglia catodica, protetta inferiormente da un filtro poroso in pyrex sinterizzato (7).

La distanza verticale tra superficie polveri e anodo è tipicamente (regolabile) tra 30 e 45 mm.

Il catodo monolitico (3) deve sporgere pochi mm dal piatto ceramico, giusto per dare contatto agli aghi che a loro volta lo conferiscono alle polveri.

Le tensioni di esercizio, tipicamente tra 60 Volt e 240 volt, sono ottenute, in corrente continua, mediante raddrizzatori montati su base alettata, a valle di un VARIAC connesso alla rete elettrica.

Le tipiche correnti di esercizio variano tra 9 e 0.2 Ampere.

La soluzione può essere preriscaldata  prima dell'immissione nel recipiente (immetterla lentamente nell'imbuto e lasciar traboccare nel recipiente), o portata a temperatura in regime di elettrolisi.

Tipico protocollo suggerito nelle prime sperimentazioni (poi ognuno lo perfezionerà) :

fatto un piano di combinazioni di valori di parametri, si fissi un set (voltaggio nominale, tipo e quantità di polveri, superficie anodica, distanza interelettrodica, concentrazione elettrolita (attenzione, ha PH>11) );

si faccia un diagramma di taratura mediante l'introduzione della stessa quantità di elettrolita a 100 gradi centigradi, senza tensione, annotando, senza coibentazione del recipiente,  ad ogni grado di discesa, il corrispondente tempo, cosi' da poter calcolare la potenza persa per adduzione dalle pareti verso l'esterno, e per evaporazione;
si tracci la curva potenza_persa (y) - temperatura_elettrolita (x);

dopo aver posizionato le termocoppie con filo schermato, tarato la bilancia, immesso il liquido ad almeno 85 gradi, accesi un amperometro (posizione 10 ampere max) in serie alla cella su corrente raddrizzata, e un voltmetro in parallelo, si può dare lentamente tensione.

Salendo di tensione, si nota che la corrente è alta, e la salita manuale di tensione dalla manopola del VARIAC deve essere adattata al mantenere la corrente sotto 9 Ampere; mentre la soluzione si scalda, si nota che si riesce a salire di tensione senza eccedere con la corrente; a circa 90 gradi, diviene facile avere basse correnti (dipendentemente dal set di parametri, anche soli 0.3 Ampere); si provi ad accendere il plasma portando la tensione a circa 120 - 160 Volt; si faccia pratica con la regolazione della manopola del Variac, non credendo alla indicazione di questo, ma a quella del voltmetro; si porti, con il riscaldamento del plasma acceso, la temperatura di termocoppia visibile in webcam a circa 93 gradi, e si "guidi" il "volante" del VARIAC in modo da mantenere la temperatura in un ristrettissimo range attorno ai 93 gradi, cercando di avere la minima tensione che mantenga il plasma stabile, controllando che la corrente sia la più bassa possibile.

Avendo preso dimesticheza con le prime prove preliminari, si può tentare una valutazione della resa:

conservativamente, trascurando il prezioso idrogeno prodotto (e l'energia che potrebbe rendere disponibile), si integrino nel tempo, con gli estremi della durata della reazione (90 - 240 secondi) le rilevazioni di potenza elettrica immessa (V x I) frequentemente campionate per lettura diretta (nelle prove orientative) e successivamente con lettura computerizzata, ottenendo l'energia immessa.
L'energia persa si ottiene dal diagramma di taratura, alla temperatura mantenuta costante, integrando la potenza per il tempo di esecuzione della prova.

La differenza tra l'energia persa (grande) e quella immessa (minore) è l'eccesso.
IL COP può essere quindi calcolato, ma occorre fare attenzione alle ambiguità. Invitiamo a calcolarlo come rapporto tra l'energia persa e quella immessa, poiché proprio quella ora persa sarà l'energia da recuperare per l'utenza (si propone un calcolo standard per confrontare i risultati di diversi sperimentatori).

Si raccomanda di incrociare tali determinazioni con rilevazioni indipendenti quali il calcolo del calore sensibile ove la temperatura variasse, e sempre la verifica della quantità di soluzione evaporata, conteggiando il corrispondente calore latente (NON FARE EVAPORARE TROPPA SOLUZIONE NELLA SINGOLA PROVA !).

Un Wattmetro digitale può essere utilizzato, posizionandolo tra la rete e il Variac, tra il Variac e i raddrizzatori, tra i raddrizzatori e la cella, stabilendo un quadro di riferimento e paragone con le misurazioni fatte con i semplici amperometro e voltmetro in continua.

Va poi fatto un paragone con l'esercizio, identico, del reattore con un catodo di carbonio (senza polveri metalliche), inerte nei riguardi delle "presunte " fusioni o altri fenomeni catalizzati dai metalli di transizione; il mix di polveri, quando usato con catodi metallici,  può contenere polverecatalizzante micrometrica di ferro, per catalizzare la presenza di idrogeno atomico invece che molecolare.

SOLO le prove che nel complesso mostrano un quadro coerente tra le rilevazioni indipendenti descritte possono essere considerate.

Siamo disponibili immediatamente a colloquiare in merito alla costruzione, ai materiali, alla geometria, alla pianificazione ed esecuzione delle prove, alla interpretazione dei risultati, sui quali la rete sarà aggiornata in tempi realistici.

VIA con la SCIENZA PARTECIPATA E DISTRIBUITA !

(Si dirà che questo è il contrario della scienza [ndr. qualcuno lo dirà di certo!])

Un grande ringraziamento a tutti quelli che collaboreranno in qualsiasi forma, e al Dott. Passerini che farà certamente da tramite tra gli sperimentatori, e tra noi e gli sperimentatori.

P.S. Perdonate la prolissità... da professore.

Roma, le tre e mezza di notte."

Ugo Abundo

(Dal sito web www.22passi.blogspot.com).

lunedì 23 aprile 2012

Seminario a Roma sulla Fusione Fredda

CLICCARE SULLA FOTO PER INGRANDIRE
Si conferma l'annullamento del seminario.  Il Dr Y. Srivastava (Università di Perugia e INFN) sarebbe stato censurato per alcune frasi espresse nel corso di uno scambio di emailprivato, che il suo interlocutore avrebbe senza permesso  diffuso tra la sua cerchia di amici, fino ai vertici del Dipartimento di Fisica e della Sezione INFN dell'Università La Sapienza di Roma. La decisione di cancellare il seminario del Dr. Celani e del Dr Srivastava sulle LERN (reazioni nucleare a bassa energia),  sarebbe stata presa dal Direttore del DF Prof. Gianfranco Ruocco in persona, proprio in conseguenza della diffusione del "carteggio incriminato".

LA TERRA-MONDO






LE DUE VISIONI ANTROPICHE DELLA TERRA:
1)   LA TERRA COME CONTENITORE
2)   LA TERRA COME MONDO

E’ sempre presente nei discorsi degli ambientalisti il rischio di considerare il pianeta come un semplice contenitore per esseri umani. Anche tra i verdi si sente spesso dire che la sovrappopolazione non è un problema perché ci sono ancora tanti spazi da occupare, e semmai è una questione di migliore distribuzione demografica. Questa idea del pianeta-recipiente è una profonda mistificazione, esprime una incomprensione di fondo su ciò che è la natura e sul rapporto tra uomo e natura.
Alla base dell’errore c’è una considerazione esclusivamente scientifica della questione ambientale, un modo di vedere di un pensiero “numerante” che non coglie la radice da cui origina la devastazione antropica dell’ambiente. Per questo propongo di introdurre il concetto di Terra-Mondo, in cui il pianeta non venga considerato esclusivamente in base a parametri scientifici di superficie, composizione chimica, strutture fisiche, numeri, percentuali, popolazione, variabili matematiche eccetera. Nel termine Terra-Mondo è invece indicato un rapporto esistenziale: quello tra vissuti fenomenici del pianeta e coscienza. La Terra non è semplicemente la superficie in cui si delinea la biosfera con le manifestazioni della vita, è anche il Mondo che ci appare nella coscienza con gli aspetti di meraviglia, di sacralità, di vissuto esistenziale, di comprensione delle cose che compongono la nostra vita di uomini. In questa ottica la Terra non è una semplice superficie su cui distribuire un dato numero di umani e i prodotti della loro attività (visione antropizzante del pianeta), ma è quella serie potenzialmente infinita di “mondi” che compongono la nostra esperienza di vita come coscienza del singolo individuo e come coscienza collettiva. E’ l’ambito della nostra libertà sia di agire contro i fenomeni e gli enti naturali (secondo i concetti antropocentrici  di appropriazione e trasformazione) sia di agire con rispetto e senso di appartenenza  verso la natura. La terra è allora tante cose che la fanno essere  vita concreta: paesaggi, alberi, fiumi, laghi, animali, montagne, vegetazione, cielo stellato, nuvole, sole. Ma anche cultura, rapporto tra uomo e natura, stupore, bellezza, amore verso di essa –sia verso gli esseri biologici che gli enti inanimati, comprensione, senso del rispetto verso qualcosa che meravigliosamente c’è e non ci appartiene e che trascende la pura fisicità delle cose. Se si comprende questo concetto ci si rende conto della estrema povertà ideologica di chi considera la Terra un puro oggetto fisico che fa da sfondo alla attività e alla replicazione numerica dell’uomo. Un grande supermercato antropico. Il mondo così non ha senso. E’ proprio per ridare un senso al mondo, alle cose, che bisogna rimettere al centro il  rapporto tra uomo e natura, in un concetto più vasto di pianeta che non sia esclusivamente relegato al dato fisico. Il pianeta allora può essere inteso non più come puro contenitore, ma come orizzonte in cui si aprono le infinite possibilità dei tanti mondi e significati che l’uomo, ritrovando se stesso, può dare alla vita sulla terra.
La lotta contro la sovrappopolazione della specie umana acquista dunque un significato più profondo: non solo un più equilibrato rapporto tra popolazione antropica e superficie del pianeta, non solo minore devastazione ambientale e minore quantità di inquinanti immessi nella biosfera, ma soprattutto un dare senso all’esistenza umana attraverso una riappropriazione del rapporto tra coscienza e mondo naturale.

mercoledì 11 aprile 2012

LA GRANDE ILLUSIONE

Come l'illusione che i propri desideri siano la realtà stanno portando il mondo in un vicolo cieco e stiano mettendo a rischio la sopravvivenza della specie umana. 


 Lo scorso venerdì il parlamento tedesco ha tagliato del 40% le sovvenzioni al fotovoltaico (Fv).  Nei mesi precedenti, tra grandi e piccole, decine di aziende tedesche del settore erano fallite.

il fotovoltaico per la produzione elettrica è una colossale frode.    Solo nel nostro paese in questi anni, grazie a una legge del 2007 , abbiamo impegnato 70 miliardi in impianti Fv che producono tanto quanto produce un impianto a carbone che costa 2 miliardi. Monti non aveva bisogno di fare alcuna manovra, doveva solo cancellare definitivamente le sovvenzioni agli spacciatori della fraudolenta tecnologia, equiparandoli agli spacciatori di denaro falso. 
Che il fotovoltaico sia un’enorme bufala si può vedere anche dal fatto che il mondo se ne frega ampiamente delle utopie rinnovabili, e tutti corrono a testa bassa a fare incetta di combustibili fossili. In un articolo di oggi del NYT sono riportati gli investimenti che la  Exxon Mobil  e l’ Eni   stanno facendo in tecnologie di estrazione di gas, carbone e altri combustibili fossili in Africa, in particolare in Mozambico, mentre altre grandi multinazionali dell’energia si stanno impegnando in Tanzania e in Kenia per estrarre grandi quantità di idrocarburi che ritengono necessari per far fronte alla futura richiesta di petrolio e gas. Molti competitori asiatici stanno invece finanziando impianti per estrarre idrocarburi dalle profondità al di sotto dell’oceano indiano. Il tutto mentre i mercati asiatici come India e Cina richiedono sempre più combustibili fossili e incrementano le loro produzioni di gas, carbone  e petrolio, come sta facendo anche la Russia.

Così mentre i verdi nostrani (e non solo) si cullano con l’illusione che i pannelli solari e i mulini a vento ci risolveranno il problema energetico, in tutto il mondo è in atto una corsa ad accaparrarsi tutte le fonti di combustibili fossili disponibili. E’ in particolare il carbone che sta subendo un massiccio incremento di produzione e consumo, come è possibile vedere nella curva qui riportata:


Dal 1990 ad oggi si è assistito alla più grande esplosione nel consumo di carbone nella storia del mondo moderno, alla faccia delle rinnovabili. Tutto ciò mentre sempre maggiori evidenze confermano il riscaldamento climatico del globo dovuto alle massiccie immissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Una ricerca  pubblicata recentemente su Nature da Jeremy Shakun e altri ricercatori di Harvard,  riporta i risultati ottenuti con un lavoro da investigatori basato su carotaggi sia sui ghiacci dell’antartico che in altre aree dell’emisfero nord e dell’emisfero sud del pianeta. Lo studio dimostra che l’ultima glaciazione è terminata in seguito all’aumento della temperatura del pianeta dovuto ad un effetto serra paragonabile a quello odierno.    Circa 17 mila anni fa la calotta artica inizia a squagliarsi in seguito ad uno spostamento dell’orbita terrestre,  e lo scioglimento  fa salire il livello dei mari di dieci metri. L’effetto complessivo delle correnti portano all’aumento della temperatura in Antartide che fa restringere la superficie dei ghiacci, liberando nell’atmosfera le enormi quantità di Co2 che erano rimaste nei fondali. Da quel momento l’aumento della temperatura dell’atmosfera segue l’aumento della concentrazione di Co2.  Shakun conclude che “ il nostro studio dimostra che la Co2 ha giocato un ruolo decisivo: fra il suo aumento nell’atmosfera e l’aumento della temperatura c’è una correlazione nettissima”. Se si considera che nell’ultimo secolo la concentrazione di anidride carbonica è passata da 300 parti per milione a 392 in seguito all’attività umana, si comprende la ragione dell’allarme dei ricercatori.
Le rinnovabili non stanno invertendo la rotta,  anzi la immissione di Co2 nell’atmosfera in seguito alla combustione di idrocarburi aumenterà nei prossimi anni. Il mondo si dovrebbe preoccupare ora, correndo subito ai ripari puntando sul nucleare (emissioni 0 di anidride carbonica) e sulla riduzione demografica. Invece ci si culla nell’illusione del fotovoltaico e delle altre utopie rinnovabili. Carbone, petrolio e gas saranno, grazie alla stupidità degli ambientalisti naif, i protagonisti dei consumi energetici del pianeta per molti anni ancora e il riscaldamento globale continuerà la sua corsa.

lunedì 9 aprile 2012

ETHAN SIEGEL: LA FUSIONE FREDDA NON ESISTE


Una particolareggiata e scientificamente motivata confutazione della Fusione Fredda, ed in particolare della macchina di Rossi basata sulla reazione tra Nichel e Idrogeno, è stata pubblicata dall'astrofisico Ethan Siegel. La fusione tra nuclei dei vari isotopi del nichel e atomi di idrogeno necessita il superamento della barriera coulombiana (repulsione tra cariche elettriche simili). Neanche al centro del nostro Sole esistono energie di pressione e termiche in grado di superare tale barriera. Il fenomeno può accadere solo al centro di stelle supermassicce che collassano dando luogo ad esplosioni di supernove. Questa del resto è l'origine del rame dell'universo, compreso quello della nostra Terra. Secondo il Dr. Siegel la reazione di fusione tra nichel  e  idrogeno darebbe inoltre luogo ad una fortissima emissione di raggi gamma, impossibile da schermare completamente anche con forti spessori di piombo. Una emissione simile non si è mai rilevata durante il funzionamento dell'Ecat. Del resto la schermatura dell'apparecchio, con una sottile lamina di piombo, è del tutto insufficiente a fermare una emissione gamma di quel tipo. Il funzionamento di una macchina simile, ove avvenissero realmente reazioni di fusione nucleare, sarebbe mortale per tutti gli astanti che assistono all'esperimento. L'articolo di Ethan Siegel è possibile leggerlo qui