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mercoledì 16 maggio 2012

L'intervento del Prof. Hagelstein sulla Fusione Fredda al Politecnico di Torino



Dal Prof. Peter Hagelstein del MIT  la conferma che la Fusione Fredda o LENR funziona ed è riproducibile, e che la nuova realtà apre  prospettive rivoluzionarie alla fisica, fino a poco tempo fa impensabili.
L'intervento è stato tenuto il 4 maggio 2012.
(Dal sito 22passi.blogspot.com)

martedì 15 maggio 2012

LE ULTIME SULLA FUSIONE FREDDA-ECAT: ROSSI ACCELERA MA IL PROBLEMA E' LA SICUREZZA





 L'apparecchio di Rossi  ha ottenuto licenze di costruzione  in varie parti (specie nord Europa) ma non ancora quelle per l'uso civile. Si attende un altro importante test pubblico per ottobre 2012. L'impianto da 1 MW è stato già posto in produzione ed è attualmente in prova presso una struttura militare americana. Rossi ha recentemente dichiarato:

 “The 1 MW plant has been delivered and is working in a military concern. It has been made in the USA, after the October test of the prototype made in Italy; such prototype will be delivered, with the modifications which we will complete based on what we learnt from the model at work, to a European Customer in July. ”

  • L' ECAT 1 MW funzionante in USA è attualmente stabile con produzione di alte temperature.
  • Per l'uso industriale non sono ancora state concesse licenze.
  • Il prezzo è ancora di 1,5 milioni di dollari  
L'apparecchio è in continuo progresso tecnologico. Anche per quello di uso domestico si sta lavorando per stabilizzare la temperatura di funzionamento. Uno dei problemi principali dell'Ecat di Rossi è infatti quello di stabilizzare la resa energetica, ancora soggetta ad ampie oscillazioni. Inoltre le temperature variabili con la possibilità di raggiungere livelli elevati complica il problema della sicurezza (un altro punto debole dell'Ecat, specie per l'ottenimento dei brevetti e delle licenze per uso civile). Secondo Rossi la Leonardo Co che produce l'Ecat ( con sede in Florida-Usa) sta attivamente lavorando al problema sicurezza, pena il ritardo e l'eventuale fallimento del progetto. In particolare i Laboratori della Leonardo  starebbero studiando lo sviluppo  di un sistema di shut-off rapido dell'apparecchio in situazioni di emergenza. Il costo finale della macchina potrà risentire (anche molto) di queste ulteriori studi e certificazioni necessarie. In pratica la Leonardo Corp sta sviluppando un nuovo tipo di reattore che lavori con maggiore stabilità ed a temperature più elevate con resa intorno al +40 %di elettricità rispetto a quella in ingresso più la quota di calore grezzo. Si lavora sull'efficienza dei sistemi per trasferire l'energia prodotta e sul   controllo della  reazione mediante sistemi informatici. Il nuovo reattore è più piccolo, ciascuna unità ha un carico di 1,5 grammi di reagente ed una schermatura più sicura per i raggi gamma. Sono stati ridisegnati i sistemi per trasferire il calore in energia con modalità acqua-vapore, oli ad alta capacità di immagazzinamento, sistemi a sali fusi. Si lavora anche ad applicazioni Stirling Engines con espansione e contrazione di gas per trasferire energia.Il tutto per migliorare l'utilizzo industriale dell'apparecchio.




lunedì 14 maggio 2012

UNA RIDICOLA SCRITTA: COMUNE DENUCLEARIZZATO

comune denuclearizzato




IL SOLLIEVO DEGLI IMBECILLI

In tanti luoghi di questo povero paese si trova la scritta: "Comune Denuclearizzato", che pare sia -secondo alcuni- un residuo degli anni '80 quando era di moda essere contro tutto ciò che aveva a che vedere con il nucleare. Oggi la scritta è sempre di moda, come la stupidità. Che significato può avere in un paese senza centrali nucleari? Boh, nessuno lo sa, ma siccome suona bene e sa di politicamente corretto, proliferano le scritte in tantissimi comuni italiani. La cosa mi ricorda un cretino che va in giro con il cartello: "sono intelligente", credendo che una scritta basti a redimerlo.
Basta infatti girare per tanti comuni "denuclearizzati" per fare alcune sgradevoli scoperte. Spesso vicino al cartello in questione è possibile notare una montagnola maleodorante in cui arrivano o da cui partono autotreni carichi di monnezza.  Si tratta di discariche con tanto di diossina e percolati tossici.
Ma per fortuna il comune è denuclearizzato...
Girando intorno alla periferia del comune in questione ci si imbatte poi in decine di gru in azione, in scavatrici, cantieri, gettate di cemento, macchine asfaltatrici. Ecco poi apparire centinaia di quelle orrende villette a schiera tutte uguali tutte squallide, triste epitome della modernità edilizia italiana. Nelle vicinanze svettano poi i grandi parallelepipedi di cemento dei centri commerciali, nuovi templi al moderno dio Denaro.  Si scopre che il  famoso comune in questione ha così lastricato migliaia di ettari di campagna, di colture e terreno boschivo con centinaia di migliaia di metri cubi di cemento e metri quadri di asfalto, con lauti guadagni privati e scandalose mazzette di pubblico denaro.
Ma per fortuna il comune è denuclearizzato....
Accanto alle suddette villette è poi possibile ammirare splendidi capannoni, fabbriche, esalazioni tossiche, fumi di ciminiere, scarichi industriali verso antichi ruscelli divenuti fogne chimico-organiche di nauseante impatto ottico e olfattivo.
Ma per fortuna il comune è denuclearizzato....
Uno si chiede: se il comune è denuclearizzato da dove proviene tutta l'energia consumata dalle popolazioni locali e dai siti industriali del luogo? Poiché le utopie rinnovabili di cui tanto si parla sono come le fate turchine e cioè tutti ne parlano ma nessuno poi ci fa affidamento, l'unica alternativa reale sono i combustibili fossili e quindi la famosa scritta sul comune denuclearizzato significa una cosa sola semplice semplice: in quel comune  si brucia petrolio, gas e carbone a più non posso e si immettono quantità apostoliche di CO2 in atmosfera alla faccia di tutti gli effetti serra del pianeta. E così tutti dormono tranquilli, circondati da nubi tossiche e miasmi mortiferi, liquami velenosi e terreni inquinati.
Ma per fortuna che il comune è denuclearizzato....
In qualche caso ho notato, sempre nei pressi del mistificante cartello, la presenza di tettoie , di canne fumarie, di vasconi, di prefabbricati in purissimo amianto eternit. Può essere che il comune "ambientalista" abbia provveduto a "verniciare" il terribile materiale ma tutti sanno che con gli anni l'amianto "sfarina" e si disperde nell'aria. A Casale ad esempio, sede della vecchia fabbrica eternit,  la presenza microscopica delle fibre di amianto è documentata ovunque, perfino nelle scuole, pur dopo decine di interventi di cosiddetto risanamento ambientale e a ormai più di trent'anni dalla chiusura degli impianti. Ma anche in questi comuni ci si preoccupa dei fantasmi di un nucleare che in Italia non è mai partito. L'Italia chiuse   l'unica centrale nucleare (di Caorso) più di cinquant'anni fa, per andare poi ad acquistare energia elettrica dalla Francia che aveva costruite decine di centrali nucleari ai nostri confini.
Demagogia, pura demagogia che oggi, con il costo del petrolio, ci ha procurato danni incommensurabili.
Ma di questo cosa importa agli imbecilli che dormono contenti e certi di essere politically correct? A tranquillizzarli   c'è il famoso cartello:   Comune Denuclearizzato....

venerdì 11 maggio 2012

CARESTIE, POPOLAZIONE E MODERNITA'



foto

Somalia, un popolo in fuga dalla carestia



Nel libro "Storia delle carestie" di Cormac O' Grada (ed. il Mulino) l'autore racconta le grandi carestie dell'umanità, da quelle di cinquemila anni fa a cui accenna la leggenda babilonese di Gilgamesh a quelle riferite nell'Antico Testamento (libro di Neemia), poi a quelle storiche della Grecia, quella di Antiochia (363 dc), a quelle europee del XIV-XVII secolo, fino a quella irlandese del 1845-49 e quelle dell'Ucraina del 1932-33. Tra le più gravi per numero di morti furono le carestie della Cina e dell'India. O' Grada ricorda che  nel 1798 Malthus definì la carestia "l'ultima e più spaventosa risorsa della natura, il modo più atroce con cui la natura reprime una popolazione in esubero". Oltre alla fame, nella carestia agivano altri elementi che l'autore individua, come il fatto che la mancanza di cibo spinge grandi quantità di persone dalle campagne verso la città, dando luogo a sovraffollamento, epidemie e stragi di popolazione. Poi ci sono i danni provocati dalla politica: Adam Smith sosteneva che le carestie che avevano colpito l'Europa all'inizio dell'epoca moderna erano state provocate per lo più dai tentativi impropri di rimediare ai disagi causati dalla scarsità di cibo. I danni causati dai magri raccolti in Unione sovietica nel 1932-33 e in Cina nel 1959-61 furono molto aggravati dall'azione politica. Marx riferisce che nella grande carestia irlandese erano stati colpiti solo i poveri diavoli e di regola venivano incolpati gli uomini di potere per la mancanza di cibo. Ma le dinamiche reali delle carestie mostrano che a i benestanti erano esposti al rischio come gli altri, specie per le malattie. Tuttavia i tentativi di prevenire le carestie ebbero successo soprattutto a partire dal 1700 insieme allo svilupparsi dello stato moderno. Vennero istituiti "chambre d'abondance" ossia magazzini di stoccaggio del grano per sopperire nei periodi di crisi, si introdussero misure di sostegno che anticipavano il welfare state moderno e misure per ridurre l'oscillazione dei prezzi. Ma allo stesso tempo l'accentuarsi del ruolo dello stato portava alla corruzione. Con il libero mercato, ad iniziare dal XIX secolo, si accentuarono da una parte i rischi per le popolazioni arretrate economicamente e con alti tassi di natalità, ma allo stesso tempo la concorrenza spingeva alla operosità e al mutamento rapido delle condizioni sociali e delle strutture produttive, con un saldo alla fine positivo per le popolazioni. La questione della solidarietà si pose in modo definitivo nell'Ottocento. La cultura liberal malthusiana fece barriera contro il solidarismo. Thomas Wilson (direttore dell'appena nato "Economist") sosteneva che l'assistenza ai poveri non avrebbe fatto altro che "spostare le risorse dai più meritevoli ai meno meritevoli". Quello spostamento di risorse era un "azzardo morale", dal momento che per fronteggiare una crisi aiutando i più deboli, si creava un terreno fertile per ulteriori e più gravi carestie.  "In una versione provvidenzialista del malthusianesimo", scrive O' Grada, "la carestia veniva vista come un piano divino per attenuare il problema della sovrappopolazione". Oggi la modernità, l'industrializzazione, l'informatizzazione, i rapidi spostamenti, le migrazioni e tutti gli altri fenomeni collegati allo sviluppo tecnologico hanno relegato le carestie ad aree sempre più limitate del pianeta, ma gli effetti devastanti della sovrappopolazione hanno condotto a porre in pericolo la sopravvivenza complessiva della specie umana e della Terra. Se da un lato le carestie malthusiane sono per fortuna relegate al passato,  il controllo della popolazione è divenuto un compito dell'uomo, il primo e il più urgente.

sabato 5 maggio 2012

...INTANTO PROSEGUE LA COSTRUZIONE DI ITER



Forte dei finanziamenti europei (che nel caso della fusione calda non mancano) prosegue la costruzione di Iter- il reattore a fusione calda- nel sud della Francia. Nel servizio tratto dal Tg regionale si evidenzia la partecipazione italiana alla costruzione delle bobine di superconduttori, necessari a creare l'intensissimo campo magnetico necessario ad isolare e confinare il plasma contenente i protoni reagenti. Anche la fusione calda, come le LENR, potrebbe aprire prospettive nuove e inimmaginabili all'umanità e al pianeta. Una fonte di energia inesauribile e pulita, senza più scorie e senza emissione di gas serra. Se a ciò si aggiunge una controllata riduzione demografica che riporti, nel giro di uno o due secoli, il rapporto tra popolazione umana e pianeta ad un livello accettabile (si parla di due miliardi di abitanti), si può parlare di una UTOPIA POSSIBILE, cioè di un terra piena di verde e di foreste, di mari e cieli puliti, di città più belle e vivibili, di un benessere diffuso a tutto il pianeta senza devastazioni ambientali, senza eccessi di consumi, rifiuti, emissione di prodotti chimici e veleni. Senza conflitti etnici, senza razzismi, senza -ismi di qualunque tipo. Un mondo dove sia possibile tornare a dialogare tra gli uomini e tra uomo e natura. Dove l'uomo non consideri la natura come un posto da trattare senza alcun rispetto, dove -senza limiti- scavare, estrarre, costruire, impiantare, trivellare, trapanare, sbancare, traforare, riversare, scaricare, inquinare, bruciare...ma il posto in cui realizzare la propria umanità e in cui ritrovare i contenuti profondi che le piante, gli animali, i luoghi, i paesaggi, i fiumi, le rive del mare, i laghi, la bellezza del cielo ci comunicano ogni momento (ma oggi siamo ciechi e sordi).

giovedì 3 maggio 2012

CONVEGNO A TORINO SU FUSIONE FREDDA E CALDA






Si terrà domani 4 maggio al Politecnico di Torino un convegno sulle LENR  (di cui si parlerà in mattinata)


e sulla fusione nelle alte energie (pomeriggio)


Al convegno parteciperanno importanti ricercatori italiani e stranieri


Sarà possibile seguire l'evento in streaming dal  sito  www.theatomunexplored.com


Qui è visibile ii programma sintetico del convegno:




                 ESTRATTO DEL PROGRAMMA DELLA CONFERENZA "THE ATOM UNEXPLORED"

Il programma completo è scaricabile da questo link oppure dal sito ufficiale del convegno:www.theatomunexplored.com

10:30 Session I – Low Energy Nuclear Reactions

Walter PECORELLA
UNIVERSITÀ DI ROMA “TOR VERGATA”, ANSALDO ENERGIA

POLITECNICO DI TORINO, ISTITUTO NAZIONALE DI RICERCA METROLOGICA
Piezonuclear Fission Reactions in Rocks: Evidences from Microchemical Analysis, Neutron Emission, and Geological Transformation

MASSACHUSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGY
JET Energy NANOR: The Role of the Nanoengineered Lattice in Enabling the CF/LANR Activity

Coffee break

Francesco PIANTELLI
NICHENERGY, CENTRO IMO ‐ UNIVERSITÀ DI SIENA

Valerio CIAMPOLI
NICHENERGY
Anomalous Phenomenon in Ni‐H Systems

Giovanni CHERUBINI
UNIVERSITÀ DI ROMA “LA SAPIENZA”, CENTRO RICERCHE RADIOATTIVITÀ CRR, ARPA LAZIO
Neutrons from Piezonuclear Reactions Induced by Cavitation

15.00 Session II – High Energy Nuclear Reactions

UNIVERSITÀ DI ROMA “LA SAPIENZA”

Douglas BARTLETT
EUROPEAN COMMISSION DG‐RTD, UNIT K5 ‐ ITER
The European Key Role in Design, Construction and Operation of ITER

Giovanni RICCO
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA, ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE

Alessandro ALEMBERTI
ANSALDO NUCLEARE
Accelerator Driven Sub‐critical Nuclear Reactors

Marco E. RICOTTI
POLITECNICO DI MILANO
The New Age of Nuclear Fission: a Roadmap for the Generation IV Lead Cooled Fast Reactors

(Dal sito www.22passi.blogspot.com)

martedì 1 maggio 2012

NOVITA' SULLA FUSIONE FREDDA: IL REATTORE BRILLOUIN




Grandi novità nel campo della cosidetta fusione fredda: Robert Godes un ricercatore di Berkeley che, in connessione con quelli del MIT di Boston, ha sviluppato numerosi esperimenti dal 2006 ad oggi, è riuscito  a ingegnerizzare e produrre un reattore che dovrebbe essere commercializzato dalla Brillouin Energy Corporation. In una intervista a Sterling Allen di PESN ha rivelato alcuni particolari del suo progetto. Innanzitutto il nuovo reattore può essere attivato e disattivato in maniera immediata e riproducibile, senza la variabilità di tempi e modi spesso riscontrata nei modelli dei concorrenti. Inoltre la reazione, una volta attivata funzionerebbe in modo stazionario con produzione di energia in modo regolare e a livelli stabili nel tempo, a differenza sia dell’apparecchio di Rossi che quello della Defkalion. In particolare Godes critica l’apparecchio di Rossi in quanto la variabilità della produzione, se tollerabile a livello del singolo apparecchio domestico, conduce a forti irregolarità di produzione in quelli multipli da un Megawatt che sarebbero quindi inaffidabili. Inoltre Godes contesta che sia possibile per Rossi avere l’autorizzazione per l’uso domestico in particolare per il problema dell’idrogeno usato in quantità rilevante in forma gassosa e infiammabile. Invece nell’apparecchio BEC l’idrogeno sarebbe prodotto al momento dell’utilizzazione nelle reazioni direttamente dall’acqua per idrolisi, e quindi non sarebbe pericoloso. Sebbene le caldaie della Defkalion, testate dai Los Alamos National Laboratories e dalla Standford Research International siano stati considerati affidabili e coerenti nei risultati (più dell’e-cat di Rossi), i nuovi reattori Brillouin sarebbero più adatti a far funzionare –secondo quanto dichiara Godes- le turbine delle centrali elettriche ad un prezzo trascurabile (1 cent per Kwh) e senza emissioni tossiche.
Ma forse la novità più importante di tutte del sistema Brillouin è nella nuova teoria fisica delle reazioni che producono energia prima raccolte sotto il termine complessivo (ed impreciso) di Fusione Fredda. Nelle celle di Godes il nichel avrebbe il ruolo di semplice e unico catalizzatore e non perteciperebbe alle reazioni – a differenza di quanto prevede la teoria di Rossi sulla fusione fredda del suo e-cat-. Godes aveva iniziato nel 2006 con una semplice cella con una spirale di palladio e acqua distillata con un eccesso energetico del 45%. Il nuovo   modello di reattore ha cominciato a operare nell’ottobre del 2011 con una cella pressurizzata con un sistema Nichel-Idrogeno che a permesso rese energetiche superiori. Questo sistema nella prima fase poteva generare un eccesso del 100 %.  I nuovi sistemi prevedono l’uso di impulsi elettromagnetici e di filtri di lattice (lo stesso sistema di filtri usato da Hagelsteen del Mit) che riescono –secondo la nuova teoria di Godes- a imprigionare gli atomi di idrogeno (protoni) nel reticolo di atomi di nichel  e produrre una condensazione tra protone-elettrone con sviluppo di un neutrone e produzione di energia. Non si tratterebbe quindi di fusione di atomi come nella fusione calda, dove l’energia richiesta per superare la barriera elettrica di Coulomb è altissima, ma della condensazione quantica tra protone ed elettrone favorita dalle distorsioni prodotte da campi magnetici oscillanti all’interno del reticolo di nichel carico di atomi di idrogeno, in campo elettrico.
Al di là delle differenti impostazioni teoriche e quindi sperimentali dei vari gruppi di studio che stanno portando avanti la scoperta di Fleishman e Pons del 1989, c’è da dire che ormai nel mondo sono tantissimi i ricercatori che confermano gli eccessi di energia non spiegabili con le teorie fisiche mainstream. Forse la macchina di Rossi è funzionante o forse è una bufala, ma possiamo dire che la Fusione Fredda, le Lenr o la teoria del Cecr o come altro verranno chiamate esprimono un fenomeno fisico nuovo ormai documentato in troppi studi in tutto il mondo (Cina compresa) per essere etichettato come abbaglio di qualche ricercatore.
Una illustrazione della teoria del Cecr (Controlled Electron Capture Reactor) abbastanza semplice è riprodotta nel seguente video: