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sabato 7 ottobre 2023

La strategia verde: dall'ambiente all'uomo

I verdi tedeschi sono uno dei partiti piu importanti in europa, anche per numero di voti, ed ha come programma politico quello ecologista, in teoria contro la distruzione ambientale e il riscaldamento climatico. Oggi il partito verde tedesco (in buona compagnia con i verdi italiani) ha fatto una svolta epocale assumendo come primo scopo politico l'accoglienza per gli immigrati, e il finanziamento delle ong dedicate alla migrazione. Il cambiamento puo essere definito ideologico: le battaglie sull'ambiente e sull'inquinamenro passano in secondo piano. Passano in secondo piano i diritti degli animali e dei loro habitat.
Sebbene il riscaldamento climatico rimanga al centro delle politiche verdi, diviene essenzialmente un argomento strumentale per favorire le migrazioni: è il riscaldamento globale che determina la fuga dai paesi di origine e il diritto e la necessità dell'accoglienza. Al primo posto ora per i verdi mondiali si colloca l'uomo con i suoi diritti assoluti, il primo dei quali e' la libera migrazione da ogni luogo per ogni luogo (antropizzazione globale). La bomba demografica che travolgerà nei prossimi anni l'europa , oltre che la civilta e la cultura occidentali ( ma su questi ultimi si puo gia da ora mettere un amen) permetterà al mercato globale di prosperare a vantaggio di chi le frontiere le chiude e difende le proprie produzioni, la Cina in primis.I verdi tedeschi ed europei sono continuamente dediti all'azione politica per assicurare risorse finanziarie, assistenza, alloggi, facilitazioni al vasto movimento migratorio. Entro la fine di questo secolo la popolazione dell'Africa sarà piu che quadruplicata rispetto ad oggi: da un miliardo a quattro miliardi e mezzo. Solo la Nigeria a fine secolo ( poche decine di anni) avrà da sola piu popolazione di tutta l'europa. Questo significa che portare avanti la lotta per l'accoglienza e i diritti delle masse sempre piu numerose di migranti si prefigge lo scopo di assicurare la casa , le strade, il lavoro, le infrastrutture, l'energia, la mobilita, l'assistenza sanitaria,la produzione delle sostanze chimiche artificiali come liquidi industriali, pesticidi o farmaci, la produzione materiale, i consumi, lo smaltimento dei rifiuti, le stazioni, gli aeroporti, i traffici commerciali, la fabbriche, i supermercati, gli spazi abitativi, le espansioni di citta e megalopoli per decine e decine di milioni di nuovi abitanti delle gia devastate terre europe. Nuove aree verdi risparmiate finora dalla crescita antropica, saranno destinate alla cementificazione , alle strade, alle infrastrutture. Cosa c'entra tutto questo con la difesa dell'ambiente ? Il programma originario viene sacrificato alla nuova versione antropocentrica del credo ambientalista.
Sono lontani i tempi di "Primavera Silenziosa" della Carson o quelli di "The Population Bomb" di Paul Ehrlich, gli iniziatori della visione ecologista che denunciavano nella eccessiva crescita umana la vera causa del disastro planetario. Come se la distruzione delle specie e degli habitat non bastasse gli attuali verdi pretendono di destinare la superficie risparmiata dal cemento. le terre agricole, le campagne e le valli alpine, anche di aree ad elevato valore paesaggistico (un esempio sono le aree intorno ai grandi laghi come a Bolsena nel Lazio) ai pannelli solari e alle torri eoliche, gigantesche strutture di cemento e plastica con i loro rotori portatori di inquinamento acustico ed estetico. La letteratura scientifica ha descritto con abbondanza di dati i danni alle specie animali e vegetali di tali apparati artificiali. Le immense distese blu di pannelli, le torri, le strutture di servizio, come strade, accumulatori ed elettrodotti sono gli abbellimenti paesaggistici che gli attuali ambientalisti propongono per un futuro più "sostenibile". Allo stesso tempo i verdi sono oggi coloro che, non facendo nulla contro l'eccessiva natalità umana, stanno lavorando per la fine delle specie animali come l'elefante africano o i pochi gorilla rimasti, i rinoceronti, gli uccelli Diomedea e tante altre specie in pericolo. Non c'è traccia nelle loro incoerenti posizioni e proposte politiche, per la lotta contro la sovrappopolazione e per cercare di arginare la diffusione del cancro umano che attanaglia il pianeta.