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sabato 6 maggio 2017

Transizione e Fake news

Come l'Araba Fenice che vi sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa. Mi riferisco all'idea, tanto cara agli ambientalisti, di transizione demografica. Durante la trasmissione di notizie e commenti sulla radio Rai due del mattino, giovedì scorso dedicata al riscaldamento atmosferico globale, un ascoltatore ha l'impudenza di dichiarare: "quando io sono nato, nel 1951, c'erano nel mondo 1,5 miliardi di abitanti ed oggi, nell'arco della mia vita, ce ne sono quasi otto miliardi. Questo è il problema principale. Questa è la causa, insieme ai consumi aumentati di conseguenza, del riscaldamento globale". Silenzio ed imbarazzo per qualche secondo in studio. Poi il giornalista che conduce chiama in aiuto l'ambientalista presente (di cui non ricordo il nome, ma che potremmo chiamare Morfeo)il quale subito tranquillizza gli ascoltatori: questo della sovrappopolazione è un falso problema, in quanto al sopraggiungere dei 9 miliardi sul pianeta ci sarà la Transizione Demografica e la popolazione si stabilizzerà per poi lentamente calare.
Io invece ritengo che se qualcosa di falso c'è in tutto questo è proprio l'idea della transizione demografica. Si tratta di un classico esempio di Fake News. Lo stesso Onu, in particolare la Commissione di esperti che si interessa dei temi demografici e ambientali, ha dovuto recentemente rivedere per l'ennesima volta le sue stime sulla transizione. La storia della transizione è lunga. Con il termine “transizione demografica”, i demografi intendono il passaggio dal regime demografico tradizionale, basato su alti livelli sia di natalità sia di mortalità, soprattutto infantile, al regime demografico moderno, che è viceversa caratterizzato dai bassi livelli sia delle nascite sia dei decessi. La transizione demografica passa attraverso due fasi: nella prima si verifica una forte crescita della popolazione, perché la mortalità inizia a calare prima della natalità; nella seconda fase della transizione demografica la crescita rallenta, fino ad azzerarsi. Va sottolineato che è la crescita a diminuire, non la popolazione in termini assoluti: questa continua a crescere, sia pure più lentamente, perché il calo della mortalità consente a molte più persone di vivere molto più a lungo. Negli anni 70 i demografi stimavano che la transizione alla dinamica demografica moderna (bassa natalità e bassa mortalità globale nel pianeta) si potesse raggiungere superati i tre miliardi di umani. I fatti li smentirono rapidamente. I demografi si erano concentrati sull'occidente, dimenticandosi il resto del mondo; pensavano che tutti si sarebbero adeguati ai tassi occidentali con l'arrivo dello sviluppo ma, a parte che questo era un processo molto più lento del previsto, altri fattori influivano sulle dinamiche allontanando la transizione. I demografi fissarono allora l'asticella ai 6 miliardi e dopo il 2000, poi sarebbe intervenuta la transizione. Ma anche questa volta l'Araba Fenice non era là. Nel frattempo il pianeta correva verso l'inquinamento, l'esaurimento delle risorse, l'avvelenamento dell'aria e delle acque, la plastificazione dei mari, la deforestazione, la desertificazione, la cementificazione, lo scioglimento dei poli, il riscaldamento globale. I gran cervelloni delle statistiche demografiche trovarono così una nuova soglia, i nove miliardi, raggiunta la quale il mondo sarebbe passato dalla crescita iperbolica alla stabilità demografica. Si fissò la soglia temporale alla fine del XXI secolo, poi resisi conto che i nove miliardi sarebbero stati raggiunti molto prima si parlò del 2050. E' della fine del 2015 l'ennesimo cambio di prospettiva degli esperti dell'Onu: preso atto che la popolazione mondiale continua a crescere di circa 90 milioni di umani ogni anno(un paese come il Pakistan che ogni anno si aggiunge al pianeta) e non vi sono segni di rallentamento, hanno spostata l'asticella a 11 miliardi per la fine del secolo. A quando la prossima correzione in avanti? Arriveranno i 15 miliardi, poi i venti...poi bisognerà vedere se il pianeta ci sarà ancora.
Che cosa non funziona nell'idea di Transizione?
La transizione demografica dipende da fattori diversi (i progressi agricoli, l'inurbamento delle popolazioni e il modello di vita urbano e industriale, la scolarizzazione, e altri processi a questi connessi, primo tra tutti l’emancipazione femminile) che nel loro insieme vengono chiamati modernizzazione. Come noto, essa ha riguardato per primi i paesi economicamente avanzati del cosiddetto “Nord del mondo” (Europa, Nord America, Giappone, Australia); solo in seguito, e con tempi e ritmi molto diversi, essa ha coinvolto i paesi poveri del cosiddetto “Sud del mondo” (Asia, Africa, America Latina). Nel “regime demografico tradizionale”, cioè dalla rivoluzione neolitica fino alla metà del Settecento in Europa (ma fino al Novecento, nel resto del mondo), la crescita della popolazione era lenta e discontinua: mediamente, ogni donna generava 5-6 figli, ma oltre la metà di essi moriva in età infantile o prima di arrivare all’età adulta. A un’alta natalità corrispondeva perciò un’alta mortalità, soprattutto infantile, per cui la popolazione era composta in gran parte da giovani: tra i molti che nascevano, pochi diventavano vecchi. Inoltre, la popolazione aumentava lentamente perché le fasi di crescita demografica (legate a un aumento di risorse alimentari disponibili) erano seguite da drammatiche fasi di calo, dovute a carestie alimentari e a epidemie di malattie infettive, a guerre. La prima fase della transizione demografica, cioè un intenso e prolungato aumento della popolazione, iniziò in Europa occidentale nella seconda metà del Settecento e si estese all’Europa orientale e meridionale nel secondo Ottocento. Tale aumento fu dovuto al fatto che la natalità rimase alta ma la mortalità diminuì, a causa della scomparsa della peste, dell’aumento delle risorse alimentari, poi delle migliorate condizioni igieniche delle città: queste cause erano in gran parte legate alle rivoluzioni agricola, industriale e dei trasporti, e ciò spiega la precocità della transizione in Inghilterra e nell’Europa nord-occidentale, rispetto al resto del continente. I progressi della medicina contribuirono alla riduzione delle epidemie e della mortalità, in particolare le regole di antisepsi e le vaccinazioni. Con un’alta natalità e una mortalità in calo, la popolazione europea aumentò molto e rapidamente tra l’Ottocento e il 1914, tanto che in quel periodo 50 milioni di europei emigrarono verso le Americhe e l’Australia. Fu un esodo di dimensioni senza precedenti nella storia, reso possibile da condizioni particolarissime: quei continenti erano semi-spopolati, anche per il tracollo demografico dei nativi, provocato dal contatto con gli europei a seguito delle conquiste coloniali dei secoli precedenti. Una conseguenza involontaria di quella prima grande esplosione demografica fu l'aumento della aggressività e della conflittualità nel continente europeo, che fu tra le cause che portarono al primo conflitto mondiale.
Poi, dall’inizio del Novecento (anche prima, in Europa nord-occidentale; ma solo dopo la Prima guerra mondiale nell’Europa orientale e meridionale), iniziò la seconda fase della cosidetta transizione demografica, cioè il progressivo rallentamento della crescita. Ciò fu dovuto al fatto che, mentre proseguiva il calo della mortalità (ora dovuto soprattutto ai progressi medico-sanitari), iniziò a rallentare anche la natalità, per cause legate all’industrializzazione e all’urbanizzazione: mentre per i contadini i figli costituivano, già dall’infanzia, utili braccia da lavoro nei campi, in città essi diventavano bocche da sfamare, tanto più costose quanto più si diffondeva la scolarizzazione obbligatoria e venivano posti limiti al lavoro minorile in fabbrica. Il calo della natalità fu anche un effetto del calo della mortalità: nelle società agrarie tradizionali, che non avevano sistemi pensionistici, i figli erano “il bastone della vecchiaia”, e proprio l’alta mortalità spingeva all’alta procreazione. Man mano che aumentarono i figli che sopravvivevano, i genitori iniziarono a generarne un numero minore. Ciò fu al contempo causa ed effetto di una grande trasformazione della mentalità e dei comportamenti, in cui ebbe un ruolo fondamentale la progressiva emancipazione femminile, nella seconda metà del Novecento: si passò da un sistema di procreazione naturale a forme sempre più efficaci di controllo e di programmazione delle nascite (la “pillola” contraccettiva iniziò a diffondersi negli anni ’60). L'emencipazione femminile è in rapporto di causa effetto con la natalità, in quanto un minor numero di figli significa più tempo da dedicare allo studio, al lavoro, al progresso sociale e alla presa di coscienza sui diritti della donna. In tutta Europa il calo della natalità iniziò negli anni ’20 e fu molto forte durante la Seconda guerra mondiale. Dopo una temporanea inversione di tendenza dal dopoguerra agli anni ’60 (il cosiddetto “baby-boom”), la natalità tornò a calare fino a toccare negli anni settanta la cosiddetta “crescita 0”, cioè un equilibrio al ribasso tra nati e morti, in tutto il Nord del mondo: così si concluse la transizione, che instaurò il regime demografico moderno, ma solo in una parte dell'occidente. Questo modello non è così automatico come si potrebbe pensare. In particolare su di esso influiscono le condizioni ambientali, culturali, le tradizioni, la tecnologia a disposizione, le modificazioni dei trasporti, le visioni del mondo, le dinamiche interne alle varie nazioni e molto altro. Quello che era accaduto in occidente non si è verificato in altre regioni del mondo e in altre culture. Nel Sud del mondo, la grande crescita legata alla prima fase della transizione demografica iniziò nella prima metà del Novecento – proprio quando nel Nord stava rallentando – e si manifestò soprattutto tra gli anni ‘50 e i ‘70, cioè in un arco di tempo molto più breve e in modo molto più intenso di quanto era accaduto nel Nord. Ciò accadde per effetto di due fenomeni combinati: 1. la mortalità diminuì rapidamente, a causa della diffusione dal Nord al Sud degli antibiotici e delle vaccinazioni contro le malattie infettive (anche se la mortalità è rimasta molto più alta che nel Nord); 2. la natalità continuò a essere alta, per il permanere di modelli culturali tradizionali, in società agrarie, basate su una forte subalternità delle donne, che iniziavano prestissimo (14-15 anni) a generare figli. Questa mentalità, a differenza dell'occidente, si è dimostrata molto più radicata per effetto di tradizioni e influenze religiose. Si innescò così in quei paesi la cosiddetta “bomba demografica”, cioè un enorme aumento della popolazione. A queste cause si sono aggiunte fattori come la globalizzazione e la perdita delle identità nazionali dovuti alla finanziarizzazione degli stati. Se in occidente ciò si è tradotto in una perdita di significato delle frontiere e dei confini nazionali, nel sud del mondo la globalizzazione ha aperte aspettative e speranze di un rapido salto di qualità nel modo di vivere e ha spinto le famiglie a mantenere alti i tassi di natalità, nonostante l'assenza di adeguate risorse locali. Con la diffusione delle tecniche sanitarie e gli aiuti alimentari dai paesi avanzati sono venuti a mancare importanti fattori di limitazione spontanea delle nascite in molte regioni del globo, come l'africa sub-sahariana o l'estremo oriente. La natalità, ad esempio, è divenuta in certe regioni fattore di crescita economica in quanto rende l'emigrazione una risorsa sia con le rimesse che con l'aumento dei rapporti commerciali. Inoltre, gli aiuti a pioggia permettono la sopravvivenza di economie basate sull'agricoltura in forme poco organizzate e scarsa tecnologia, che richiedono quindi la presenza di molte braccia e rendono conveniente ancora gli alti tassi di natalità, pur in presenza di una importante riduzione della mortalità sia infantile che degli adulti. Al mantenimento della crescita della popolazione in numero assoluto (al di fuori delle statistiche che parlano di riduzioni percentuali) sta poi il fenomeno dell'ampliamento della base numerica cui si applicano i tassi di natalità: anche quando questi si riducono leggermente l'applicazione a un numero sempre più grande di donne fertili assicura crescita netta della popolazione come numeri assoluti. Un tasso ad esempio di 2,5 ha significato diverso su una base di 10 milioni di individui rispetto ad una di 100 milioni, anche se statisticamente la natalità rimane stabile. A questo proposito vediamo quello che si è verificato e che si verificherà in prospettiva fino al 2050 in due paesi europei e in due africani (pur diversi tra loro per economia e dinamiche sociali) nella seguente tabella:
Come si può vedere tra i paesi europei, mentre in Francia la popolazione continua a crescere ad un certo ritmo soprattutto per la natalità tra gli immigrati, in Italia c'è secondo i demografi una stabilizzazione (tutta da verificare, in presenza degli attuali tassi di natalità e immigrazione). Nei paesi Africani invece prevale un boom demografico di cui, nonostante le chiacchiere sulla transizione demografica, non si prevede un rallentamento. Per l'Egitto alcuni parlano addirittura di 145 milioni per il 2050, ma quello che colpisce è l'Etiopia passata da 4 milioni nel 1900 a 190 milioni nel 2050. Nella tabella non è riportata la Nigeria in cui si prevedono 400 milioni nel 2050 (gli abitanti di tutta l'africa negli anni 60 del novecento). Tutto questo accade in un pianeta sempre più sconvolto dagli effetti della sovrappopolazione. Nessuna favoletta sulla transizione, una transizione di cui per ora non si vede il minimo segno nonostante tutte le balle raccontate dai demografi, può essere una scusa per non fare nulla, come ha affermato con sicumera l'ambientalista su Radio2. Non si può affidare la nostra salvezza e quella di tutte le altre specie viventi ad una attesa messianica che non si verificherà mai se non faremo subito qualcosa per arrestare il tumore umano.

70 commenti:

  1. Morfeo.
    E vissero tranquilli e giulivi.

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  2. Quella della transizione demografica non è fake news, bensì fuck news (umor nero, perché mi sa che siamo davvero fottuti). E poi ci tocca sentire le affermazioni deliranti, malsane e intenzionalmente fuorvianti dei nostri dirigenti, ciliegina sulla torta per prenderci pure per i fondelli. Noi, mandria, zitti sotto per non sentirci dare dei brutti e cattivi.

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  3. << una transizione di cui per ora non si vede il minimo segno, nonostante tutte le balle raccontate dai demografi, può essere una scusa per non fare nulla >>

    Lo penso anche io.
    Perchè vedi, caro Agobit, il terreno della demografia è terribilmente "scivoloso" ed anche se sapessimo con chiarezza che cosa fare, non saremmo in grado - per motivi socio-politici - di metterlo in pratica.
    Oggi come oggi, il controllo demografico è uno degli argomenti più "politicamente scorretti" che ci siano in circolazione, e contro questa etichetta non si può combattere.
    Quindi, meglio non fare nulla e vedere che succede...

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    1. Forse, caro Lumen, hai ragione. Ma molto lentamente le cose stanno cambiando, almeno a livello di presa di coscienza del problema. Comunque è sempre meglio soccombere con la bandiera in mano..

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    2. La transizione e' un fatto cosi' come lo e' la sovrappopolazione, le due cose non sono autoescludenti, sono entrambe in mezzo a noi.

      Per quanto riguarda la trasmissione radio citata nel post, e' un fatto importante gia' solo che si consideri la transizione demografica come un fatto positivo. Dappertutto fino a pochi decenni fa, e ancora adesso in certi posti come la turchia del dittatore erdogan che invita i turchi a fare molti figli per soverchiare gli altri, ogni limitazione all'aumento demografico era considerato un delitto verso lo Stato.
      Fino agli anni '60 era un reato penale anche solo propagandare la contraccezione, era un reato contro la razza, anche nel nostor paese.

      Da allora (visto anche il forte aumento dell'eta' della maternita') e' passata solo una generazione o poco piu', e questi sono cambiamenti culturali che non ci si puo' aspettare che richiedano meno di una generazione, anzi direi che sono una prova dell'estrema flessibilita' delle societa' umane.

      E da allora la fecondita' delle donne non e' solo "diminuita leggermente" come si dice ingannevolmente nel post, e' dimezzata come media mondiale, e si e' ridotta probabilmente ad un terzo nei paesi piu' avanzati compreso il nostro, dove ora e' ampiamente sotto il livello di sostituzione.

      Bene, detto questo, ora attendo l'aggressione dei fanatici che non tollerano di essere contraddetti nei loro pregiudizi. Infischiandomene. Sfogatevi che vi fa male.

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    3. Pregiudizi... ognuno è portatore dei propri e vede solo quelli altrui. Te compreso.

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    4. Ovvio. Ma io tollero benissimo di essere contraddetto, tanto che amo contraddirmi anche da solo (lo faccio per allenamento, si chiama metodo socratico). QUindi non vedo perche' non dovrei, educatamente, trattenermi dal far presente le mie obiezioni agli altri.
      Se ne hai anche tu nei miei riguardi, sei pregato di esporle, possibilmente non come semplici slogan o come affermazioni della tua superiore virilita'.

      Io sostengo che:
      1- la transizione demografica e' un fatto in atto, intesa come diminuzione del tasso di accrescimento della popolazione e sperabilmente inversione di tendenza in un prossimo futuro (che si misura, come e' tipico per queste cose, in generazioni, non in minuti);
      2- la sovrappopolazione c'e' gia', e la popolazione continuera' ad aumentare come previsto, salvo catastrofi, per anche un secolo ancora, ma ad un tasso decrescente, e poi si spera che la curva comincera' a decrescere (con grande disperazione dei nostri economisti).

      QUeste le previsioni a bocce ferme, ma quando si ragiona su periodi di decenni o secoli e' ben difficile che non avvengano nel frattempo, in mezzo, grossi eventi che sconvolgono le previsioni (un meteorite, l'attraversamento di una nube interstellare, una epidemia tipo vaiolo o raffreddore potenziato che fa morire un terzo della popolazione ad ogni passaggio (o dei vegetali alimentari che e' lo stesso).

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    5. Io invece affermo che di quel che avverrà in un futuro non commisurabile con la mia speranza di vita mi interessa poco, e che vorrei che l'attenzione (e l'azione) si focalizzasse su piccoli interventi dall'effetto immediato e riscontrabile in modo certo, con ricadute sulla qualità della vita (che include l'attenuazione dell'affollamento e della multiculturalità) dell'area ove ho dimora. Cinicamente egoista? Certo, come tutti ma più onesto e diretto, sincero.

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    6. "Cinicamente egoista?"

      Non direi neanche questo, mi pare una legittima aspirazione.
      E del farsi carico di tutti i peccati del mondo, non puo' d'altra parte legittimamente pretendersi da nessuno (specie quando chi lo pretende si guarda bene dal farsene carico personalmente...).

      Credo anzi che sarebbe giusto pretendere attenzione senza bisogno di false coscienze e moralismi, sul rispetto dei propri legittimi desideri a prescindere dal fatto che abbiano giustificazione "scientifica": in altre parole, come gia' detto e stradetto, non ci dovrebbe essere bisogno di travestire di obiettivita' scientifica cio' che e' "solo" una legittima aspirazione: ad esempio di non vivere in un formicaio superaffollato ove non puo' esistere alcuna liberta' a causa del fatto che appena si muove un gomito si va a colpire lo zigomo di qualcun altro.

      Insomma non ha nessuna importanza se il mondo del futuro possa o no davvero sostenere una popolazione umana di 10, 20 o 30 miliardi di umani: il fatto che non si voglia vivere in tale mondo e' una motivazione sufficiente perche' si cerchi di fare cio' che e' ragionevole per evitarlo.

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  4. l'attesa messianica si completò oltre 2000 anni fa (chi l'attende ancora sono gli ebrei non messianici, a meno che il fondo dell'articolo non facesse riferimento all'evento escatologico Seconda Venuta, allora dirò, in tal caso, che nessuno di noi può azzardare date, in passato è stato fatto erroneamente e non si doveva, date non ce ne sono, si verificherà ma quando non si sa), anche se voi non ci credete, ma io certo che si. ma si tratta della salvezza per l'aldilà. quanto al pianeta oggi, finchè siamo su questa terra dobbiamo però rimboccarci le maniche e olio di gomito per la risoluzione dei problemi, ma quello che manca è la buona volontà per farlo. se però alcuni paesi sono in grado di farlo e il sud dell'Europa no, significa che è proprio la buona volontà a mancare. se i politici di un certo paese pensano sol alle proprie tasche, mente quelli del paese vicino pensano a come far migliorare il proprio paese, chiaramente il primo andrà a scatafascio rapidamente mentre il secondo a vento in poppa. dire che quello della sovrappopoazione sarebbe facilmente risolvibile con l'alfabetizzazione per tutti. se tutti indistintamente per il globo completassero la propria istruzione, va da sè che si avrebbe un rientro naturalissimo, senza invece mettersi a figliare sui banchi di scuola (con grande detrimento del proprio futuro, il dover per forza smettere di studiare e cominciare una vita di stenti da casalinghe e lavoratori in nero e poi la tendenza dei pupi che così crescono potrebbe essere quella di imitare i padri ed ecco il gattone che si morde la coda del circolo vizioso e vedere questo che succede in America Latina è un vero spasso -no, non me la spasso per eventi del genere, vuole essere un amaro ironico-, ma già intravedo il futuro di un paese che ha studenti del genere e di quelli che a scuola vengono portandosi dappresso il cellulare per giocare ai videogames e ascoltare musica durante le ore di lezione che è una bellezza). con una istruzione di alto livello alcuni crucci scomparirebbero di per sè, da soli. anche se poi i più andassero a fare i contadini, il contadino istruito (agronomo, ingegnere, letterato) saprebbe che se vuole far stare bene la famiglia non si può sposare a 15 anni mettendo poi al mondo una squadra di calcio. si sposerà a 30 con donna altrettanto istruita e dall'età adeguata e responsabile e praticherà contraccezione con mezzi salutari. con questi mezzi non coercitivi (quelli coatti non servirebbero se non a sostituire una crudeltà con un'altra, un malcontento con un altro e il detrimento continuerebbe) praticati su tutto il pianeta, da qui a 60 anni si avrebbe un'economia e finanza che torna a girare. e meno inquinamento. ma una cosa del genere non si farà, manca la volontà per farla. i grandi sforzi di pochi per alfabetizzare in tutto il globo (sono pochi i paesi con un tasso di alfabetizzazione vicino al 100% o meglio, sono pochi i popoli), vanno a segno poco e con grandi difficoltà. mentre noi stiamo qui a raccontarcela, la corruzione a livello politico non si fermerà certo se i parlamentari siano venuti a leggerci

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    1. A guardare questo bellissimo documentario, e' esattamente quello che succede quasi dappertutto nel mondo gia' da diversi anni. Tranne che in africa! Anzi in parte dell'africa, perche' anche li' i paesi non sono tutti uguali, e questo provochera' in futuro grandi migrazioni, guerre e disordini di sicuro anche al suo interno, con ulteriore aumento dei profughi.

      https://www.gapminder.org/videos/dont-panic-the-facts-about-population/

      Ci sono i sottotitoli in tutte le lingue, dovrebbe piacerti.

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    2. riguardo al Brasile temo che abbia conosciuto pressochè i ricchi e borghesi...dovrebbe fare un bel salto nell'nteriore e baixadas...

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    3. Trovi i grafici coi dati aggiornati per paese e per molti parametri diversi qui (aspettativa di vita, reddito, figli per donna):
      http://www.gapminder.org/tools

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    4. E ci sono i dati di popolazione ovviamente. L'interessante e' pero' soprattutto che il grafico animato permette di vederne l'andamento nel tempo, compatibilmente con la disponibilita' di dati corretti del passato. D'altra parte i burocrati dei vari Stati del mondo se c'e' una cosa su cui sono estremamente puntigliosi e' l'anagrafe, godono nel contare il numero di sudditi ai quali poter imporre gabelle e servizi di leva a scopo di potenza (vedi la propensione dei nostri ad accogliere migranti ad oltranza visto che non possono piu', in patria, imporre politiche nataliste con la forza, cosa che facevano alla grande fino agli anni '60, come sanno bene agobit e gli altri che conoscevano le attivita' del compianto luigi de marchi & Co.).

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    5. temo che l'accoglienza sfrenata italiana abbia ben poco a che fare con il natalismo. vero è che i migranti accolti hanno una mentalità diversa, vengono da paesi nei quali ci si sposa giovanissimi e non si pratica la contraccezione. ma sento dire che le amministrazioni non gli fanno pagare le tasse (a meno che non si tratti del 730 per i lavoratori subordinati). quanto poi ai rom, sono palesemente esentasse e il militare non lo vanno certo a fare. ciononostante sono favoriti per ogni dove. dunque i propositi mi paiono ben differenti, fosse anche solo una immotivata antipatia per la cultura europea, anzi, per meglio dire, occidentale in generale, dato che peruviani e compagnia in Italia sono sottoposti alle stesse gabelle degli italiani, e che quindi chi si trova dietro le quinte la vuole per forza cambiare con una cultura diversa, non importa quale, basta che sia una cultura agli antipodi. sarà che l'eccessiva diversità fa figo...dopotutto secondo il neocomunismo così pare, ho sentito affermazioni che suonavano più o meno così da parte di una persona iscritta a un partito di sinistra

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    6. Senti, per chi conosce anche solo minimamente la storia, e' evidente che a distruggere l'Europa sono stati soprattutto i nazionalismi razzisti della prima meta' del secolo scorso, durante i quali le guerre intestine hanno finito per farla calpestare dagli eserciti di quelle che poi sono diventate le due superpotenze (e prima non esistevano, USA e URSS).
      Preso atto di questo, contiamo fino a 10 prima di ragionare con la stessa mentalita' che gia' tanti disastri ha portato. Abbiamo gia' dato.

      "chi si trova dietro le quinte la vuole per forza cambiare con una cultura diversa"

      Ma dove ve le sognate queste sciocchezze autoconsolatorie, il problema come detto sopra per l'europa e' stato nell'esatto contrario, sono stati gli eccessi dei nazionalismi razziali che ne hanno decretato la fine e l'irrilevanza, dopo aver peraltro per secoli calpestato il resto dell'intero mondo, trascinato infine nelle guerre mondiali.

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    7. è ovvio che il razzismo è deplorevole, ma lo è comunque in qualsiasi forma. altro che consolarsi

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    8. > a distruggere l'Europa sono stati soprattutto i nazionalismi razzisti della prima meta' del secolo scorso

      Ni.
      Nel senso che le motivazioni, sono, come sempre, sul piano antropocentrico.
      Le guerre si fanno per le risorse (deficit ecologico rispetto all'impronta), poi vengono rivestite di motivazioni, di giustificazioni sul piano antropocentrico.
      La prima guerra mondiale è stata evidentemente una guerra di sovrappopolazione (giovanile), vedi tesi Youth Bulge di Gunnar Heinsohn.
      La seconda guerra mondiale è, ancora, stata una guerra di accesso alle risorse, con l'imperialismo statunitense e britannico che stringeva in una morsa gli stati continentali, Italia e Germania comprese. Questo, ovviamente, è accuratamente omesso dalla storia scritta dai vincitori.
      La guerra in Siria è una guerra di sovrappopolazione spaventosa (vedrete che cose belle succederanno in Egitto e poi nel Corno d'africa, etc., vedere ciò che succede in Yemen, etc.).
      Infatti i vertici tedeschi hanno sempre parlato di Lebensraum, spazio vitale, già allora la Germania era gravemente, patologicamente sovrappopolata, necessitava di risorse minerarie ed energetiche.

      Il razzismo è una cosa sana e giusta, il corrispondente etico della difesa del territorio, presente in ogni mammifero: solo degli esseri ammalati, bacati, possono considerarlo un problema, a fonte di ingressi di competitori in numero spropositato nei territori nei quali si vive.
      Come esistono due categorie di fascisti, i fascisti e gli antifascisti (i secondi più pericolosi dei primi perché dissimulati) esistono due categorie di razzisti, i razzisti e gli antirazzisti (anch'essi più pericolosi per le stesse ragioni).

      Infatti ora c'è una martellante campagna di razzismo positivista per cui i "doni, ricchezze, pagatori di pensioni, gioiosi fratelli dell'islam religione di pace, culturalità, facitoridilavori che gli italiani vogliono fare" e altre fanfaluche per babbei, sono sempre meglio dei razzisti, meschini, inferiori, piccolo borghesi spregevoli autoctoni. Una dei tromboni sostituzionisti lo dice chiaramente, nel catechismo impartito ai sostituendi.

      E' evidente che in un sostegno sistematico allo tsunami migratorio, globalista, sostituzionista, panmixista, ogni forma di resistenza, anche il razzismo, diventa una tessera utile, ecologica.

      Il disastro della sirianizzazione, della nuoava shoah europea sarà di molti ordini superiori rispetto alle mattanze dell'ultimo conflitto europeo, anche solo per l'aggravamento in sovrappopolazione e del grave, ulteriore aumento del deficit ecologico che si è realizzato. Una Siria moltiplicata per trenta, per quaranta.

      Anche da questo punto di vista nulla è cambiato nella storia: le vittime dei regimi comunisti (socialisti marxisti) e dell'imperialismo atlantico furono superiori a quelle dei regimi nazionalisti (socialisti nazionalisti) e così tornerà ad essere.

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    9. "Il razzismo è una cosa sana e giusta, il corrispondente etico della difesa del territorio, presente in ogni mammifero: solo degli esseri ammalati, bacati, possono considerarlo un problema, a fonte di ingressi di competitori in numero spropositato nei territori nei quali si vive."


      Mi dissocio da questi sproloqui.

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    10. E' come dissociarsi dall'aritmetica, dalla legge di Lavoisier, etc. .
      Il problema sono proprie tutte queste strampalate teorie moraliste che si dissociano e dissociano dalla realtà.

      Buona dissociazione.

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    11. vediamo di capirci qualcosa: se Winston si dissocia, vuol dire che non è d'accordo riguardo agli obbrobri perpetrati durante il secondo conflitto mondial. ovviamente neanch'io sono d'accordo ai gulag e ulteriori campi di sterminio per le etnie che non vanno a genio a questo o quel regime. ricorda che il razzismo porta a questi scempi. se poi invece intendi soltanto che ognuno è bene che se ne stia a casa sua, quello non sempre lo chiamerei razzismo. dipende dalle motivazioni di fondo. se un paese è già alla deriva e non ha cosa dare da mangiare ai suoi abitanti, è chiaro che questi ultimi vadano a mostrare rimostranze perchè il governo accoglie chi straniero vuole farsi nuove esperienze di vita, avere uno stipendio più alto (la logica dovrebbe essere che non si butta fuori dal posto di lavoro il proprio concittadino per darlo all'immigrato fresco arrivato e questo posso ben dirlo da cristiana -non cattolica- perchè non si prende il pane dei figlioli per darlo ai cagnoli) che poi permetta di costruirsi la villa in patria. senza neppure guardare la fedina penale se sporca o pulita (a meno che per fedina penale sporca nel proprio paese non intendano il reato di apostasia che vige nei paesi mussulmani, ma da quanto ho potuto constatare quasi nessuno o pochi di questi ultimi abbandonano il loro paese). se si adottasse una politica come quella brasiliana, che a dispetto di essere un paese del terzo mondo non è facile entrarci e men che meno rimanere quasi fosse l'Australia, non ci sarebbero neppure tutte queste discussioni. qua il terremotato di Haiti riceve aiuto. il marocchino in cerca di fortuna assolutamente no. e le imprese che caso mai assumano quest'ultimo, sono obbligate a giustificarsi con il governo sul perchè non abbiano assunto un brasiliano. quando prendono uno straniero devono dimostrare che non c'era disponibile un brasiliano con le stesse qualifiche e capacità. e qua non ci sono rom privilegiati, se venissero non potrebbero mai azzardarsi a non pagare le tasse e sull'autobus senza biglietto, proprio non ci salgono. anzi, i trasporti sono proprio fatti in modo che senza pagare non si può salire, hanno una barra con un'entrata rotatoria, si sale solo al lato conducente. o si paga o non si sale. ma l'Europa ha un grosso problema che nè Brasile nè tutta America Latina, nè continente oceanico, hanno: tutti questi ultimi sono stati paesi colonizzati e non colonizzatori, perciò non si trovano in difetto come chi ha invece parecchio da farsi perdonare, ecco un inghippo dal quale è difficile uscire. non mi stupisce se l'Europa si sente in difetto per questo motivo, ma il punto è che ora come ora trascurare la propria popolazione non è altrettanto giustificabile

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    12. "ma l'Europa ha un grosso problema che nè Brasile nè tutta America Latina, nè continente oceanico, hanno: tutti questi ultimi sono stati paesi colonizzati e non colonizzatori"

      Oddio, mi sbagliero' ma quei paesi in realta' hanno fatto proprio lo spirito dei colonizzatori (anche perche' la cultura che vi comanda quella e', quella dei colonizzatori) che consiste nei due pesi e due misure: cio' che e' stato consentito a loro non lo e' agli altri, ed e' cosi' e basta.
      Vedi Australia e Stati uniti: dopo aver invaso rispettivamente due continenti e completamente cancellato popolazione e cultura pre-esistenti, gli invasori hanno chiuso le porte: solo loro possono invadere, il concetto stringi stringi e' questo. Dal loro punto di vista (tutto sommato delinquenziale, l'australia in effetti e' nata come colonia penale, e anche in america per primi ci sono andati i delinquenti perlomeno in senso lato, gli espulsi dal proprio paese) fanno bene, ma sono dei grandissimi paraculi che dovrebbero almeno avere la decenza di non fare del moralismo, diciamoci la verita'.

      Il mondo, nel lungo periodo, e' una palestra di pugilato fra delinquenti, e scagli la prima piatra...

      "non si prende il pane dei figlioli per darlo ai cagnoli"

      In realta' su questi siti ecologisti e' frequente, specie nei commenti, la posizione secondo la quale l'uomo e' il cancro della terra e il pane ai figlioli gli andrebbe tolto eccome. Come e chi dovrebbe farlo, pero', non e' mai spiegato nei dettagli. Intanto ci si sfoga, a slogan.

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    13. quote: "In realta' su questi siti ecologisti e' frequente, specie nei commenti, la posizione secondo la quale l'uomo e' il cancro della terra e il pane ai figlioli gli andrebbe tolto eccome."
      Winston, quindi sei d'accordo che si debba lasciare senza lavoro la propria popolazione fino a portarla alla disperazione per dare lavoro ai nuovi arrivati? che i rom abbiano ogni beneficio possibile e immaginabile mentre gli italiani devono pagare le tasse fino all'ultimo centesimo? per uomo cancro della terra si intenderebbero allora le popolazioni locali e quindi il territorio dovrebbe essere riservato solo ad altre culture? siti ecologisti o siti comunisti? qualora fossero a favore

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  5. Mi domando se la gente fosse informata di queste terrificanti proiezioni, se interpreterebbe allo stesso modo di come fa adesso gli sbarchi dei migranti (cioe' l'arrivo di un po' di disgraziati in cerca di fortuna altrove perche' "di troppo" nei propri paesi).
    Se la popolazione africana dovesse crescere anche di un solo miliardo nei prossimi 50 anni, si tratta di 20 milioni di persone all'anno. Se in italia ne sbarcassero anche solo un decimo di questi, si tratta i 2 milioni all'anno. Cioe' di 20 milioni ogni 10 anni. Probabilmente e' lo scenario che si sta preparando.
    Qualcuno ha provato a spiegarlo alla Boldrini e a Juncker?

    "Nei paesi Africani invece prevale un boom demografico di cui, nonostante le chiacchiere sulla transizione demografica, non si prevede un rallentamento. Per l'Egitto alcuni parlano addirittura di 145 milioni per il 2050, ma quello che colpisce è l'Etiopia passata da 4 milioni nel 1900 a 190 milioni nel 2050. Nella tabella non è riportata la Nigeria in cui si prevedono 400 milioni nel 2050 (gli abitanti di tutta l'africa negli anni 60 del novecento)."

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  6. Articolo ben documentato e in gran parte condivisibile, che offre un quadro ampio ed esauriente della situazione e confuta gran parte della "spazzatura" attualmente circolante (per motivi ideologico-politico-religiosi o per semplice insipienza) su una delle questioni-chiave del tempo presente...

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  7. A proposito, per caso passando su un sito di economisti del tipo "liberali di sinistra" che non visito quasi mai, ho tovato un articolo proprio sulla demografia italiana.
    Vista la ragione sociale di questo blog, e' sicuramente interessante prendere visione di quelle opinioni, soprattutto nei commenti, e anche perche' si tratta di tecnici la cui opinione ha almeno un minimo di peso nella determinazione delle politiche future:
    http://noisefromamerika.org/articolo/grafico-settimana-26-04-17

    Ovviamente i siti piu' di destra, anche quando sedicentemente liberali, sono tendenzialmente molto piu' "reazionari" sull'argomento, sono contrari all'immigrazione tout court per ragioni sostanzialmente identitario-razziali, e se potessero tornerebbero alla politica riproduttiva della razza degli anni anteriori al 1970 che proibiva con sanzioni penali anche solo la propaganda anticoncezionale, e fino a pochi anni prima dava premi in denaro al crescere del numero dei figli (cosa che anche oggi avviene in termini di sconti fiscali, peraltro). Quella che Luigi de Marchi ben noto qui dentro combatte' coraggiosamente in quegli anni.

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    1. > e se potessero tornerebbero alla politica riproduttiva

      Sì, questo è il problema della "destra", il fatto che essa, in un certo senso, si crogiola ancora con lo scenario della famiglia numerosa, della crescita della popolazione, dei figli come doni di dio, etc. .
      Storicamente, il tasso di crescita di una popolazione è indice della sua aggressività.
      In Europa, lo stato in assoluto peggiore è la Francia, con il suo sostegno aberrante alla natalità. Da chi è stato condotto? Anche dai socialisti.
      La Francia è uno stato molto aggressivo (che ha destabilizzato la Libia contro l'Italia, ha una politica pesante imperialista in Africa, ora vuole scimmiottare gli SUA nell'azione destabilizzatrice contro Assad in Siria, etc.).

      Quindi destra e sinistra non dicono nulla.
      Cuba è un paese in cui ogni donna ha 1.71 figli, in Cina siamo a 1.6 figli per donna, in Francia siamo a 2.07.

      Questo rompe la tradizionale lettura marxista, una delle molte fanfaluche, per cui la sovrappopolazione è dovuta all'essere poveri. Gli stati opulenti salafiti del golfo come Kuwati, Arabai Saudita, etc. hanno tassi di natalità più elevati di quelli dei poveri italiani o iraniani o russi. Israele, ancora, ricco, ha tassi di natalità aberranti (2,66 figli per donna). Etc.

      Qui alcuni dati https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/fields/2127.html

      Certamente, come si osservava in Effetto Cassandra tempo addietro, tutti gli stati più miseri sono gravemente sovrappopolati.

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    2. ora come ora la politica riproduttiva sembra più un affare di sinistra. ricordiamo che quando era affare di destra, i politici di allora la globalizzazione neanche se la sognavano nelle loro fantasie più sfrenate. per il fascismo era importante l'incremento della razza italica, questione poi altamente discutibile in un paese in cui più si faceva figli più ci si riduceva poveri. mettiamoci poi che l'Italia è sempre stato un paese in cui l'istruzione non è mai stato un diritto, ma un lusso per i ricchi e la frittata era fatta. figli di genitori miseri e analfabeti avrebbero avuto lo stesso destino. pensiamo anche che all'epoca fascista non si sognavano neppure la sanità pubblica. quante volte non ho ascoltato che quando in una famiglia si ammalava il padre (non certo per una banale influenza) tutta la famiglia finiva con le gambe per aria? che già in tenera età i figli dovevano cominciare a portare il pane a casa perchè c'era bisogno? e una popolazione misera e ignorante è facile da manipolare

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  8. Diaz: "cosa che anche oggi avviene in termini di sconti fiscali, peraltro"

    Bravo! Questo ti fa onore: riconoscere che dare sostegno alle famiglie numerose (come da Costituzione, o dovremmo chiamarla ormai Sostituzione) è esattamente la stessa cosa che tassare il celibato e la non-procreazione. Gli estremi si toccano e, almeno su questi temi pare gli attuali personaggi con casacche rosse o azzurre non siano molto diversi da quelli con le camicie nere.

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    1. Mi pare di averlo gia' sostenuto in altre occasioni, qui e/o altrove. E forse sono stato proprio io a dirlo la prima volta, qui dentro.

      Peratro, chi parla di queste cose omette completamente di dire che chi vive da solo non ha nessun risparmio di scala di una coppia che lavora, visto che le spese per gli oggetti condivisi di uso quotidiano (casa, elettrodomestici, eccetera) se le deve pagare da solo. Ma questo non si conta. La Francia e la Germania comunque, se non erro, fiscalmente calcano particolarmente la mano sul "celibato", molto piu' dell'italia, sia in termini di incentivi per i gratificati sia in termini di penalizzazioni fiscali per i celibati.

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    2. Prego notare che questa insensatezza del sostegno alle famiglie numerose (feci tempo addietro, qualche calcolo") tipico della "destra" è stato ulteriormente aggravato dalla sinistra.
      In tutte le forme di sostegno alle famiglie numerose non vengono escluse le famiglie di invasori (del resto, sentenze sovraordinate della magistratura marxistoide europea, hanno cassato, di recente, nelle legislazioni nazionali ,alcun giuste differenze di trattamento che dovrebbero esistere tra locali e lavoratori ospiti che non dovrebbero neppure avere una famiglia qui, come non la fa in casa tua l'elettrauto che viene a sostituirti la batteria s'ciopata della tua auto in rimessa, men che meno questi si installa in casa tua).
      In altre parole non solo la sinistra pompa sulla crescita demografica ad ogni costo, ma lo fa anche in un'ottica di frammentazione, sostituzione e diluizione, annichilamento delle culture locali.
      Anche in questo, riesce a superare alla grande, in peggio, la "destra".

      Leggere qui, prego, i deliri del crescitismo sinistro sostituzionista.
      Per i neo soviet, i kompagni milionari i loro funzionari della sinistra al caviale, come D'Alema, Zuckerberg, Soros, De Benedetti, Testa, etc. come per ogni vertice, l'aumento del volume della parte sottostante della piramide è la miglior prospettiva affinché lo sfruttamento si perpetui e si amplifichi.

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  9. ...se non fosse che l'Italia vive in paradosso. mentre da un lato si parla si sostegno alle famiglie numerose, dall'altro si parla (anzi, si è proprio legiferato) di stato di adottabilità di un bambino, finanche figlio unico, i cui genitori vengono dall'assistenza sociale tacciati di irresponsabili per averlo messo al mondo nonostante fossero troppo poveri per potersi permettere di procreare. qui il giocattolo è rotto, c'è proprio qualcosa che non va.

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    1. Guarda che pero' su queste cose di solito viene fatta molta speculazione terroristica dalla stampaccia, in questo caso di solito di destra. Quando si viene a conoscere il caso nei particolari, si vede che chi prende quelle decisioni non le prende in modo cosi' arbitrario e disumano, anzi. Gli sciacalli dell'informazione di solito caricano certi particolari e ne omettono completamente altri per far prevalere, disonestamente, le loro opinioni. Di solito lo fanno per soldi e per potere, altre volte semplicemente perche' vogliono avere ragione, e' il loro modo di prevaricare gli altri.

      La prima regola empirica da osservare di questi tempi e': quando l'informazione parla in modo esagerato di qualcosa, vuol dire che quel problema non esiste, o e' del tutto marginale.

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    2. ma la legge sullo stato di adottabilità l'hanno emanata davvero e un caso in cui una malcapitata ci stava per incappare, era un'amica...

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    3. > stampaccia, in questo caso di solito di destra

      Beh, se vogliamo possiamo parlare dei kompagni milionari diversamente cososessuali che qualche lustro fa erano a gridare con le kompagne femministe (le femmiste di plastica che vanno velate a omaggiare gli invasori machisti islamici nei loro templi) "L'utero è mio e me lo gestisco io" e ora utilizzano l'utero di alcune macchine fattrici subumane per la fabbricazione di piccoli divertissemnt umani scelti da catalogo, per i propri capricci egoici.
      Mengele, in confronto, era un povero dilettante.

      La sinistra ha l'indubbio pregio di superare ogni record in peggio.
      Istituisce dei dogmi assurdi , dopu due lustri cambia il vento, li gira al contrario esatto e poi riesca a condizionare le persone a credere che sia la cosa moralmente superiore, giusta, etc. etc.

      Poi si dovrebbe entrare nel novero del termine destra e sinistra.
      I sinistrantri hanno applicato la sofisticazione semantica "sinistra = sinistra marxista", tutto ciò che non è marxista/comunista è destra, che è, sostanzialmente, uno dei loro molti rozzi falsi.

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  10. quanto al livello puramente ideologico, il sostegno alle famiglie numerose si equipara alla tassa sul celibato al momento in cui non si fa il seguente: mentre da un lato è una vera e propria barbarie lasciar morire di stenti un bimbo perchè i genitori lo hanno concepito pur consapevoli di non avere cosa mangiare per se stessi (e poi perchè non aiutare una famiglia ITALIANA quando migranti e rom ricevono di tutto e di più, impieghi profumatamente pagati compresi? se stiamo proprio qui a lagnarci delle disparità a danno del proprio popolo un motivo c'è), dall'altro sono altrettanto necessarie le politiche sociali di sostegno proprio per i celibi e per gli anziani senza figli. anche queste ultime categorie hanno diritto di vivere bene tanto quanto le famiglie. e qualora i media non lo avessero capito, parecchi si trovano in stato di singletudine a causa di circostanze concomitanti che hanno sfavorito l'essere in coppia o famiglia e non certo per scelta. la mancanza di politiche a loro favore mica aiuta, anzi

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    1. ops, mi sa che mi sono espressa in maniera troppo arzigogolata, volevo dire che a livello puramente ideologico, il sostegno alle famiglie numerose si equipara alla tassa sul celibato al momento in cui non si mettono in atto le politiche di sostegno ai celibi o peggio, li si penalizza (altra barbarie). l'una deva stare al passo con l'altra, entrambe vanno attuate in pari misura

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    2. Allora: per il nostro sistema fiscale l'esentare o sollevare parzialmente da una tassa qualcuno, o una categoria, senza che il trattamento sia esteso a tutti i cittadini in ugual misura, equivale a elargirgli un incentivo, un "aiuto di Stato".
      Tent'e' che gli 80 euro di sconto fiscale di renzi, poiche' mirati a categorie particolari e non elargiti a tutti in ugual misura a parita' di reddito, alla fine sono stati formalmente considerati ulteriore aumento di spesa pubblica (10 miliardi di euro annuali se non erro, che in accoppiata con gli sconti contributivi triennali, hanno completamente vanificato i sacrifici fatti con Monti). Siamo tornati al punto di partenza come al gioco dell'oca (e le oche siamo noi).

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  11. ...qual è il partito politico che indossa le camicie azzurre? mi sfugge...pardòn, la lontananza

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    1. Gli azzurri sono quelli di "e forza italiaaa!"

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    2. e vabbè, dai, non mi ricordavo mica più il coloreeeee

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    3. Ho dimenticato di inserire nell'elenco le camicie verdi. E son certo che a ben pensarci ce ne sono anche di numerose altre sfumature, ché è vasta assai la fantasia cromatica con la quale si cimentano i camaleonti della "politica". Epperò, un camaleonte resta un camaleonte, anche quando è blu, a strisce, a pallini o in costume da Arlecchino.

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    4. aspè, ma mica la lega nord ha politiche d'accoglienza-a-occhi-chiusi e nataliste-senza nulla-in-cambio -intendo del tipo figliate e figliate a più non posso anche se morite di fame se un lavoro non l'avete che non è un problema nostro- non pare? non pare affatto, anzi quelli delle camicie verdi se fossero votati (cosa che gli italiani tendono a non fare, purtroppo) il paese magari avrebbe un po' di respiro. non dico che oramai a questi livelli riesca a tornare agli anni d'oro del secolo scorso (è innegabile che tra gli anni 50 e 90 la povertà era quasi del tutto sparita dal territorio italiano), ma quantomeno al tentare di riavvicinarcisi

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    5. Io ricordo che ai tempi delle camicie verdi al governo, costoro misero in sequenza ben tre (3) sanatorie che trasformarono oltre due milioni (2000000) di clandestini in immigrati regolari. Immigrati regolari che credo proprio siano tutt'ora sull'italico suolo con tanto di figliolanze in quantità stellari. Questi giocano con le parole per pigliare per i fondelli gli elettori, ma sono perfettamente allineati con gli altri mandriani. Facci caso, ogni volta che si dichiarano (fintamente) contro l'immigrazione non perdono occasione di aggiungere qualche bell'aggettivo per limitare il campo (clandestina, eccessiva, incontrollata...). Non farti pigliare (più) per il naso. Mi autodenuncio: io lo feci e li supportai, col bel risultato che ho descritto.

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    6. "trasformarono oltre due milioni (2000000) di clandestini in immigrati regolari"

      Evidentemente in mezzo a quei due milioni c'era molta gente che lavorava nelle varie imprese (e c'era, perche' eravamo in pieno boom edilizio con gru dappertutto, e la manodopera era in gran parte europea orientale, con moltissimi irregolari).
      Regolarizzandoli, contavano di incassare un bel po' di quattrini e tirare un altro calcio al barattolo della insostenibilita' dei conti pubblici, passando la patata bollente a chi viene dopo.
      Gli slogan sono slogan, ma poi viene la realta' concreta, che finche' si urla per ottenere voti si puo' anche ignorare, ma poi un politico, quando e' al potere, viene giudicato dai risultati, non dalle chiacchere. E se scoppia la crisi finanziaria del millennio quando c'e' lui sulla sedia, qualsiasi politico fa una brutta fine, anche se vi si e' appena seduto e non c'entra nulla.

      Il motivo della auspicata "invasione" controllata del resto gli economisti lo dicono a chiare lettere: senza immigrazione che riempia i posti vacanti crolla il sistema.

      Non sto dicendo che sono d'accordo con gli economisti, sto solo cercando di porre le premesse di chiarire i rispettivi punti di vista perche' si possa discuterne.

      Vi avevo linkato un articolo interessante perche' pone chiaramente i termini della questione dal punto di vista di quelli che "tengono i conti", interessante nei commenti:
      http://noisefromamerika.org/articolo/grafico-settimana-26-04-17

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    7. "Senza immigrazione che riempia i posti vacanti crolla il sistema"

      Dato l'attuale tasso di disoccupazione (in Italia e in Europa) spec.te giovanile, come diceva un vecchio giornalista Rai la domanda sorge spontanea: dove sono (e, con l'aria che tira, dove saranno in futuro) tutti questi posti vacanti??? Vedasi anche il c.d. Paradosso di Fermi sugli extraterrestri...

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    8. quote:"senza immigrazione che riempia i posti vacanti crolla il sistema."
      per pura curiosità: ma vacanti dove?

      quote:" io lo feci e li supportai, col bel risultato che ho descritto."
      eri quindi iscritto al partito e speravi in un miglioramento delle condizioni italiane?
      per quello che mi ricordo, quando era stata emanata la legge Bossi-Fini c'erano state delle proteste tali (e già sin dal nascere del partito ignoranza volle che il termine leghista nell'immaginario popolare diventasse sinonimo di razzista) pro migranti che ci mancavano solo le sassaiole a sfavore dei leghisti. come lo spieghi questo fenomeno? ci sono stati cambiamenti nel corso del tempo?

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    9. ah, ecco, vedo che Claudio ha posto la stessa domanda sulla malsupposta vacanza. ma al termine giovanile, tanto amato dai sempre più very inutil media, semmai sostutuirei senile, se mi si permette il termine. questo affanno del voler vedere un quindicenne già occupando un posto magari a tempo pieno e indeterminato, l'insistenza mediatica fa presupporre un paese in cui la maggior parte della popolazione dovrà per forza essere ignorante (vorrei ricordare che lavorare a tempo pieno già a 15 anni significa accontentarsi della sola licenza media). ok, pongono il limite dei 24 anni, in questo caso ci sta anche il diploma del liceo o istituto tecnico (oggi il panorama ideale, ma lasciare gli studi superiori solo a pochi fortunati ricchi rafforza il potere dei mandriani -prendendo un attimo in prestito il termine che usa MrKey - poichè è molto difficile che uno studente in condizioni precarie riesca a laurearsi in 5 anni senza mai andare fuori corso, poichè deve nel frattempo lavorare per mantenersi agli studi, mica si chiamano tutti Agnelli, Borromeo o Marzotto). per non parlare di quello che studia medicina. prima dei 30 anni non si diventa medico. sorvolando poi su questo punto, c'è da dire che il cinquantenne che perde il lavoro e a causa dell'età non lo vuole più nessuno dove lo mettiamo? alle imprese non conviene prendere il cinquantenne sbattuto fuori dal posto di lavoro perchè la fabbrica è fallita. certo, perchè l'impresa non può assumerlo alle stesse condizioni favorevoli secondo le quali assume un giovane apprendista. e se l'impresa ha timore dei costi è colpa innanzi tutto delle mancate agevolazioni per prendere il cinquantenne. il pesce puzza proprio dalla testa. queste politiche sociali pro gioventù hanno veramente rotto le scatole. il giovane che ha ancora la famiglia che lo mantiene può aspettare, ma l'anziano che perde il lavoro no. prima comincia a non poter pagare bollette e tasse, per finire in ultimo sotto i ponti, mentre il giovane un tetto sulla testa e mangiare sulla tavola dei genitori ce l'ha. l'Italia dovrebbe copiare dal Brasile: quando qui si fa un concorso pubblico, a parità di merito si prende IL PIU' VECCHIO DI TUTTI. e il motivo che danno le autorità è esattamente quello che ho appena descritto. anche nel settore privato, se non si tratta di lavori che richiedono l'apparenza fisica entra tanto il vecchio quanto il giovane. perfino l'età per i concorsi nelle forze dell'ordine non ha nulla a che vedere con quella italiana. 32 contro 60 anni. spero le cose restino così ancora un pezzo, data la tendenza del Brasile di copiare dall'Europa (ma il motivo è che i brasiliani guardano agli europei come fossero i più fighi del pianeta...)

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    10. No, non sono mai stato iscritto a nessun partito. Però diedi loro il mio voto (sbagliando, vista la discrepanza tra le dichiarazioni e i fatti). Per dire, nel corso dei decenni diedi il mio voto a "forze" che oscillarono tra Democrazia Proletaria e Forza Nuova, ogni volta accorgendomi di avere sbagliato perché tutti di dimostrarono degli emeriti contapalle. Ovvero, traditori del Popolo Sovrano, per usare termini più pertinenti.

      Diaz: "Gli slogan sono slogan, ma poi viene la realta' concreta, che finche' si urla per ottenere voti si puo' anche ignorare"

      Troppo facile. Come ho scritto, dichiarare una cosa in campagna elettorale per poi agire diversamente (magari agli antipodi) è tradimento, anche se il nostro sistema giuridico lo chiama libertà dal vincolo di mandato. Del resto, indovina un po' chi le ha scritte le leggi che determinano il nostro sistema giuridico?

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    11. basta solo vedere come è conciata la costituzione italiana (cioè i pilastri che la reggono programmatici e non precettivi), tanto per farsi un'idea. come sempre, il pesce puzza dalla testa

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  12. Il tenutario del blog, ha niente da aggiungere?

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  13. Ho provato a leggere i dati del grafico del link. Non si capisce molto. Tra l'altro da gli immigrati in calo negli ultimi anni: un dato in contrasto con la realtà'. Che l'Italia avrà' 58 milioni di abitanti nel 2045 e' un dato irrealistico. Ricorda i dati sulla transizione demografica ...una bufala dietro l'altra.

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    1. I dati di cui ha senso prendere atto sono quelli misurati del passato, che si spera siano corretti (ma, appunto, poche cose interessano agli Stati come misurare anagraficamente l'ammontare il piu' possibile "consistente" della loro popolazione, come indice di "potenza").
      Per quanto riguarda la "bufala dietro l'altra", scagli la prima pietra chi non ne ha cercato di diffondere una a sua volta seguendo le sue manìe.

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    2. Agobit, tu sei colto e intelligente molto di piu' di me e di quanto serva per comprendere di dove si stia andando a parare, anche visti i commenti. Fà due conti.

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    3. La menzogna è un tratto connaturato all'etologia della nostra specie, su questo non si piove. Allo stesso modo, anche l'uso delle armi per nuocere ai propri simili traendone vantaggio è un tracco connaturato all'etologia della nostra specie. Non di meno, è palese quanto sia diverso esprimere la propria normalità menzognera ed aggressiva con mezzi diversi: un ortolano amatoriale userà la zappa per sfogare la propria indole, causando certi danni all'individuo che ha di fronte, laddove un dirigente d'alto livello sfogherà la propria indole con un'arma nucleare o batteriologica provocando massacri nell'ordine di centinaia di migliaia di morti in un soffio (si pensi alle due città giapponesi rase al suolo dalle dirigenze dell'unica nazione che abbia mai usato armi nucleari sulla popolazione civile, i Buoni della nostra mitologia storica).

      Per le menzogne il meccanismo non è dissimile: il salumiere della bottega all'angolo può sottrarmi qualche centesimo maneggiando disinvoltamente carta e prosciutto, mentre dirigenze con mezzi assai più muscolari possono sottrarmi lo spazio vitale con maneggi ben più gravi (ad esempio, ma non certo soltanto, quelli che pilotano il comune sentire tramite statistiche e proiezioni calibrate ad hoc).

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    4. > comprendere di dove si stia andando a parare, anche visti i commenti

      Il problema di dove si sta andando è dovuto anche alla colossale dissociazione dalla realtà, dai suoi limiti, dalle leggi della fisica e della biologia, da scienza e conoscenza.
      Anche qui: avevo indicato la luna del “razzismo” e il signor Winston Diaz si... è è dissociato dalla luna. Già.

      Si tratta della realizzazione della più grande e terribile distopia (Polpot, Honecker, Stalin, etc. e i loro paradisi 1.0 del marxismo/comunismo reali non sono stati sufficienti, evidentemente), quella del nuovo mondo politicamente corretto, walt-disneyzzato, una babele multietnica, un mischione ributtante di tutto e del contrario di tutto, di acido nitrico e glicerina (che male c'è, no!? Meticcio, misto è bello, a prescindere). Tiziano Terzani osservava che negli SUA la società esplosiva (la società a scoppio) viene utilizzata come motore da parte dei vertici. In effetti, viste le devastazioni e la violenza sociale che scoppiano in massa ogni sei mesi, due secoli non sono stati sufficienti per realizzare il paradiso multietnico, multiculturale statunitense, quello è troppo perfetto, richiedere del lavoro ancora.
      Evviva dunque la sirianizzazione, la balcanizzazione anche dell'Europa. Senza se e senza ma.

      Dunque il nuovo, perfetto, mondo alla Truman Shov, l'utopia della perfezione multitutto, lisciato, conforme, con i sapori industriali e i trastullii fiabeschi del leone che pasce insieme con l'agnello e altre fanfaluche per sciocchi del genere (rimando alle parole di Giovanni Lindo Ferretti) progettati da tavolino non da Merdonald ma dai neosoviet mondialisti, ultracapitalisti, i kompagni milionari sìglobal Zuckerberg, Soros, De Benedetti, e poi dai loro funzionari intelletualoidi e politicanti un livello sotto, i Juncker, Macron, Hollande, Toscani, Boldrini, Vendola, Del Grande, etc. vengono imposti agli inferiori (chiaramente allontanando le fantastiche oppurtunità dai loro club).
      Tutto ciò che subisce la nocenza quotidiana, si oppone alla grande deculturazione, per utilizzare le parole di Renaud Camus, è rozzo, è retrogrado, è ignorante (ascoltate a La Zanzara quella macchietta patetica di Parenzo, nei quali gli eccessi del fondamentalismo isterico sono portati al limite).

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    5. Ovviamente le culture oppongono una resistenza alla frantumazione sociale prima e alla questa omogenizzazione poi. Dall'alto, si ode la catechesi del mondo così ignorante, incolto, che non si adegua alla magnifiche progressive sorti, la immuno depressione agisce anche sul piano ideologico.

      In un mondo del confronto dialettico, razionale, se i commenti non vanno bene, si può argomentare razionalmente, produrre dati, e confrontarsi in modo scientifico, oggettivo.
      Purtroppo il razionalismo è una delle mille mila cose che i kompagni hanno eliminato quando la loro catechesi deve cambiare obiettivi, anche col vento che ruota di 180°.

      Ad esempio, per tornare ai temi importanti, come quello della sovrappopolazione, ecco le reazioni di squadrismo ideologico contro coloro che fanno osservare che l'Italia e l'Europa sono già drammaticamente sovrappopolate, nella maggior parte dei casi tra le quattro e le sei volte il sostenibile e che questo è uno dei milioni di motivi per cui ha senso combattere, contrastare in ogni modo possibile (Mors tua vita mea esistono, anche i giochi a somma zero, anche se ciò non piace agli oscurantisti zeloti del politicamente corretto), su ogni fronte possibile, con strategie a corto, medio e lungo termine, le migrazioni di massa verso la scatola di sardine europee.
      All'interno della scialuppa già stracarica abbiamo i detentori della verità, della kultura, che stigmatizzano e agiscono contro coloro che cercano di reagire all'arrembaggio di massa.

      Il politicamente corretto avanza e tutto ciò che non si adegua è così terribilmente non colto, non intelligente.
      :)

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    6. Un mantra dei terzomondisti è quello secondo il quale il mondo Occidentale (noi inclusi) sarebbe causa delle disgrazie altrui per via della propria azione di sfruttamento e depauperamento "a distanza". Orbene, avete mai sentito qualcuno, tra i terzomondisti di plastica di livello come la boldrina, considerare pubblicamente che chi si sposta da noi e viene integrato (parola di merda dalle mille implicazioni) entra nel novero degli sfruttatori, peggiorando di fatto il problema? Se l'avete sentito ditemelo, perché a me non è mai capitato.

      Ah, avete mai sentito qualcuno dei terzomondisti di plastica di cui sopra fare nomi e cognomi dei molti stramiliardari con ruolo dirigenziale che sfruttano i propri connazionali lucrandoci sopra, affermando che loro per primi (e non il pensionato italiano a 500 euro al mese, né l'operaio italiano a 1000)sono tenuti a dividere le proprie sostanze con i poveracci di casa loro? Non esiste nessun briatone congolese, per dire? Non dovrebbe egli aiutare i propri cosiddetti "fratelli", privandosi francescanamente delle proprie sostanze (sui metodi di acquisizione delle quali sarebbe peraltro più che opportuno indagare)?

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  14. chi conosce la perfettamente azzeccata poesia dei numeri del Trilussa? le dirigenze ci riescono per l'esatto motivo che spiega il grand'uomo di poeta, se la memoria non vi soccorre andate a leggerla qui (è breve, niente paura): http://utenti.quipo.it/base5/poetico/trilussa.htm
    prima c'è la poesia della statistica e sotto quela dei numeri. se non fosse per le milionate di zeri che vanno appresso all'1 le dirigenze farebbero gli stessi danni del salumiere della bottega. attenzione agli stupidi in stile Mr. Bean che fanno numero...con le dirigenze che si approfittanno della loro presenza il danno è assicurato

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  15. ops, questo doveva stare sotto al post di MrKey e invece è finito qui, speriamo non risulti incomprensibile

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    1. No, no, Nana, ho capito. Quella dei numeri non la conoscevo, ed è invero piuttosto arguta. Copiata e archiviata per uso futuro. Grazie per avermela segnalata.

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    2. Al tempo stesso non posso fare a meno di osservare che circuire "gli zeri" perché sono impediti nel ragionare, è eticamente equivalente a pestare i bimbi di tre anni o i novantenni perché sono impediti nel difendersi dai cazzottoni. Se accettiamo l'idea che chi è scemo, o anche solo limitato, merita d'essere circuito, sottomesso, usato, ci avviamo lungo una china brutta alquanto. Ops... sto trascurando che l'abbiamo già accettata da un tempo che affonda nei secoli dei secoli.

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  16. no, mrKey, Trilussa di certo non intendeva i poveretti che soffrono di handicap. gli zeri a cui la poesia si riferisce sono i classici polli da strapazzo che si trovano in tale condizione a causa di fattori quali indolenza, ignavia o servilismo. o due dei tre (tutti e tre i fattori non possono per via logica essere presenti nella stessa persona perchè l'indolente dubito che sia servile, quanto all'ignavo forse, chissà). coloro che non si prendono la briga del rimboccarsi le maniche per ottenere un miglioramento, oppure il tipico individuo (forse medio?) al quale interessano fondamentalmente queste tre attività: tifare la propria squadra di calcio del cuore fino ad arrivare alla disperazione (forse anche lacrime, chissà) se quest'ultima perde un match, il gossip e le serate in birreria. questi individui qui sono tutt'altro che impediti nel ragionare, se ci si mettessero seriamente ragionerebbero molto meglio di me. ma si sa, la squadra del cuore annebbia la vista. non ha importanza che il calciatore più amato guadagni 300 K euro al mese e magari lo stesso tifoso quasi in lacrime si fa pure prestare il denaro altrui pur di andare allo stadio perchè magari è un part-time da 7000 euroo meno. mentre l'Europa poi affondava, qual era una gran preoccupazione giovanile nella quale mi ero imbattuta (ma non avrei mica dovuto sbalrdirmi)? che George Clooney e Elisabetta Canalis s'erano lasciati! quella sì che era una vera tragedia, mica il pensionato a 300 euro al mese che veniva invitato a dividere il quasi nulla che avesse con il rom di turno o il cinquantenne che avesse perso il lavoro e nessuno che per l'età si sognasse di pigliarselo. tutti questi qui sono gli zeri che DECIDONO di essere tali, altro che impediti. i gruppi che vivono di queste tre banalità (ops, qui non so se e quanto tu o gli altri qui dentro siate tifosi calcistici e quanto, ma per me, inutile dirlo, non andrei certo a buttare soldi allo stadio per tifare, ammetto che è uno sport che mi piace, ma con moderazione e quando avevo la televisione mi bastave vedere europei e mondiali in TV senza fare tragedie per chi vinceva o perdeva, ma con quello che guadagnano i calciatori non gli serve certo che un pensionato, un lavoratore edile o un agricoltore -ma neanche un ingegnere- butti denari per un ingresso allo stadio) possono essere facilissimamente manipolati.
    per quanto riguarda il servilismo, esiste eccome. succede quando si idolatra un essere umano, che come tale è fallibile. i giovani lo fanno stupidamente con le star di pollywood (la chiamo così perchè la ritengo almeno nel 90% delle sue moderne produzioni -e forse sono pure generosa-una macchina spenna-polli. e chi ha qualche barlume di ideale arriva a farlo con il dittatore di turno, vedere i soldati di Stalin. neanche loro erano impediti nel ragionare (ma data la mentalità "stile cane da guardia", fanno tutto quello che urla il padrone, quali che possano essere gli ordini) e Trilussa senz'altro si riferiva proprio a loro e ai casi simili.

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    1. Bene, ho capito la precisazione.
      In merito al calcio, non me ne sono mai interessato. Anzi, lo considero elemento di degrado sociale (al fianco di molti altri ma in testa al podio).

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    2. la maniera in cui è vissuto il calcio determina degrado sociale. se ci si limitasse a godersi la partita in TV e una volta terminata si andasse a nanna senza fare drammi per la squadra che vince o perde, senza buttare denari (propri o altrui) si starebbe tutti meglio

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  17. quote: "Quella dei numeri non la conoscevo, ed è invero piuttosto arguta. Copiata e archiviata per uso futuro. Grazie per avermela segnalata."

    figurati! archiviati anche quella della statistica, l'ho trovata interessante, anche se il pezzo forte e più famoso di Trilussa è quella dei numeri. può tornare utile e se si segue un certo ragionamento le due poesie possono anche trovare un collegamento. dopotutto la tematica del poeta si capisce essere socio-politica. sarebbe ottimo se le sue poesie venissero fatte imparare a scuola, chissà se avviene (e tra l'altro sono anche scritte in simpatico dialetto romano)

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    1. La poesia sulla statistica già la conoscevo.
      Il romanesco lo trovo tutt'altro che "simpatico". Complice il mezzo televisivo, è ormai anch'esso odioso strumento di colonizzazione culturale. Dalle mie parti, se dici a un gruppo di ragazzini "dumma, fiöi" ti capiscono in due o tre; se dici "nammo, rega'" ti capiscono tutti. Dimmi te se è normale... o anche solo accettabile.

      A breve, per la regola del "al peggio non c'è mai fine" ti capiranno se dirai "alhaahlla lahalla" o "cinciù cinciuè" o chissà quale altra parlata foresta. Peste colga chi implementa questi progetti di ingegneria sociale.

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    2. Da quanto sopra si evinca che a mio avviso le poesie in romanesco hanno piena dignità nelle scuole di Roma. Dalle mie parti, assolutamente no. Piuttosto, meglio l'analfabetismo (ovvio che è un'iperbole).

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  18. rispondendo anche al post dell'ultimo articolo (siccome però l'argomento di là è meno attinente lo metto qua se no fa troppo ot) posso capire che Garibaldi avrebbe dovuto risparmiarsi la fatica (qualche sito internet lo dichiara pure massone, se la notizia è vera, cosa della quale non posso essere sicura al 100%, si capisce bene che la massoneria -alias satanismo- sa fare solo danni). per la serie si stava meglio quando si stava peggio. ma con tutte le remore verso Garibaldi (anch'io lo definirei tutt'altro che un eroe come invece le pietose scuole del'obbligo insegnavano), il rancore verso i romani non lo posso giustificare. per quanti danni l'unità d'Italia abbia fatto, non si può paragonare, storicamente, la migrazione da una regione all'altra DELLO STESSO PAESE con quella proveniente dall'Africa. per quante differenze culturali preunitarie ci fossero e per certi versi ci sono ancora, nessun romano che dica "nammo rega" dirà "alhaahlla lahalla". il romano, il napoletano, il siciliano, il sardo, ha in patria, per decisioni amministrative, gli stessi doveri e gli stessi balzelli di un lombardo, un veneto, un friulano. non avrà mai i privilegi spesso accordati ad un extracomunitario (il quale non ha certo avuto l'idea nè la "colpa" di ottenerli mentre l'italiano ma anche il latinoamericano no, come dico sempre il pesce puzza dalla tasta e non dalla coda). il romano pagherà le stesse tasse del milanese. la romana non andrà mai in giro incappucciata con un burka, non si scatenerà mai il casino che fanno i mussulmani per imporre le loro regole se il datore di lavoro si azzarda a dire che la lavoratrice non può fare la receptionista in hotel con il chador ma loro lo impongono (c'era stato il caso della stagista dell'alberghiero la cui famiglia era mussulmana e le imponevano di andare a lavorare incappucciata, cosa che nessuna famiglia centro-meridionale imporrebbe). mettiamoci poi che quando l'Italia era divisa, nessuno dei piccoli Stati era una repubblica islamica o un califfato. e per di più parecchi meridionali avevano e hanno origine nordica perchè discendenti dai francesi normanni e infatti li si riconosce dall'aspetto. o anche da mitteleuropei aschenazi, che al pari dei normanni possono essere biondi con gli occhi chiari e anche bianco latte (fermo restando che non mi azzarderei mai a disprezzare qualcuno perchè scuro di carnagione o per i capelli neri, che poi anche molti nordici italiani hanno). a casa di un romano non troveremmo poi mai il quadro raffigurante Maometto...

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  19. quote: "Dalle mie parti, se dici a un gruppo di ragazzini "dumma, fiöi" ti capiscono in due o tre; se dici "nammo, rega'" ti capiscono tutti. "

    da parte mia capisco perfettamente entrambe, lol...pure la versione sarda...ma io sono multilingue, lol...

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