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sabato 8 febbraio 2020

L'orrore neo-malthusiano

C'e' un fantasma che s'aggira in Europa, un incubo alla pari della shoah e del nazismo, un abominio assoluto. Si tratta del neo-malthusianesimo equiparato all'antropofagia e ai forni crematori. Lo dice il sindaco di cremona che si scusa perché' lui quel depliant non lo aveva proprio letto, anche se pubblicato dal suo comune. Che cosa contiene di tanto scandaloso e violento il depliant? Semplicemente accenna che per salvare il mondo dal riscaldamento climatico e' forse il caso di limitare il numero dei figli. Scandalo ! Orrore! Vergogna! Abominio e Assassinio! Tutta la stampa e' insorta unanime, le forze politiche di destra e di sinistra hanno denunciato ed esecrato il crimine ideologico, l'attentato ai diritti di Homo. I quali, secondo loro, sarebbero infiniti: infiniti in un pianeta finito! Solo per avere un'idea approssimativa del tenore medio delle reazioni all'infame depliant riporto qui di seguito un articolo del sussidiario-net giornale on line di orientamento cattolico e "de sinistra" (ma le reazioni di Lega e di Fratelli d'Italia sono perfettamente sovrapponibili):
MENO FIGLI PER AIUTARE IL CLIMA?/ Dopo c’è solo il cannibalismo del prof. Söderlund Pubblicazione: 08.02.2020
A Cremona un dépliant, subito ritirato, consigliava le quattro azioni individuali più efficaci contro il climate change, tra cui “fare meno figli” “No auto, no aereo, meno carne rossa, meno figli”: queste sarebbero “le quattro azioni individuali più efficaci per mitigare i cambiamenti climatici”, secondo un dépliant distribuito nel punto informativo Spazio Comune di Cremona e realizzato dall’associazione Filiera Corta Solidale, in collaborazione con l’amministrazione municipale (amministrazione di sinistra, Pd più liste civiche), con finanziamento della Fondazione Cariplo.
Un consigliere comunale dell’opposizione lo legge, e subito si scatena una tempesta di commenti e di scontri tra partiti al calor bianco, anche a livello nazionale. A livello locale la reazione è rapida e appropriata: il sindaco, Gianluca Galimberti, dichiara: “Non avevo visto il libretto prima della notizia. Quello che è stato scritto è profondamente sbagliato e stupido, grave e non condivisibile. Gli assessori hanno spiegato che è un contenuto estrapolato malissimo da un contesto più generale di uno studio. Verrà ritirato!”. La stessa Fondazione Cariplo, pur difendendo il progetto nel suo complesso, si chiama fuori, e conferma che “…la pubblicazione dell’opuscolo con questo tipo di contenuti mostra una grande superficialità nel trattare l’argomento demografico e chiediamo di ritirare la pubblicazione, così come ha già fatto il sindaco di Cremona, che ha anticipato la nostra richiesta. Riteniamo che la complessità degli impatti del cambiamento climatico debba essere comunicata diversamente e confidiamo nel fatto che si sia trattato di una grave svista”.
Certo, la contraddizione balza agli occhi, per un’area politica che oggi a livello nazionale riconosce l’emergenza natalità come priorità del Paese, e che sta proponendo l’assegno unico per i figli, un Family Act e la revisione delle politiche fiscali per sostenere la natalità (con tanto di sostegno – promesso – alle famiglie numerose!), e che invece a livello locale suggerisce di fare meno figli per proteggere l’ambiente.
L’errore di contrapporre natalità e tutela dell’ambiente purtroppo caratterizza troppa cultura ambientalista, ideologicamente legata a modelli di analisi socio-economica e ambientale ormai obsoleti, come le teorie neo-malthusiane, o le profezie del Club di Roma, degli anni Settanta, che prevedevano il totale collasso del pianeta in caso di popolazione mondiale superiore ai 3 miliardi di abitanti (sic!). Forse i primi a dover rileggere la Laudato Si’ sono proprio questi ecologisti estremi, per riscoprire che uomo e ambiente si salvano “l’uno con l’altro”, e non “uno contro l’altro”…
In fondo, anche il dépliant di Cremona è l’ennesimo esempio di cattivo uso della scienza, quando viene piegata a pregiudizi ideologici: i quattro punti del dépliant derivano infatti da uno studio dell’Università di Lund (Svezia), pubblicato nel 2017 sulla rivista Environmental Research Letters, in cui si misurava (con modelli teorici) l’impatto di diversi comportamenti tra cui anche l’impatto ecologico di “un nuovo essere umano”. Quasi un “gioco di simulazione”, che però diventava subito, nelle conclusioni dei ricercatori, un’indicazione di comportamenti virtuosi da proporre a tutti, compresa la geniale idea di “non fare figli, così non inquineranno”.
Dati discutibili, e soprattutto indicazioni operative totalmente arbitrarie, che sono state assunte acriticamente da chi ha redatto il volantino di Cremona, convinto che fossero “verità scientifiche”. E il rigore dello studio sta – al massimo – nei dati utilizzati, e non nelle conclusioni, che corrispondono a scelte valoriali dei ricercatori, e non possono essere rivendute come “le ricette scientifiche” per risolvere il problema. Questo è un uso “magico” della scienza, senza alcun discernimento. Altrimenti dovremmo dar retta anche a quel professore svedese alla Stockholm School of Economics, Magnus Söderlund, che nel settembre 2019 ha affermato, durante un programma televisivo, che il consumo di carne umana (!) al posto di quella animale potrebbe rappresentare una proposta sostenibile per limitare il riscaldamento globale. Ogni commento è superfluo (o no?). Il futuro dell’umanità e dell’ambiente sono indissolubilmente legati, e ciascuno di noi ha un compito sempre più grande di custodia del creato. Ma proprio per questo ogni persona è preziosa, e la soluzione non sarà certo il suicidio demografico, soprattutto in Europa, soprattutto nel nostro Paese.
Secondo l'articolista politicamente corretto, auspicare un controllo demografico ai fini di salvaguardare l'ambiente e salvare il pianeta dal riscaldamento climatico, sarebbe un "cattivo uso della scienza" piegata a fini ideologici! E' proprio vero che si usa affibbiare agli altri le colpe di cui si e' responsabili. Insomma secondo questi campioni del pensiero "non ideologico" (sic!) per custodire il creato ci vogliono più' esemplari di Homo. Otto miliardi non bastano. Tra l'altro, secondo costoro e secondo il linguaggio oggi comunemente usato, quando si parla di Homo si deve associare sempre il concetto di diritti, i quali sarebbero infiniti in un pianeta finito.I diritti, secondo questi pensatori non ideologici, riguardano solo la specie Homo dimenticando tutto il resto tra cui le specie animali e vegetali che convivono con noi (non si sa per quanto ancora) sul pianeta. Non c'e' pietà' per i koala australiani, gli elefanti e i rinoceronti africani, gli oranghi del Borneo, tutti esseri viventi con quasi il nostro stesso codice genetico destinati, con la crescita di Homo, allo sterminio e all'estinzione. Questi massacri non fanno orrore, fanno orrore invece l'uso dei preservativi o delle pillole anticoncezionali, l'educazione demografica, il rispetto per tutte le specie viventi; un rispetto che dovrebbe essere negato di fonte ai diritti del re dell'universo: Homo. Qui non siamo più' all'antropocentrico ma all'antropo-idiotismo: questa visione -ideologica?- degli antropoidioti auspica un numero di umani senza fine, anzi più' e' alto il numero di umani e più' il "creato" e' custodito e la natura salva. La cosa che stupisce e' che anche per la maggioranza dei cosiddetti ambientalisti quanto afferma il sussidiario-net, la chiesa, gli intellettuali, molti uomini di scienza, tutti i media e le forze politiche di destra e di sinistra, e' giusto e vero. I Verdi infatti, specie quelli europei, non vogliono sentir parlare di controllo demografico per salvare il pianeta. Conseguenza di questa posizione e' che secondo i verdi più' si figlia e più' il pianeta e' salvo. C'e' da spiegarsi, a rigor di logica, di come sarebbe possibile coniugare la decrescita dei consumi, mantra continuamente ripetuto da tali difensori dell'ambiente, con il fatto che agli attuali tassi di natalità' ogni dieci anni si aggiungono sulla superficie del pianeta un miliardo di consumatori in più'. Misteri della fede

23 commenti:

  1. << Secondo l'articolista politicamente corretto, auspicare un controllo demografico ai fini di salvaguardare l'ambiente e salvare il pianeta dal riscaldamento climatico, sarebbe un "cattivo uso della scienza" piegata a fini ideologici! >>

    Cosa che invece sta facendo proprio l'articolista in questione.
    La negazione del problema demografico in nome del politicamente corretto, infatti, mi pare proprio quanto di più ideologico si possa concepire CONTRO la scienza.

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  2. Antropo-idiotismo, esatto.
    Più siamo e più Salviamo il pianeta?
    Allora anche gli altri punti del depliant vanno criticati: dunque PIÙ auto, PIÙ aereo e più carne rossa salveranno il pianeta.
    Davvero, Ma di cosa stanno parlando? È evidente che dietro c'è dell'ideologia. Quale e perché non lo so. Ma è evidente, perché è evidente che anche il numero di esseri umani impatta sull'ambiente.
    Anche quello.
    Anche.
    Non è la prima volta che vedo e sento ridicolizzare o insultare chi dice che fare meno figli è una delle tante azioni che potrebbe aiutare il pianeta.
    È successo anche a me.

    E anche allucinante che associano il "fare meno figli" col farne zero e quindi con l'estinzione dell'uomo.
    Sono anche stufa di sentir parlare di inverno demografico: a questo punto smettiamo di usare vaccini antibiotici e vedi che l'umanità torna giovane e anche a figliare, eccome.

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  3. "Modelli di analisi socio-economica e ambientale ormai obsoleti,come le teorie neo-malthusiane o il Club di Roma..."

    Ormai obsoleti?
    Diciamo piuttosto eccezionalmente lungimiranti e scientificamente ben fondati, che se adeguatamente implementati avrebbero ridotto considerevolmente le sofferenze ambientali e sociali su scala globale e locale ma che invece (purtroppo) da mezzo secolo sono stati costantemente ostracizzati e dogmaticamente combattuti soprattutto nella parte riguardante la demografia dalle destre nazionaliste e dalle sinistre terzomondiste, dalle gerarchie cattoliche e da quelle islamiche, dal turbo-capitalismo contemp.neo e pure dalle femministe "dure e pure" (=quelle per cui ogni intervento "esterno" sul tema della maternità equivale ipso facto a un'indebita "invasione di campo" di sapore orribilmente maschilista)... Saluti

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  4. Su questa pagine e' gia' stato affrontato il delirio dei verdognolastri cocomeri (verdi fuori e rossi dentro), la scemenza piu' completa del voler "salvare l'ambiente" e i porti aperti, sostenere la im/deportazione di moltitudini di africani e asiatici nell'Europa sovrappopolata.
    In Italia siamo a ca. 1.3 figli per donna e la maggior parte dei paesi europei sarebbe in una SALVIFICA decrescita demografica se...
    Se non ci fosse il razzismo anti, le varie schifezze della cacca politicamente corretta.
    Ovvero gli sciocchi con la testa piena dell'oppio della sinistra religione che predicano agli italiani di non fare figli (sarebbe come predicare all'acqua di essere bagnata, piu' bagnata!) e si mettono interi TIR di fette di salame sugli occhi per non vedere il problema demografico asiatico e ancora peggiore africano.

    Del resto noi avevavo i radicali che dal rientro dolce sono passati alla scafista industriale di stato, Emma Bonino, alle dipendenze della Open Society Foundation, il cui unico scopo e' quello di deportare in Europa piu' milioni possibile di superiori, fighissimi, funky, gioiosi, alterkulturali alloctoni contro quei razzisti, inferiori, meschini, banali, fascioleghisti di italioti e di farlo, come castale genuinamente democratica anti, contro il volere degli elettori, senza alcun mandato firma trattati internazionali demenziali e capestro.

    Se siamo arrivati a questa merda partendo dai radicali, potete immaginare come sia messo il resto.
    Del resto la sinistra razzista anti, e' passata, nel suo livore, dalla decrescita degli europei, al fatto che i paesi del'Appennino, bisogna riempirli con algerini o bengalesi o vattelapeschesi, in questa hybris orgogliona e razzista del voler fagiolare le lenticchie.
    Tanto, tanto e' tutto uguale, tutto ugualizzato, un pistone e un pioppo, un beneventano e uno di Zanzibar, genitore 1, genitore 2, un bullone e un cane vegan e genitore 4, lenticchie, fagioli, femmine, maschi, riproduttori compulsivi nigeriani o congolesi (il signor Kyenge) che fanno 38 figli e le razziste italiane che ne fanno 1.3.

    La disonesta' intellettuale, lo squallore e la miseria spirituale di questo roba sinistra e' evidente.

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  5. << Del resto noi avevavo i radicali che dal rientro dolce sono passati alla scafista industriale di stato, Emma Bonino, alle dipendenze della Open Society Foundation. >>

    Effettivamente, la retromarcia dei radicali mi ha sorpreso moltissimo.
    Forse certe posizioni erano legate alla figura carismatica di Pannella, che a certe cose ci credeva personalmente: morto lui è stato un 'liberi tutti' che ha fatto emergere altre posizioni, più politicamente corrette.
    Ma il politicamente corretto è la negazione del pensiero dei radicali.

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  6. Comunque, destra o sinistra, tutti, tutti, sono d'accordo che in Italia bisogna fare più figli.
    Che poi la sinistra abbia in più la "sfumatura" che vogliono importare anche milioni di africani e di altre persone , con i loro parecchi figli, è certo disgustoso.
    Però tutti dicono che gli Italiani devono fare più figli.
    Tutti si sono scandalizzati con il Comune di Cremona.
    Anche molte persone comuni.


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  7. La cosa strana, per non dire bizzarra e grottesca, è che gli Italianoi applicano già da decenni la politica del figlio unico cinese (oggi purtroppo abbandonata) o anche di zero figli: il tasso di natalità in Italia è tra i più bassi del mondo, se non addirittura il più basso (1,3 figli per donna). Dunque il proclama del comune di Verona era inutile: gli Italiani già da tempo sono in ritirata demografica perfino allarmante (è chiaro che continuando così gli Italiani si estinguerebbero in solo alcune generazioni). Si cerca ora di rimediare importante gente dal mondo intero, ma a me questa soluzione non piace (sì, lo ammetto, sono xenofobo, anzi razzista, pure omofobo e antisemita se vi interessa - epiteti che mi danno certuni e che io rimando ovviamente al mittente).

    Detto questo resta da spiegare come mai certe ricette - ridurre il numero dei figli per salvare il clima e il pianeta - suscitino un'alzata di scudi da parte di tutto l'establishment. La sinistra non ha mai mostrato interesse per la demografia partendo dal principio che ci sarebbe da mangiare per tutti, è solo una questione di equa distribuzione della ricchezza.
    Nemmeno l'ecologia l'interessava fino a poco tempo fa. Il discorso sui limiti della crescita e del pianeta era per la sinistra irrilevante o persino reazionario: bisognava prima fare la rivoluzione, il resto - abbondanza e felicità per tutti - sarebbe stata una logica conseguenza. I Verdi sono stati da sempre una costola della sinistra e hanno adottato, pur con qualche variazione, l'atteggiamento tipico della sinistra che si è sempre considerata all'avanguardia dell'umanità, dalla parte dei deboli e quindi moralmente superiore. Quest'atteggiamento di superiorità è sempre presente nella sinistra e tra i Verdi.
    E quando si accenna a problemi come l'esplosione demografica - che essi non hanno mai considerato importante, anzi il concetto stesso è reazionario - scatta in loro come il riflesso di Pavlov la negazione del problema e lo sdegno morale per simili proposte, come quella di ridurre il numero dei figli. Proposta inutile in Italia, come detto sopra, ma a loro serve per mostrarsi sdegnati e superiori. Il loro cogito è: mi sdegno, quindi sono.

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    1. > La sinistra non ha mai mostrato interesse per la demografia
      Tralasciamo ora l'oppio dei popoli che riempe la crapa dei sinistranti (e con le religioni, peraltro scadenti come quella progressista rispetto alle tradizionali)e quindi la lotta furiosa contro ogni realta' contraria al proprio unico, giusto e superiore credo ortodosso: Friedrich Engles fu un detrattore (peraltro assai intellettualmente disonesto) di Malthus: nella propria testa girava la credenza che i fantastici progressi nella tecnica avrebbero permesso di superare ogni limite fisico. Anche quello di allargare e arricchire a dismisura, senza limiti, il "banchetto".
      Questa insensatezza completa e' ancora assai diffusa nelle varie sinistre, quella marxista, quella liberal-progressista, la sinistra sovranista, etc. .

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    2. Scritto di fretta, scusate per alcuni regfusi ed errori.

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  8. Finché non si mette in cima alle priorità per salvare la "civiltà" (non il pianeta che non è mai stato in pericolo) la riduzione delle nascite e quindi demografica della popolazione mondiale, siamo matematicamente condannati. Un tabù, quello della riduzione delle nascite, che solo la classe politica cinese ha infranto con la politica del figlio unico. E' semplicemente assurdo vedere con quanta ferocia venga difeso il "diritto" a fare figli, che diritto non è e che quasi nessuno capisce che è un semplice atto di incoscienza oggi come oggi mettere al mondo bambini. Che allo stato attuale di depauperamento dell'ambiente e del clima, di fatto non hanno un futuro.

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  9. Non è assolutamente vero che solo la classe dirigente cinese ha cercato di ridurre le nascite, non so perché si continuano a ripetere questi luoghi comuni. Il governo iraniano lo ha fatto è ci è riuscito bene, sono state adottate politiche di riduzione della natalità in Tailandia, Indonesia, India, in molti stati africani cominciano adesso...

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  10. Gaia Baracetti, in India a suo tempo ci provò il governo di Indira Ghandi ma dovette gettare la spugna per le proteste e la forte resistenza della popolazione. L'Indonesia ad oggi è uno dei paesi a più alto indice di natalità e la popolazione cresce a livelli sostenuti. E nei molti stati africani che cominciano ora, mi sa che è un tantino tardi. La pianificazione delle nascite nel mondo doveva essere attuata almeno trenta anni fa per avere dei risultati tangibili oggi. E' un assunto matematico che tutte le politiche di risparmio energetico, di risorse e per inquinare di meno vengano puntualmente rese inutili dall'aumento degli umani sul pianeta. E' come per il problema della plastica, a che serve riciclare se a monte vengono continuamente prodotte vagonate di plastica vergine?

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    1. Mi dispiace ma ti sbagli. In Iran grazie agli sforzi del governo la natalità era scesa in pochissimo tempo ben al di sotto dei due figli per donna (ora invece cercano di farla salire). In Thailandia è a 1.48 (di nuovo: perché sono state fatte politiche per la contraccezione), e in quanto all'Indonesia non è vero quello che dici, non è uno dei paesi a più alto indice di natalità e comunque anche in Cina la popolazione cresce, perché c'è l'inerzia demografica. Sono dati facilmente reperibili in rete. L'India è vicinissima al tasso di sostituzione; paragonata al Pakistan, dove si svegliano solo adesso, è molto meglio.

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    2. Gaia Baraccetti non credo di sbagliarmi. Tu parli di inerzia ed è giusto ma il controllo delle nascite per avere risultati rapidi dovrebbe mirare alla diminuzione della popolazione, ovvero un figlio per coppia (meglio uno ed uno solo per donna nell'arco della sua vita visto quante coppie si sfasciano e le donne e gli uomini fanno altri figli con i nuovi partner). Di fatto un po' per l'inerzia, un po' perché è difficile arrivare ai 2 figli per coppia (vedi l'Africa come fa spavento tra 4 e 7 figli per donna). Sull'Iran concordo 1.66, Indonesia 2.36, Filippine 2.92, Cina 1.62. Un link utile: https://it.wikipedia.org/wiki/Tasso_di_fecondità_totale

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  11. Il controllo del tasso di natalità, come previsto teoricamente da molti economisti, ha portato sviluppo in molti paesi in precedenza arretrati e in preda alla povertà. Basta guardare le economie della Corea del Sud, della Thailandia, del Vietnam, dell'Indonesia e della stessa India. Questo tanto per sfatare i tanti terrorismi dei politici nostrani sull'inverno demografico e sul presunto declino economico derivante dalla decrescita demografica.

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    1. Facendo l'avvocato del diavolo, sottolineo che la crescita economica è avvenuta in quei paesi sì dopo l'abbassarsi della natalità, ma quando la popolazione era giovane e in età da lavoro. Gli allarmi dati dai politici nostrani sono invece relativi a una popolazione con un enorme numero di vecchi da mantenere (ovviamente anche i figli che verranno fatti saranno da mantenere per un bel po', ma questo nessuno lo dice).
      Il problema principale è che l'unica soluzione veramente sostenibile al cosiddetto problema dell'invecchiamento, senza ricorrere all'aumento delle nascite e all'automatizzazione che per consumo di materie prime ed energia è a sua volta insostenibile (i robot non sono fatine che lavorano in cambio di nulla), è aumentare l'età pensionabile, magari trovando lavori più leggeri e meno impegnativi per chi non ce la fa più a fare il medico o l'operaio. Questo però nessuno ha il coraggio di proporlo, anche se non ci sono vere alternative.

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  13. Un interessante articolo del Foglio sul probabile sviluppo demografico mondiale che si attesterebbe sugli 11 miliardi per fine secolo (o anche a 9 miliardi). Cosa ne pensate? I Foglianti sono notoriamente natalisti, ma lo stesso le cifre offerte dall'autore potrebbero essere attendibili, nel qual caso avremmo un'inversione di tendenza già nel prossimo decennio. Ma che faranno 9 o 11 miliardi di persone perché è noto che non di solo pane vive l'uomo. Immaginiamo poi i lamenti del Foglio o dei suoi successori quando, arrivata l'umanità a 11 miliardi, il tasso di sostituzione non sarà più raggiunto. Apriti cielo, altro che inverno demografico, parleranno di glaciazione demografica e fine dell'umanità. Intanto continuiamo a crescere - un miliardo in più ogni 12 anni e dubito che ci fermeremo a 11 miliardi.

    https://www.ilfoglio.it/dati-e-statistiche/2018/02/09/news/ecco-perche-il-mondo-sara-meno-popolato-di-quanto-pensiamo-177912/

    P.S. Carini i due commenti in calce all'articolo.

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  14. Sono ormai anni che ci lamentiamo o siamo preoccupati a causa dell'incremento demografico mondiale (la cosiddetta esplosione demografica). L'intero occidente però - Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia - non cresce più, anzi è in regresso demografico allarmante per alcuni. I motivi di questo decremento sono noti (benessere, pillola, emancipazione femminile, costi della vita, prospettive d'impiego aleatorie, crisi dei valori - al diavolo la famiglia tradizionale, la patria e Dio - e forse altro). Comunque sia noi occidentali non cresciamo più demograficamente, ma in quanto consumatori mettiamo a repentaglio la vita e il benessere di altri popoli.
    Ma non è il momento di diventare concreti e di dire chiaramente cosa vogliamo, anche a costo di passare per neocolonialisti, razzisti, fascisti eccetera?
    Non vedo per esempio perché l'occidente deve farsi carico del surplus demografico africano e asiatico. Sarebbe ora di di chiedere, anzi esigere che gli Africani e gli Asiatici si diano una regolata e cerchino di ridurre il tasso di natalità (con le buone, cioè l'educazione, gli incentivi, ma anche eventualmente con metodi meno dolci ovvero repressivi, disincentivanti).
    Gli aiuti al terzo mondo andrebbero associati a programmi di pianificazione familiare, all'obbligo di riprendersi i clandestini. L'espressione parrà eccessiva (o fascista e razzista a sentire i buonisti nostrani), ma il terzo mondo ci ha dichiarato guerra invadendoci. Vengono disarmati, ci ricattano moralmente, ma intanto occupano il nostro territorio e avanzano pretese, dobbiamo integrarli e mantenerli (col cavolo che ci pagheranno le pensioni).
    Dovrebbe essere anche rivista la convenzione sui rifugiati che non era stata concepita per fare invadere i paesi dai disperati di questo mondo. Oggi si usa distinguere tra veri rifugiati o aventi diritto alla protezione e migranti economici: i primi devono essere accolti, i secondi possono essere respinti o rijpatriati (cosa anche questa impossibile visto che non si sa dove rispedirli e i paesi di origine rifiutano di riprenderseli - se non è guerra questa!). Gli aventi diritto alla protezione internazionale andrebbero ridistribuiti in tutti i paesi del mondo in base alle loro capacità di accoglienza e alla densità di popolazione. È assurdo che tutti vogliano venire in Europa o negli Stati Uniti. Sì, lo so che la maggioranza dei rifugiati siriani è in Turchia, non tutti aspirano a venire in Europa, forse anche perché non ne hanno i mezzi.
    Siamo in guerra, una guerra non dichiarata, ma strisciante ed effettiva. Certo abbiamo tutti contro: imbecilli internazionalisti pseudofilantropi, falsi ecologisti, Chiesa, politica, economisti. Tutti costoro sognano la crescita, la crescita infinita.
    Credo di essere stato politicamente scorretto. Massacratemi pure.

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    1. I siriani sono in Turchia solo perché la Turchia li tiene fermi lì come arma di ricatto nei nostri confronti, altrimenti certo che verrebbero in Europa. A quanto ho letto, la massima ambizione dei giovani siriani era emigrare anche prima che scoppiasse conflitto. E nessuno parla del ruolo della sovrappopolazione nel far scoppiare il conflitto in Siria, tra l'altro. E nessuno, e questo mi fa veramente stare male, parla di come sia possibile che dopo quasi dieci anni di guerra ci siano ancora tutti questi bambini: ma che persona sei a mettere al mondo creature sotto le bombe o nei campi profughi?? Che vita avranno questi piccoli? E perché obblighi altre società a farsene carico con il ricatto che sono degli innocenti?

      Comunque, il motivo secondo me del tutto evidente per cui non si vogliono fermare gli ingressi è che asiatici e africani costituiscono manodopera a basso costo a cui nessuno vuole rinunciare. Dopo la decisione di Boris Johnson in Gran Bretagna di limitare gli ingressi di gente cosiddetta non qualificata, persino il Guardian, baluardo della sinistra progressista, ha dato in escandescenze: e i datori di lavoro, come faranno?
      Giusto per provare a riflettere su chi sta dalla parte di chi. In Italia, la Lega non fa veramente sul serio sugli immigrati (a parte la sceneggiata dei barconi), perché chi la vota ha le fabbriche, i campi e le case pieni di lavoratori stranieri che costano poco, e chi vota la sinistra ha colf, badanti, eccetera, stranieri, e i lavoratori che si trovano a subire questa concorrenza sleale non li rappresenta nessuno, tranne, paradossalmente, gente tipo Trump e Johnson, non so se davvero o per finta.

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    2. "E nessuno, e questo mi fa veramente stare male, parla di come sia possibile che dopo quasi dieci anni di guerra ci siano ancora tutti questi bambini: ma che persona sei a mettere al mondo creature sotto le bombe o nei campi profughi?? Che vita avranno questi piccoli? E perché obblighi altre società a farsene carico con il ricatto che sono degli innocenti?"

      Anche sotto le bombe durante la seconda guerra mondiale nascevano bambini in Italia. Un po' l'istinto, un po' l'ignoranza in fatto di contraccezione, un po' la fatalità. E le condizioni di vita in Italia nella prima parte del Novecento erano dure per tutti, il miracolo economico era di là da venire. Comunque gli Italiani erano appena quaranta milioni circa, c'era ancora spazio per crescere.
      I siriani e gli africani sono incoscienti? Dal nostro punto di vista sì, ma il sesso è una delle poche gioie che hanno.

      "Comunque, il motivo secondo me del tutto evidente per cui non si vogliono fermare gli ingressi è che asiatici e africani costituiscono manodopera a basso costo a cui nessuno vuole rinunciare."

      Questo dal punto di vista degli imprenditori, ma non degli autoctoni che si vedono invasi e costretti a convivere con gente difficilmente assimilabile o comunque diversa, troppo diversa. Ma perché gli autoctoni subiscono l'invasione quasi senza reagire? Esiste davvero un Piano per ridurci tutti in schiavitù come sostiene Lorenzo? Certo i nostri politici e la Chiesa operano in questo senso, c'è dunque una volontà palese di un cambio radicale della realtà sociale. Il proclama della Merkel - nessun limite per i rifugiati - è un atto di guerra verso il popolo tedesco, nemmeno consultato. L'insistenza del papa per l'accoglienza di tutti i diseredati del mondo fa probabilmente parte del Piano (Bergoglio non è diventato papa per caso o per volontà dello Spirito Santo). Il Piano, la Chiesa, i politici, gli economisti, la sinistra internazionalista propagandano il meticciato, l'abbattimento di muri e confini. La sinistra lo fa per "idealismo" (il suo motto è "la mia patria è il mondo intero"). Chi si oppone (c'è ancora qualcuno che "non ci sta", anch'io) è un reazionario, fascista e razzista o per lo meno populista. Il papa paragona Salvini a Hitler, il populismo e il razzismo sono i crimini odierni per lui. Non so se sia matto o faccia il matto.
      Intanto siamo a quota 7,7 miliardi, allegria, ce n'è per tutti, è solo un problema di orgnanizzazione ed equa distribuzione delle ricchezze. Come si distribuirà equamente l'acqua? Mah, se rinunciamo alla carne o alla bistecca quotidiana si consumerà meno acqua (mi sembra che ci vogliano 15'000 litri d'acqua per un chilo di carne bovina).

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  15. Se un paese straniero non si riprende indietro un suo cittadino entrato illegalmente nel mio territorio, si tratta di un atto di guerra. Non combattuta con le armi, ma sempre di guerra si tratta. Rifiutarsi di far rientrare un proprio cittadino e porlo a carico del paese in cui è entrato illegalmente, è un atto ostile che andrebbe sanzionato dalle leggi e dal diritto internazionale.

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