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venerdì 23 settembre 2016

La scimmia cieca: il convegno di Milano sui rifugiati ambientali

Il 24 settembre 2016 si tiene a Milano la conferenza sulla nuova figura del "Rifugiato Ambientale". Gli organizzatori della conferenza denunciano che nella legislazione dei paesi europei non esista ancora questa figura, ma solo quella del rifugiato di guerra: una minoranza rispetto ai duecentocinquanta milioni e più di migranti attualmente definiti come "economici" e quindi, in teoria (ma non in pratica) soggetti a respingimento. Nel documento di presentazione della conferenza è interessante osservare il completo silenzio sulla causa vera di queste migrazioni epocali che stanno interessando ormai il mondo intero: la sovrappopolazione della specie umana. Gli organizzatori della conferenza, tra cui spiccano alcune personalità importanti, deputati europei -tra cui l'italiana Spinelli-, funzionari dell'Onu e politicanti italiani, chiedono di ampliare l'accoglienza praticamente a tutti i migranti in quanto se migrano c'è un motivo. "Ma no!" verrebbe di dire. Avendo esaurito i motivi tradizionali (guerra, fame, persecuzioni ecc.) ecco pronto quello che dovrebbe mettere la parola fine a tutti coloro che si oppongono alla accoglienza totale di tutti da tutto il mondo: le modificazioni ambientali. E in particolare specificano le seguenti:"land grabbing, water grabbing, processi di “villaggizzazione” forzata (che negli anni Ottanta causarono la morte di un milione di persone per carestia, in Etiopia), inquinamento ambientale, smaltimento intensivo di rifiuti tossici o radioattivi, scorie radioattive risultanti da bombardamenti." Ovviamente tra gli obiettivi del convegno vi è la denuncia delle politiche di accaparramento di suolo e di risorse attuate da aziende occidentali e multinazionali in accordo con i governi locali. E' universalmente noto che i governanti locali, che ricevono molti soldi per l'attività di queste aziende, invece di destinarli alle popolazioni se li intascano e li depositano nei conti off-shore. Ma questo nel convegno non viene detto.
E' interessante venire a sapere che le decine di migliaia di migranti che ci arrivano sulle coste tutti i giorni scappino dai bombardamenti radioattivi e dai rifiuti tossici. Quanto all'accaparramento di risorse da parte di aziende occidentali può darsi che sia vero, ma limitatamente ad alcune regioni e con numeri limitati, e non credo che il discorso si possa generalizzare ai 250 milioni di migranti in atto o potenziali. Questa è pura demagogia. Ma possibile, e la domanda me la sono ripetuta più volte perché non riesco a crederci, possibile che nessuna delle eccelse menti degli organizzatori non dico affermi -il che sarebbe pretendere troppo- ma solo ipotizzi che queste centinaia di migliaia di migranti che arrivano in Europa ogni anno siano persone che non trovano il sostentamento di cibo e di possibilità di vivere una vita normale nei luoghi in cui sono nati per il semplice motivo che i tassi di natalità degli ultimi anni sono stati troppo alti in un territorio che non aveva le risorse adeguate? E' un ragionamento troppo complesso e difficile, tanto da richiedere una intelligenza superiore, alla Einstein per intenderci, per essere formulato? Perché questa scimmia che noi chiamiamo Homo ha creato questo enorme tabù sulla propria riproduzione eccessiva, tale che non è possibile neanche accennarvi, neanche formularlo come piccola ipotesi subordinata, pena la esclusione perpetua dai congressi e la definitiva damnatio memoriae? Taccio per commiserazione sulle politiche pro-fertilità di alcuni paesi europei tra cui l'Italia (con l' iniziativa dell'ineffabile ministra Lorenzin). Perché questa strana scimmia che sta ricoprendo la terra dei suoi manufatti,di grigio cemento, estendendo gigantesche megalopoli, alterando definitivamente clima e atmosfera, distruggendo foreste, inquinando acque e mari, non comprende che una esplosione demografica da uno a otto miliardi in un secolo è qualcosa di inusitato e tragicamente sbalorditivo e che sta minacciando il pianeta?
Questa esplosione è alla base di quelle migrazioni che vengono attribuite invece all'occidente sfruttatore e alla rapina delle risorse (ma il colonialismo non è finito da settant'anni?). Sono molti gli intellettuali africani che chiedono di finirla con la politica del piangersi addosso e di dare sempre la colpa all'occidente, e di cominciare invece a rimboccarsi le maniche e modificare i propri stili di vita, primo tra tutti smetterla con l'abitudine di fare 12 o 15 figli per donna. I più ciechi di tutti rimangono gli intellettuali ed i politici europei, a partire proprio dagli ambientalisti che, appena sentono parlare di sovrappopolazione, perdono la testa e danno in escandescenze. Il tabù sulla natalità umana non può essere violato. Umano, troppo umano. La scimmia che si sta autodistruggendo è sempre più cieca.
Riporto qui di seguito l'articolo che accompagna il programma del convegno, quale documento di questa ottusità ideologica volta a negare ogni influenza dei tassi di natalità e della sovrappopolazione sui fenomeni migratori. Neanche un accenno al problema che l'Africa è in un boom demografico senza precedenti e sta passando da 900 milioni attuali a due miliardi di abitanti in pochi anni (previsione per il 2050: due miliardi e trecento milioni di abitanti, dati Onu). Nessun accenno agli eccessivi tassi di natalità in India e medio oriente, dove alcune regioni stanno raddoppiando in pochi anni la popolazione. Leggere per credere.
CLIMA, POLITICHE IL SECOLO DEI RIFUGIATI AMBIENTALI? – CONVEGNO A MILANO 16/09/2016
Il secolo dei rifugiati ambientali?
Analisi, proposte, politiche Milano, 24 settembre 2016 Il 24 settembre si terrà a Milano, nella Sala delle conferenze di Palazzo Reale, un convegno internazionale organizzato e promosso da Barbara Spinelli e dal gruppo GUE/NGL del Parlamento europeo, che si propone di riflettere su una figura generalmente trascurata sul piano giuridico: quella del rifugiato per motivi ambientali. Secondo le stime dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), entro il 2050 i profughi ambientali saranno tra 200 e 250 milioni, con una media di 6 milioni di persone costrette ogni anno a lasciare la propria abitazione e spesso il proprio Paese. Lo straordinario aumento di sfollati interni e di profughi è in gran parte dovuto a conflitti scatenati da politiche diffuse e sistematiche di appropriazione di risorse. Dal dopoguerra a oggi, ben 111 conflitti nel mondo avrebbero tra le proprie radici cause ambientali: 79 sono tuttora in corso e, tra questi, 19 sono considerati di massima intensità. Nonostante le misure fin qui prese per contenere i cambiamenti climatici e l’aggressione alle risorse naturali, l’espulsione dal proprio habitat di ampie quote della popolazione mondiale a causa del deterioramento ambientale è considerata inevitabile dalla maggior parte della comunità scientifica, in assenza di provvedimenti più radicali di quelli presenti. Eppure il fenomeno resta di fatto invisibile alle legislazioni e alla politica. Nemmeno la Convenzione di Ginevra e il Protocollo aggiuntivo del 1967 riconoscono lo status giuridico di chi fugge da catastrofi ambientali, specie se originate da azioni e interventi umani sulla natura. Sono rifugiati ambientali quelli che scappano da conflitti per l’accaparramento delle risorse idriche o energetiche, come lo sono coloro che fuggono dalla desertificazione e dal collasso delle economie di sussistenza in seguito a crisi dell’ecosistema, dovute a cause naturali o attività umane: land grabbing, water grabbing, processi di “villaggizzazione” forzata (che negli anni Ottanta causarono la morte di un milione di persone per carestia, in Etiopia), inquinamento ambientale, smaltimento intensivo di rifiuti tossici o radioattivi, scorie radioattive risultanti da bombardamenti. Questi flussi si aggiungono a quelli causati da guerre e persecuzioni politiche, religiose o etniche, e talvolta vi si sovrappongono in modo inestricabile. É pretestuoso e miope considerare popolazioni in fuga da condizioni invivibili alla stregua di migranti economici, tuttavia è esattamente ciò che fa la Commissione europea con il cosiddetto “approccio hotspot”, che istituisce due categorie di migranti: i profughi di guerra, ai quali viene riconosciuto il diritto di chiedere protezione internazionale, e i migranti economici, da rimpatriare – con ciò violando il diritto d’asilo. Obiettivi del convegno: Analizzare il concetto di rifugiato ambientale e le sue implicazioni giuridiche. Dare un quadro della situazione ambientale nei Paesi dai quali provengono i profughi. Denunciare le politiche di accaparramento di suolo e di risorse attuate da aziende occidentali e multinazionali in accordo con i governi locali. Individuare strumenti di monitoraggio dell’uso dei fondi europei o nazionali per la cooperazione e lo sviluppo destinati a regimi che non rispettano i diritti umani. Mostrare che la separazione tra profughi di guerra e migranti economici applicata nel cosiddetto “approccio hotspot” rischia di essere è lesiva dell’impianto stesso del diritto d’asilo e che l’attuale politica europea dei rimpatri va rigettata nella sua forma attuale. Promuovere un’azione a livello parlamentare europeo per l’introduzione legislativa della figura del rifugiato (interno ed esterno) costretto alla fuga da una massiccia perdita di habitat. Mostrare che è conveniente, oltre che rispettoso del diritto internazionale, sviluppare al massimo, e modificare, le politiche europee di accoglienza e integrazione di profughi e migranti. Il convegno ha il patrocinio e la partecipazione di:
Università degli studi di Milano, Centro Europeo di eccellenza Jean Monnet, Associazione Costituzione Beni Comuni, Associazione Diritti e frontiere, Associazione Laudato Si’, Gruppo consiliare Milano in Comune, Comune di Milano. Tra i relatori spiccano figure di rilievo scientifico come Roger Zetter e François Gemenne, l’ex ministro del Mali Aminata Traoré, il responsabile Unhcr per l’Europa meridionale Stéphane Jaquemet, le eurodeputate Ana Gomes, Marie-Christine Vergiat, Elly Schlein. (Dal sito web del convegno)

14 commenti:

  1. Poiche' i firmatari dell'appello considerano il nostro e loro mondo come il piu' difettoso ambientalmente, e' la volta che ce ne liberiamo.
    Purche', speriamo, altrove li considerino altrettanto bisognosi, e meritevoli, di "asilo ambientale" quanto da loro stessi definito, cosa di cui mi permetto di dubitare fortemente.
    A questo punto siamo giunti piu' che alla frutta, alla parodia.
    E il nome della Spinelli (esistente evidentemente solo in qualita' di "figlia di") e' della massima garanzia.

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  2. quote: "Ma possibile, e la domanda me la sono ripetuta più volte perché non riesco a crederci, possibile che nessuna delle eccelse menti degli organizzatori non dico affermi -il che sarebbe pretendere troppo- ma solo ipotizzi che queste centinaia di migliaia di migranti che arrivano in Europa ogni anno siano persone che non trovano il sostentamento di cibo e di possibilità di vivere una vita normale nei luoghi in cui sono nati per il semplice motivo che i tassi di natalità degli ultimi anni sono stati troppo alti in un territorio che non aveva le risorse adeguate?
    Guarda, ipotizzare potrebbe anche darsi che ipotizzino, ma se affermassero è possibilissimo che ricevano la solita trita e ritrita risposta che per lunghi anni arrivava a me da numerosi interlocutori, quando senza peli sulla lingua la presentavo, cioè la seguente: bisognava scartare l'argomento perchè "che cosa si vuole pretendere? Non hanno il cinema, non hanno il teatro, non hanno la TV in casa, non hanno il calcetto, dunque che cosa vuoi che facciano durante il tempo libero?" Oppure quest'altra: "Ma scusa, guarda che loro non hanno mica tutte le cose che abbiamo noi, quello è l'unico divertimento che hanno, gli vuoi togliere pure quello?"
    Rispondere che quel divertimento avesse delle gravi conseguenze a nulla serviva e questo in barba ai filosofi che per secoli hanno sbandierato la ragione umana in forte contrapposizione all'istinto. E non era neppure necessario andare lontano portando il sud del pianeta come esempio, dato che fino a non troppo tempo fa anche nel sud dell'Europa era normale avere anche nove figli per famiglia o più. E la risposta che ricevevo dopo aver tirato fuori l'argomento era sempre la stessa di cui sopra: "non c'era dove andare a divertirsi, dunque il tempo bisognava farlo passare...".
    Lasciamo poi stare il cartellone della ministra, se non se ne fossero resi conto, ideologia natalista o denatalista a parte, rappresenta un'offesa per tutte le donne single che già soffrono perchè non riescono a trovare un compagno con cui convolare a nozze e mettere su famiglia. Credo che l'unico risultato della campagna sia più che altro servito a portare alla disperazione le single tirate in ballo, che non amano la loro condizione, quando il giusto è invece incoraggiarle a valorizzarsi, perchè una donna vale indipendentemente da famiglia e maternità. E non è vero che una donna non è completa se non ha un compagno e/o figli: essendo umani imperfetti, il gruppo non è nient'altro se non l'insieme di più incompletezze, imperfezioni. Magari il risultato che il cartellone della campagna voleva sortire era solo quello di rimpinguare le tasche degli psicologi producendo pazienti a bizzeffe...

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    1. Last Nana's: "non è vero che una donna non è completa se non ha un compagno e/o figli"

      Assolutamente è così. Occorre però ricordare che, allo stesso modo, non è vero che un uomo non è un "vero uomo" se non ha una compagna e/o figli (i maschietti qui presenti, se son stati men che "gettonati" dalle coetanee, ripensino alle pressioni di gioventù).

      Occorre altresì ricordare che la stessa cosa vale per gli uomini e per le donne omosessuali, con tutto quel che ne consegue. Pensate alla campagna, in questi giorni un po' meno assillante sul tema specifico ma tutt'ora in corso, sul "diritto" alla procreazione (ovvero sulla inadeguatezza di chi non procrea) degli omosessuali, ovvero sulla inadeguatezza di chi, pur omosessuale, non figlia (se donna) o non si appropria dei figli altrui (se uomo)... Davvero, riprendendo Winston, siamo alla parodia -- ma è una parodia tragica, ovvero grottesca.

      Intanto qui da noi procedono le iniezioni di alterità inflitte dalle dirigenze, in un vero e proprio crescendo rossiniano, perché se le vacche della mandria non figliano secondo i desideri del mandriano, questi va al mercato a procurarsi nuovi capi più adatti al proprio tornaconto. O a quello che crede essere il proprio tornaconto. Chissenefrega di come stanno le singole vacche? Basta che la somma di quel che producono continui a crescere. Un mandriano è come uno schiavista: più vacche ha, più ricchezze accumula lucrando sul malessere altrui.

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    2. "quello è l'unico divertimento che hanno, gli vuoi togliere pure quello"

      Per quanto sia possibile ipotizzare relazioni di causa effetto in maccanismi cosi' complicati e interdipendenti come l'attitudine a figliare, pare che l'elevato numero di figli per donna sia inversamente proporzionale alla autonomia decisionale femminile.

      In altre parole, se a decidere quanti figli fare non e' colui che poi li deve materialmente fare e tirare su (e la donna, anzi la madre, e' molto piu' ansiosa e apprensiva dell'uomo in questo settore), il numero di figli sara' immancabilmente maggiore.

      E' lo stesso semplice meccanismo che, in altro ambito, ha fatto esplodere il debito pubblico in italia, il meccanismo del "sostituto d'imposta", quello per cui a pagare e' sempre "qualcun altro": se chi spende non e' lo stesso che paga, e chi paga ha poca o nulla voce in capitolo, immancabilmente chi spende sara' portato a spendere molto di piu', tanto cosa gliene frega, e in ogni caso sara' molto ottimista.

      I firmatari dell'appello in oggetto sono con ogni probabilita' personaggi di quella risma (fra l'altro quando gli conviene, cioe' non sono loro a pagare, sono sempre fra i massimi sostenitori del "sostituto d'imposta"). Se si delega a loro la potesta' decisionale, l'eterogenesi dei fini sara' la norma, dato che sono del tutto incapaci di prevedere le conseguenze dei loro pensieri e azioni, loro vivono nel loro mondo di fantasia.


      Per completezza c'e' da dire pero' che appena un paio di generazioni fa, negli anni '60, e' stata inventata ed entrata pian pianino in uso la pillola anticoncezionale, diffondendosi con mille difficolta', ma inesorabilmente, nel mondo, dato che era da subito ben chiaro a tutti il suo profondo potere di modificare gli assetti sociali: io ho il sospetto che a cambiare RADICALMENTE i costumi, liberando la sessualita' della donna con tutte le molteplici conseguenze che ne sono derivate, sia stato soprattutto questa piccola invenzione. Tanto che la pillola anticoncezionale e' "la pillola" per antonomasia. Prima, il solo fatto che la fecondita' fosse di fatto inseparabile, o molto difficilmente separabile, dalla sessualita' (la chiesa tutto sommato aveva ragione nel dirlo, era un fatto), influenzava moltissimo l'organizzazione sociale, la quale dava necessariamente alla donna il ruolo primario di madre. Se c'e' un esempio di piccola invenzione con enormi conseguenze, e' "la pillola".

      Un'altra cosa che mi viene in mente e' che, paradossalmente, e' nel mondo di gran lunga piu' ricco e benestante, fino e oltre la bulimia consumistica, quello occidentale, che si e' diffuso a macchia d'olio un sentimento di catastrofe imminente, per ragioni puramente di isteria informativa: questo sentimento, accoppiato all'autonomia decisionale femminile, per non parlare della impossibilita' a raggiungere MAI un certo grado di tranquillita' esistenziale (nel nostro viziatissimo mondo, quello che facciamo non e' MAI abbastanza perfetto), di certo non promuove la fecondita'.

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  3. Winston, ti avevo poi risposto nel post precedente, dicendo che quello che volevo rilevare era l'inverso. C'era un "non" con una costruzione frasale che mi aveva fatto capire all'inverso, ma forse mi sto poco alla volta scordando dell'italiano...

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    1. Grazie per la precisazione, nessun problema in ogni caso.

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  4. Quote:"Assolutamente è così. Occorre però ricordare che, allo stesso modo, non è vero che un uomo non è un "vero uomo" se non ha una compagna e/o figli (i maschietti qui presenti, se son stati men che "gettonati" dalle coetanee, ripensino alle pressioni di gioventù)."
    Se non l'ho rilevato non è stato per pretestuosità nè cattiveria gratuita, ma unicamente perchè riguardo all'uomo single, almeno nel contesto in cui vivevo (quando vivevo in Italia) non si parlava di pressioni, anzi un detto popolare recitava: "l'uomo ha sempre tempo per sposarsi, può decidere di metter su famiglia anche se ha 80 anni perchè tanto per lui l'orologio biologico non gira, quindi un figlio lo può fare quando gli garba e pare". Dalle mie parti era la donna che veniva spinta a trovarsi un fidanzato , a darsi da fare per trovare (ovviamente chi elargiva questi più che dubbiosi consigli era completamente dimentico delle antiche ma sempre attuali regole secondo le quali la donna che si fa avanti, tranne pochi casi eccezionali, cade nel ridicolo, con la quasi totalità delle possibilità di ricevere un rifiuto). Quindi avevo dato per scontato che le pressioni si riferissero alle donne (a volte ascoltavo, più brevemente, il seguente: "l'uomo ha sempre tempo) e infatti il famigerato cartellone della ministra parlava di orologio biologico, di tempo. Ovviamente ritengo verissimo che anche l'uomo non ha bisogno di una compagna per completarsi.

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    1. Tu sei una donna, della forma e dell'entità delle pressioni che interessano gli uomini hai una visione dall'esterno, quindi parziale. Da' retta a chi, al contrario, sa per coivolgimento diretto.

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  5. Pensare che i cocomeri, come tutti i sinistri, abbiano qualche capacità raziocinante lì dove la realtà congligge con il "giusto mondo" che essi hanno nelle loro crape, è follia in sé.

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  6. [ I trend di triplicazione, quadruplicazione della popolazione ] di quei Paesi maggiori donatori di migranti aka profughi al nostro, sono in atto da decenni, e non da pochi anni, ulteriore sconfessione della vulgata per le capre sulle carestie e le guerre;
    la sovrapopolazione è tabù, e non solo per il furbo Padrone che vuole l'ammassamento in Europa Occidentale [ per il suo maggiore profitto e per il maggiore controllo sociale da parte del Livello Superiore ], ma anche per il_bobbolo che per decenni è stato posturato fisicamente sulla catena di montaggio del crescitismo ( indubbiamente utile nel ricostruire e crescere il Paese, fino al limite massimo che abbiamo GIA' toccato e oltre il quale c'è il fisiologico declino ), e cerebralmente programmato con il Credo del Padrone;
    quindi i popolani ragionano come il Padrone, ripetono a nastro i ragionamenti dell'élite apolide ma senza coscienza di sé, della propria posizione differente e del proprio differente ruolo;
    qualcuno si sta svegliando, ma è ancóra troppo poco.

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  7. quote: "Occorre altresì ricordare che la stessa cosa vale per gli uomini e per le donne omosessuali, con tutto quel che ne consegue".
    Infatti. Quanto alla campagna non ne ho saputo un bel niente (in Brasile era a malapena arrivata la notizia del terremoto), ma secondo un esponente politico di destra che avevo conosciuto prima di partire, anche quello farebbe parte del "panem et circenses" da dare alla popolazione affinchè non si interessi dei gravi problemi in cui il paese versa (anzi, ora come ora soltanto il "circenses" senza il "panem"). Oramai è moda. Ovviamente non passa neanche per l'anticamera del cervello che se gli omosessuali non possono figliare in maniera naturale, un ottimo motivo ci dovrà pur essere. Certo, vero è che la scristianizzazione del centro-sud Europa (attenzione: scristianizzazione non vuole significare decattolicizzazione) ha dato una mano infelice a questi gruppi di prosperare ideologicamente e spingerli, come conseguenza (è stato inevitabile che succedesse, se prima si vuole a tutti costi la coppia, per forza che poi il passo successivo è lo spingere alla filiazione) a cercare di procreare ad ogni costo, pur essendo in via naturale impossibile. E' come se si volesse far nascere mele da un pero.

    Quote: "Intanto qui da noi procedono le iniezioni di alterità inflitte dalle dirigenze, in un vero e proprio crescendo rossiniano, perché se le vacche della mandria non figliano secondo i desideri del mandriano, questi va al mercato a procurarsi nuovi capi più adatti al proprio tornaconto."

    Ero convinta che il motivo del "mandriano" fosse l'uggia verso la cultura europea e che quindi la volesse sostituire con quella che secondo il moderno comunismo è considerata migliore (al neocomunismo -forse nontanto neo- piace tutto quello che è "diverso" sia quando il diverso è assolutamente legittimo, ma purtroppo anche quando vuol dire infrangere le regole del vivere civilmente)

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    1. Non sono ancora convinto che il "comunismo" c'entri gran che con quel che stiamo vivendo, anche perché parlare di "comunismo" e "anticomunismo" e "fascismo" e "antifascismo" e "liberismo" e "chissàchealtrismo" è come parlare della Juve e del Napoli -- specchietti e riflessi per abbacinare il pesce affinché abbocchi all'amo. Quello che dovrebbe interessare noi pesci non è una sfumatura cromatica, ma la figura sempre negativa che maneggia la canna. SEMPRE negativa.

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  8. Nihil novi sub sole: Destre clerico-nazionaliste, Sinistre exneopost-comuniste o cmq. "politicamente correttissime", Cattolicesimo Induismo Islamismo ufficiali, Turbo-capitalisti ed Economisti iper-sviluppisti, Femministe integraliste, Verdi non scientifici ma ideologici, oggettivamente CONVERGONO nell'insabbiare ogni riferimento al problema della crescita demografica esponenziale e del sovraffollamento e nell'OSTACOLARE ogni serio progetto di birth control e family planning...

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