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martedì 3 giugno 2014

Horror Vacui

La barbarie cattolica continua imperterrita nel suo discorso di distruzione del pianeta.
Dal Corriere di oggi:

ROMA - Chi si sposa e non fa figli volutamente passerà «la vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine». Sono le parole che Papa Francesco ha rivolto il 2 giugno ad una quindicina di coppie di sposi alla messa celebrata nella domus di Santa Marta in Vaticano. Una bacchettata rivolta soprattutto a chi preferisce dedicarsi ad un animale domestico che a un bebé: «Forse è più comodo avere un cagnolino, due gatti e l’amore va ai due gatti e al cagnolino. È vero o no, questo?».

Il capo della fazione cattolica, ormai votata al nichilismo puro, incontaminato da ogni barlume di raziocinio, ha poi proseguito:

«Ci sono cose che a Gesù non piacciono - avverte il Papa - i matrimoni sterili per scelta, che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Francesco accusa «questa cultura del benessere di dieci anni fa, che ci ha convinto che è meglio non avere i figli, così tu puoi andare a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna. Così tu stai tranquillo...».

A Gesù quindi, dice il papa, non piace arrestare l'ondata spaventosa di spermatozoi in corsa per la fecondazione degli ovuli di Homo e il trionfo finale della specie umana sul mare di nulla che si sta preparando. Non bastano le baraccopoli fumiganti di miasmi putrefattivi che circondano le megalopoli cementifere in espansione irrefrenabile su tutti gli angoli della Terra. Non bastano le gigantesche e sterminate discariche di rifiuti generati da Homo che ormai sono orrido contrappunto al cemento che spiana ogni paesaggio e riempie di grigio e di bruttura il poco verde rimasto. Non basta la vita di Inferno cui sono condannati milioni di umani dentro scatole di cemento circondati da veleni e vapori tossici, costretti a bere acque maleodoranti e a cibarsi di cibi avvelenati. Non bastano le deforestazioni che stanno stravolgendo in maniera definitiva e irreversibile l'Africa, l'Asia, le Americhe. Non bastano i miasmi carboniosi che sono il derivato della voracità energivora di Homo, miasmi che continueranno ad avvelenare l'aria del pianeta finché la specie si replicherà come polli d'allevamento. Non bastano, al papa, l'arrivo di milioni di immigrati, frutto di una mancata azione di controllo demografico da parte di governi locali corrotti e di organizzazioni cattoliche che in Africa e Asia hanno sistematicamente proibito e demonizzato i mezzi contraccettivi e il controllo delle nascite. Milioni e milioni di nati in eccesso in aree povere, prive di risorse, senza possibilità di lavoro e destinate ad altri decenni di sottosviluppo proprio per quell'eccesso demografico che succhia risorse e impedisce lo sviluppo di una economia moderna. Nati in eccesso la cui unica prospettiva di vita e di speranza è l'emigrazione in Europa. Qui il papa dovrebbe gridare un mea culpa tale da risuonare forte in ogni contrada del mondo, in ogni luogo della Terra devastato da questo terribile cancro della sovrappopolazione umana. Un "mea culpa" che ponga fine a questa vergogna di una chiesa cieca che non vuol guardare alla natura (al "Creato"?) come ricchezza e significato del mondo, ma vede
la Terra come "scantinato"e magazzino  del Padrone Homo che soddisfa i suoi bisogni e scarica i suoi rifiuti fottendosi delle altre specie, della vita, del pianeta e della sua bellezza. Che religione è questa? Questo è solo Horror vacui, orrore per tutto ciò che non è Homo, volontà di distruzione e di annichilimento senza limiti.

"Finché esisteranno frantumi di bellezza, qualcosa si potrà ancora capire del mondo" (Ceronetti)          

34 commenti:

  1. Il papa piacione - piace persino agli atei più o meno devoti - brilla per bonomia e insulsaggine. Che significa che a Gesù non piacciono le coppie volutamente sterili? Dov'è questo Gesù afflitto dalle coppie sterili? Com'è che all'inizio del XXI secolo ci si possa esprimere ancora così? E perché non pensano loro - preti e suore - a fare una famiglia con un decina di bambini? Troppo comodo pontificare e condannare e sottrarsi agli impegni di una famiglia. Nel mio dizionario filosofico con nulla osta ecclesiale - che conservo per farmi qualche risata o consultare il pensiero ufficiale della Chiesa - leggo che "vige per tutti l'obbligo di matrimonio" (se no naturalmente la società si estingue), ma a questo obbligo possono derogare i religiosi perché la generazione è ampiamente assicurata dal resto dell'umanità: bella scusa! È singolare che esortino alla procreazione proprio loro, i castrati di Dio.

    Poi ci sono quelli coi figli che trovano la nostra società ostile ai bambini, insofferente, persino perversa appunto perché preferiscono cani e gatti. Invece di chiedersi: da dove verrà questa insofferenza, perché tanti non sopportano i bambini? Non sarà che siamo un po' troppi a pestarci i piedi, a rivendicare diritti, a rompere le scatole al prossimo? Persino Ratzinger ama i gatti, un tratto che lo umanizza un po', proprio così, perché dimostra che anche lui ha bisogno della compagnia e dell'affetto di un essere vivente, sia pure un gatto, per altro animale meraviglioso. Ecco papa scemotto, fatti spiegare dall'emerito perché gli piacciono tanto i gatti.

    E anche se Bergoglio fa il modesto, non porta scarpine griffate e camauro, vive pure in una reggia incantata in cui non manca assolutamente nulla, con giardini meravigliosi ed erba che nemmeno un campo di golf - altro che le megalopoli infernali come il Cairo, Città del Messico, Pechino ecc. Possibile che a Gesù piacciano tanto le baraccopoli, i disoccupati, gli affamati, gli assetati, i disperati?
    Ma per fortuna questo Gesù non esiste, non è mai esistito.
    "Più conosco gli uomini, più amo gli animali". Non so chi l'ha detto, potrebbe essere Cioran. Sottoscrivo.

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  2. forse il papa dovrebbe andare a leggere questo, dal vangelo di Luca: 14: 28: " Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?" questo l'ha detto proprio Gesù, nessuno lo può negare. e Lui sa e sapeva benissimo che gli umani sulla terra oltre alle questioni spirituali devono affrontare anche le questioni materiali per cui ci sono passi biblici che possono essere letti con doppio significato e questo sembra guardare al caso. Gesù sapeva anche che un bambino, per quanto piccolo sia ("lasciate venire a Me i piccoli fanciulli perché di loro è il regno dei cieli", disse anche, possiamo ben constatare che Gesù amava i bambini e non si rallegrava certo nel vederli tribolare) è molto più importante di una torre. dunque a farla breve (se no mi addentro in filippiche infinite) una coppia di disoccupati con il frigo perennemente vuoto, se usano il preservativo per evitare il concepimento non stanno peccando (per fare appunto un esempio terra terra), stanno facendo come l'uomo che si chiede se ha i mezzi per ultimare una torre pur volendo costruirla. o anche la coppia di missionari che fanno la stessa cosa per essere più dediti alla missione (ho conosciuto una coppia missionaria sposata senza figli e senza la benché minima fretta di concepire). se si legge a fondo la Bibbia prima o poi ci si imbatte in una coppia sposata che nella chiesa primitiva aveva incarichi, Priscilla e Aquiles. non si parla di figli nel loro caso e nonostante non ci sia certezza al 100% può darsi che fosse proprio una coppia missionaria dedicata. in ogni caso ho cercato di spiegare il punto qui:

    http://ragionefedebioeticaetica.blogspot.it/2013/10/vangelo-di-luca-1428-30.html

    dilungandomi poi qui:

    http://ragionefedebioeticaetica.blogspot.it/2014/01/dio-non-e-responsabile-dellottusita.html
    (questo post l'avevo scritto, se non sbaglio, dopo che una persona pur istruita mi chiedeva "ma come si fa a evitare il concepimento? ovviamente in assenza di mezzi anticoncezionali per poter meglio seguire i dettami cattolici e dopo avere visto post che preludevano a una muta rassegnazione dove a grandissime linee si capiva che alcune persone ritenessero che per essere buoni credenti fosse necessario ricercare il concepimento). Vero è che ci sono casi in cui il Signore voglia una certa nascita (si pensi ai casi di Isacco e di Sansone e a casi odierni con qualche similitudine a essi), ma non significa assolutamente divieto di pianificazione familiare: una cosa non esclude l'altra, proprio come regola ed eccezione sono solo apparentemente in contrasto tra di loro, visto che una delle due non esclude l'altra al 100% o forse per meglio dire l'esistenza dell'una non rende sbagliata l'altra. c'è da ricordarsi anche che il cattolicesimo ritiene che quella che chiama la tradizione abbia la stessa autorità biblica ma in realtà niente ha la stessa autorità bilica e di fatto il motto protestante è "solus Christus, sola gratia (cioè niente salvezza per opere ma unicamente per la grazia di Cristo) e appunto, sola scriptura (cioè la Bibbia, niente tradizioni e consimili).
    www.laportaaperta.it (la chiesa evangelica protestante che frequento, in cui dopo la celebrazione di un matrimonio di persone giovani -gli altri membri o già sposati da parecchio o single- non si sognò di dire nulla del genere) .

    quote: "Possibile che a Gesù piacciano tanto le baraccopoli, i disoccupati, gli affamati, gli assetati, i disperati? "
    il Figlio di Dio venne per salvare, guarire, liberare e dare speranza vera all'umanità, non venne a promuovere baraccopoli e disperazione! E a noi e a chiunque voglia seguirLo non sta bene far credere agli altri cose del genere, la verità è che Gesù lasciò tutti liberi, ci diede la libertà e in questa libertà, oltre al peccaminoso (quali sono i peccati la Bibbia lo dice) sta a noi valutare cosa sia o meno opportuno lasciandoci da Lui guidare

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  3. "niente ha la stessa autorità bilica " volevo dire biblica, purtroppo la tastiera spesso fa a modo suo, scusate il lapsus

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  4. "Ma per fortuna questo Gesù non esiste, non è mai esistito." infatti, Sergio, giusto, esiste il Figlio di Dio dei vangeli

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    1. Cara last nana's (però preferirei chiamarti col tuo vero nome, non mi piacciono questi strani nomignoli) io non credo in Dio, come penso la maggior parte di chi dice qui la sua. E ovviamente nemmeno nel cosiddetto Figlio di Dio (se non c'è il padre non ci può essere nemmeno il figlio). I Vangeli sono dei racconti più o meno credibili o fantasiosi con parecchie stranezze e qualche perla, cioè con qualcosa di ancora utile - ma senza metafisiche e misticismi. Il Gesù storico nessuno lo conosce, ammesso che sia davvero esistito (più sì che no, ma possediamo solo i Vangeli, le lettere di Paolo, gli Atti degli apostoli, cioè racconti di parte).
      Leggevo giorni fa delle parole che mi hanno colpito: "La morale dopo Dio". Il Dio cristiano (come quello ebreo e islamico) e tutti gli altri infiniti Dèi del pantheon universale (che tu non conosci) non sono più credibili. Ma però dobbiamo vivere, organizzarci, darci delle regole per poter convivere. Proprio da zero non si riparte: esiste una natura con delle leggi e delle verità da tutti accettate (non esiste un'astrofisica cattolica e una protestante o buddista, la velocità della luce è nota, l'assunzione di acido prussico è letale ecc.). Ci sono, direi dunque, dei punti fermi, anche nei comportamenti umani (se uno ti dà un cazzotto non gli dici grazie, che bello, insisti, eccoti l'altra guancia - o glielo restituisci o se sei più debole tagli la corda). I cristiani in genere non hanno mai porto l'altra guancia, anzi hanno ammazzato parecchia gente per imporre il loro simbolo, la croce.
      Dunque qualche punto fermo e di riferimento c'è per organizzarci e vivere decentemente o anche bene. Ma dobbiamo congedarci dagli Dèi - falsi e bugiardi, diceva Dante riferendosi però agli dèi degli altri, solo il suo era il vero Dio. Adesso ci dicono che Allah, Jahvè e Dio sono la stessa cosa, o così dice Bergoglio (non mi risulta che ebrei e islamici siano perfettamente d'accordo - anche se c'è una tendenza all'ammucchiata per far fronte all'agnosticismo).
      Quale morale dunque? Io ho una certa esperienza, tu pure, e così tanti altri. Non abbiamo bisogno di sedicenti e autonominatisi esperti - siamo tutti esperti perché abbiamo le nostre esperienze. Da mettere in comune, da discutere, per vedere di far bene o meglio. Bergoglio invece, anche se fa il modesto, pensa che lui e la sua Chiesa hanno qualcosa di veramente speciale da offrire, anzi da imporre. E insiste pure lui sulla famiglia feconda, più figli hai più Gesù e la Madonna sono contenti. Siamo all'inizio del XXI secolo. Dio non c'è o tace (inutile dire che ha già comunicato il suo pensiero nella Bibbia). Cosa dobbiamo fare, come vogliamo vivere? Una morale ci vuole, ossia regole di comportamento, per non essere continuamente in guerra, per vivere in armonia. Una volta si diceva: vivere come se Dio esistesse. Ci conviene, diceva Pascal. Se non c'è pazienza, non avremo perso molto, ma se c'è e ci giudicherà ci avremo guadagnato. Così pensa anche Hans Küng, che si dice o si crede cristiano, seguace di Gesù. Nel caso si fosse sbagliato, dice, pazienza: aver vissuto secondo l'insegnamento di Cristo gli ha comunque giovato, è contento della sua vita.

      Dio non c'è o si nasconde, ma noi dobbiamo e vogliamo lo stesso vivere. La morale dopo Dio: un bel programma, mi piace, anche se intravedo delle difficoltà, dei problemi - e delle animosità e ostilità, proprio da parte di chi dice o pensa di credere in Dio (in realtà crede di credere - sì, è vecchia, ma sempre valida).

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  5. Ineccepibili, direi, le considerazioni di Sergio.
    Quanto al vivere moralmente senza dio, non mi pare un'impresa così titanica.
    E' vero che Dostoevskij diceva che "se Dio non esiste, allora tutto è permesso".
    Ma Steven Weinberg diceva anche che "per trovare gente buona che faccia cose cattive, ci vuole la religione".

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    1. " E' vero che Dostoevskij diceva che "se Dio non esiste, allora tutto è permesso". "

      È strano che uno come Dostoevskij abbia potuto fare una simile affermazione. Probabilmente pensava all'aldilà: è chiaro che se Dio non esiste non devo temere di finire all'inferno. La paura dell'inferno è stata a lungo una paura reale persino per le teste coronate, un grande freno alla prevaricazione. Ci sono ancora oggi dei credenti che temono il giudizio di Dio, ma sono sempre di meno.

      Comunque l'affermazione di Dostoevskij non ha senso perché - anche se Dio non esiste - non posso assolutamente fare quello che voglio: le leggi e i regolamenti dell'umana convivenza sono ferrei, qualsiasi illegalità è punita. Posso sì farla franca a volte, ma devo temere di essere prima o poi scoperto. Una persona "normale" (cioè normalizzata dalla cosiddetta educazione) ha in genere rimorsi di coscienza che possono avvelenargli l'esistenza. Non sono rari i casi di pentimento e autodenuncia (vedi Marino - che a me è sempre sembrato sincero).
      Dunque, caro Fiodor, non dire sciocchezze: anche se Dio non esiste non bisogna temere che l'uomo rubi e ammazzi a piacimento. Ci sono dei naturali freni inibitori (tra i quali l'empatia per i nostri simili) grazie ai quali l'umana convivenza è possibile. Io ho un tale super-io che non solo non rubo, ma non dico nemmeno innocenti bugie (tipo: digli che non ci sono - se non desidero essere scocciato da qualcuno). Potenza dell'educazione religiosa. Già, sono stato dai salesiani - come Marino! Ma com'è allora che Berlusconi, che è stato anche lui dai salesiani, mente a man salva? Forse può spiegarcelo Dostoevskij - o anche un sempliciotto qualsiasi.

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  6. Hobbes, che pur essendo ufficialmente religioso e timorato d'Iddio, scriveva "etsi deus non daretur", descrive l'uomo allo stato di natura in perenne "bellum omnium contra omnes" e ne descrive il carattere con il famoso aforismi "Homo homini lupus" ripreso da Terenzio. Affermava che la morale è una pura convenzione tacitamente sottoscritta tra gli uomini per non sbranarsi a vicenda, sancita e garantita da un capo tribù, da un monarca o dallo stato che esercita il monopolio della violenza. Senza la spada non c'è legge, dice Hobbes. Ma anche la Chiesa, attraverso le affermazioni e le politiche di molti papi, mostra di credere ad una regola morale che deve essere imposta all'uomo da poteri terreni e che non discende da nessun dio. Innocenzo III nel De Contemptu Mundi (1191) descrive l'uomo come un ricettacolo dei peggiori istinti bestiali e violenti, e ne affida la correzione, oltre che all'intervento divino molto ipotetico, ad una ben più reale politica repressiva e di correzione "materiale". Fiodor, da idealista romantico, credeva più nei poteri sovraterreni...

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  7. quote: "Dio cristiano (come quello ebreo e islamico) " e qui comunemente si fa sempre un grosso errore: accomunare il dio islamico al Dio giudaico-cristiano. il fatto che si tratti di religioni monoteiste non le fa affatto simili (ho cercato di spiegarlo qui: http://ragionefedebioeticaetica.blogspot.it/2014/05/qual-e-quella-giusta.html) , specie per quanto riguarda l'islamismo. " e tutti gli altri infiniti Dèi del pantheon universale (che tu non conosci)" non profondamente ma so benissimo che le religioni politeiste non sono altro che al servizio di demoni."
    " Ci sono, direi dunque, dei punti fermi, anche nei comportamenti umani (se uno ti dà un cazzotto non gli dici grazie, che bello, insisti, eccoti l'altra guancia - o glielo restituisci o se sei più debole tagli la corda). " E qui, come sempre poi nelle questioni etiche e bioetiche, ci sono e continueranno a esserci malintedimenti che non hanno mai aiutato nessuno. Poiché come minimo esistono 4 tipi di interpretazioni, cioè la letterale (riferentesi al significato nudo e crudo delle parole), la allegorica (cioè figurata), la sistematica (quella logica) e la teleologica (finalistica), bisogna andare a vedere quale tipo di interpretazione in un certo passo predomina. così come è chiaro che almeno gran parte dell'Apocalisse si interpreta allegoricamente, altri passi vanno interpretati finalisticamente, con l'uso della logica e/o letteralmente. il passo a cui ti riferisci si presta a interpretazioni sistematico-teleologiche, non unicamente letterali. appunto ignorando le interpretazioni sistematico-teleologiche (cioè quelle che usano sia la logica che lo scopo del versetto) si arriva alle dubbie conclusioni (non parlando del banalissimo ceffone dove la cosa poi finisce lì e dove ovviamente si capisce bene della finalità di evitare il cacciarsi in una rissa che fa finire in guai più gravi) che un credente non può fare il poliziotto o il militare a causa dell' uso delle armi. o che una donna debba accettare le botte del marito ubriacone. perché i dubbi veri arrivano qui, non sul banale ceffone e questo perché il passo in questione viene da alcuni (forse fin troppi) interpretato ANA-logicamente. senza riguardo al fatto che per capire il vero significato bisogna leggere TUTTA la Bibbia. avendo riguardo a tutti i tipi di interpretazione, quando ci sono dubbi. Il punto è spiegato benissimo in questo post:
    http://www.gotquestions.org/Italiano/servizio-militare-cristiano.html
    e in questo:
    http://www.gotquestions.org/Italiano/guerra-Bibbia.html
    questi post spiegano benissimo, direi, la questione.
    "I cristiani in genere non hanno mai porto l'altra guancia, anzi hanno ammazzato parecchia gente per imporre il loro simbolo, la croce." il credo non va imposto. in ogni caso Gesù lasciò la libertà. chi ti dice che fossero cristiani veri? così come il dormire in garage non farebbe di noi delle automobili, scaldare costantemente la panchina di una chiesa non fa automaticamente di nessuno un cristiano.
    Ho provato anche a spiegare la differenza tra cattolicesimo e protestantesimo. A causa delle cattive interpretazioni purtroppo in parecchi finiscono per rifiutarsi di avvicinarsi a Dio, per paura di questo o di quello (come appunto la paura che per essere buoni credenti si debbano per forza trasformare in conigli di allevamento, mentre Dio non chiede questo all'umanità e infatti buona parte del protestantesimo non si azzarderebbe a vietare gli anticoncezionali), ma in questi casi è come credere che Tizio abbia rubato a casa di Caio solo perché Sempronio ha messo la voce in giro mentre il vero ladro era appunto Sempronio. Si vuole allora comunque dare la colpa a Tizio per le malefatte di Sempronio. Mi auguro quantomeno di no

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  8. 1) da credente (non cattolica) non penso minimamente che un criminale debba essere lasciato a piede libero a causa di un male interpretato divieto dell'uso della forza. E in polizia ci ho lavorato
    2)la chiesa che frequento non si sogna di proibire gli anticoncezionali e non vede i propri membri come conigli d'allevamento
    3) il cattolicesimo si basa sulla tradizione oltreché sulla Bibbia, da qui le dovute conseguenze e differenze

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  9. quote: "le leggi e i regolamenti dell'umana convivenza sono ferrei, qualsiasi illegalità è punita."
    e
    "Ci sono dei naturali freni inibitori (tra i quali l'empatia per i nostri simili) grazie ai quali l'umana convivenza è possibile."

    ma quantomeno i notiziari li vedete? ma dove e quando mai che i regolamenti sono ferrei? sappiamo perfettamente delle leggi ad personam in parecchi paesi del mondo, dove si viene puniti solo se appartenenti a classi sociali basse, dove basti ungere di denaro chi di dovere per permanere impune, guardate come minimo come vanno le cose, per fare 2 esempi terra terra, il Pakistan e la Colombia, ma quale empatia per il prossimo, dove ognuno è sempre pronto a pugnalare il compagno appena gira le spalle. assassini che diventano popolari come i protagonisti di soap-operas, che magari riescono a pubblicare un libro (che di certo gli frutterà soldi a palate) mentre le persone comuni non riescono perché non sono figli di un vip, guardate il concorso di Miss Mafia in Ungheria dove per poter diventare la reginetta bisogna avere la fedina penale sporca, insomma ogni comportamento vergognoso e deplorevole man mano viene sempre più considerato come lodevole e se dovessi continuare la lista si farebbe chilometrica. altro che empatia e buona convivenza. basta mettere il naso fuori dal nostro orticello per rendercene conto. Se si seguissero i dettami del cristianesimo (e non solo nominalmente, anche Giuda era un apostolo ma solo nominale appunto) non staremmo messi così male. purtroppo in giro c'è anche la diceria che l'essre umano è fondamentalmente buono ma basta accendere un minimo notiziario per vedere dove questa supposta bontà si semini, i fautori della bontà umana ci stanno pesantemente prendendo in giro

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  10. quote "Già, sono stato dai salesiani - come Marino! Ma com'è allora che Berlusconi, che è stato anche lui dai salesiani, mente a man salva? Forse può spiegarcelo Dostoevskij - o anche un sempliciotto qualsiasi."
    senza addentrarmi sul punto Berlusconi, poiché comunque non servirebbe per spiegare meglio la questione, si ritorna all'esempio del dormire in garage ogni notte: non fa automaticamente di noi delle automobili. forse a Dostoevskij sarà sfuggito, ma non possiamo pretendere che avesse una memoria illimitata per ricordarsi di spiegare il punto che "sfugge dall'uncinetto" , dopotutto chi di noi ha mai avuto memoria illimitata?

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  11. quote: "E insiste pure lui sulla famiglia feconda, più figli hai più Gesù e la Madonna sono contenti." infatti spesso dico che quando si parla di chiesa associata a tali insistenze, è auspicabile aggiungere il termine cattolica, dato che la prerogativa natalità sfrenata è sua (ma anche i musulmani non scherzano, con i deplorevoli matrimoni adolescenziali, sul punto, solo che nel loro caso si deve parlare di moschea)

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    1. Non posso rispondere a tutte le tue osservazioni per limiti di spazio ma anche perché evidentemente "qualcosa" ci separa e non ci intenderemo probabilmente mai su tutta la linea. Però su qualcosa conveniamo ed è già qualcosa (chi si accontenta gode). Per es. sull'assurdità del "crescete e moltiplicatevi" (fino a esaurimento delle scorte - petrolio, uranio ecc.).
      Non solo i cattolici doc e gli islamici, ma anche gli ebrei ortodossi fanno figli à gogo. Un motivo forse c'è. Gli ebrei non fanno proselitismo, al contrario di cattolici ed islamici. I movimenti espansionisti (missionari) devono puntare sul numero che è forza (in genere chi è numericamente superiore vince). I missionari dovevano comunicare al Vaticano il numero dei nuovi battezzati e in Vaticano si rallegravano ... Ancora oggi si ripete la favola del miliardo e passa di cattolici nel mondo, mentre i praticanti non saranno nemmeno la decima parte. Ma ci si compiace sempre dell'alto numero dei propri effettivi.

      "Se si seguissero i dettami del cristianesimo (e non solo nominalmente, anche Giuda era un apostolo ma solo nominale appunto) non staremmo messi così male ecc."

      L'empatia per i propri simili esiste eccome, per fortuna (o grazie a Dio!). E sempre più la proviamo anche per i nostri fratelli minori (scimpanzé, cani e gatti ecc.) ai quali solo i sadici e i perversi (dunque malati) farebbero del male per il gusto di farlo. C'è però anche l'altro aspetto nella nostra specie: un'inclinazione all'aggressività come anche fra gli scimpanzé che uccidono i membri di altri gruppi. Quest'aggressività non credo sia frutto di un fantomatico peccato originale: è un dato di fatto con cui fare i conti. E l'esperienza mostra che l'aggressività aumenta in modo esponenziale in determinate condizioni (per es. di superaffollamento, di scarsità di risorse ecc.).

      I dettami del cristianesimo? Quali sarebbero? Ama il prossimo tuo come te stesso? Consiglio inapplicabile, direi persino contro natura (e qui non vogliamo cominciare una discussione su che cosa significhi natura). Giuda? La teologa cattolica Uta Ranke-Heinemann (oggi ex cattolica) scrive che Giuda non è mai esistito, è una figura letteraria per drammatizzare il racconto ...
      Ma nonostante tutto qualcosa in comune ce l'abbiamo, no? Dio non esiste (secondo me), ma last nana's sì, e pure io esisto (e anche il mio gatto). Se partissimo da ciò che è evidente e tangibile invece di arrampicarci sugli specchi? Mi trovi troppo terre-à-terre, "animale"? Be', non alziamo troppo la cresta: apparteniamo ufficialmente al regno animale, anche se siamo - ammettiamolo pure - un po' speciali rispetto agli altri esseri viventi. Ma non troppo speciali da credere chissà che cosa. Gesù dice nel vangelo agli apostoli: "[Se farete come vi dico] eritis sicut Dei." Esagerato.

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  12. belle parole,quelle del Papa.

    Che andrebbero bene in un mondo con la metà della metà della metà della metà degli esseri umani presenti,
    NON in un mondo con più di 7 miliardi di persone, inquinamento dilagante (respiriamo polveri sottili,piombo,benzene..... E non perchè le macchine si muovono da sole,ma perchè NOI le usiamo, e siamo tnti), disastri ecologici, risorse sempre meno.

    Si vergognasse lui di dire queste bestialità , che ci sono coppie con figli che fanno schifo (non si faccia di tutta un'erba un fascio, coppie con figli=feconde=brave e buone=sono nel giusto=lo hanno fatto per Amore) e poi nemmeno lui ha fatto figli, la Chiesa predica la povertà e poi è piena di soldi.

    Vergogna lui.
    Io non mi vergogno di volere bene al mio cane, di essere INTELLIGENTE e dire: se il mondo fosse meno sovrappopolato e la vita meno inquinata magari farei figli.

    Ma alla fine è lo stesso che dice "accogliamoli tutti" agli stranieri, tanto in Italia siamo già più di 60 milioni ed era sovrappopolata già ai tempi di DeGasperi (che prendeva accordi con l'America per fare andare via un pò di surplus di gente) e tanto,tnto, in Vaticano non entrano.

    Vergogna a te caro Papa.
    Non accetto lezioni di questo tipo, ragiona.

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  13. quote: "ma anche gli ebrei ortodossi fanno figli à gogo." forse posso spiegare il perché nel loro caso. loro sono un caso a sé stante che non assomiglia agli altri ma proprio perché non sanno cosa significhino i termini dissesto finanziario. dicono che i maggiori banchieri siano ebrei (anche se non ho la certezza al 100% che siano proprio quelli ortodossi, in ogni caso tra di loro non si è mai sentito in alcun notiziario che i loro bambini muoiano per fame uno ogni 8 secondi come in Africa e per quello che ho letto sembrerebbe che gli unici ebrei poveri siano quelli non puri, cioè quelli che non hanno tutti e 4 i nonni di origine ebraica, comunque non ortodossi in ogni caso) dunque, a differenza di tutti gli altri loro non si devono mai porre domande del tipo :- come faremo a pagare la scuola per i nostri figli?-. non gli toccherà dire: -finite le medie siamo costretti a mandarli a lavorare perché ci servono più stipendi in casa che non arriviamo a fine mese-. non sono costretti ad accettare stipendi da fame per la paura di non portare nulla a casa con cui sfamare i figli nella paura che se rifiutassero un lavoro schiavizzante altri 20 sono subito pronti ad arraffarlo perché non c'è altro. non sono costretti a sopportare nepotismo e clientelismo. se un familiare si ammala non sono costretti a indebitarsi perché la loro economia è perennemente fiorente. ma né africani né asiatici (i più) possono dire lo stesso.
    "in genere chi è numericamente superiore vince". ma qui si parte da un numero che di fatto non può essere comprovato poiché l'abitudine di battezzare in età infantile è un'invenzione cattolica, il battesimo imposto (come fa un neonato a scegliere?) non fa di alcuno un cattolico ma già lo stiamo vedendo che di fatto sono i musulmani a imporre le loro regole, che quando vanno all'estero pretendono che si levino i crocifissi dalle scuole (nonostante non sia cattolica e mi rendo conto che il crocifisso costruito dall'uomo non giova a nessuno, anzi è contrario alla legge mosaica, mi rendo conto però della malposta di comandare a casa altrui e specie, come ha detto Laura, dopo che sono stati accolti, pur senza voler fare di tutta l'erba un fascio, pretendendo di imporre le loro regole e qui di empatia verso il prossimo ne vedo ben poca e nei loro paesi di origine ne vedo ancora meno, basti guardare come trattano le donne e i figli a casa loro, basti guardare cosa succede se qualcuno osa essere di un'opinione contraria al padre padrone) e in certi casi ci stanno pure riuscendo, ottengono moschee in Europa quando magari nella stessa amministrazione ai testimoni di Geova viene rifiutata quella che loro chiamano sala del regno. dunque, non sono mai stata neppure testimone di Geova, ma mi rendo conto che i musulmani vengono anteposti ai propri cittadini. per come vanno le cose il Vaticano avrà poco da rallegrarsi perché da qui a 20 anni temo che sarà imposto il burka a livello generale.
    quote: "Ama il prossimo tuo come te stesso? Consiglio inapplicabile" .Sergio, perché mai inapplicabile? hai parlato di empatia e "ama il prossimi tuo come te stesso" significa proprio empatia, qui il significato è esattamente letterale, il mettersi nei panni dell'altro, rendersi conto che non esistono esseri umani di serie A e di serie B. se tutti evitassimo di danneggiare il nostro prossimo il pianeta sarebbe un posto migliore, nessuno lo può negare. meno inquinato, forse anche meno sovrappopolato

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    1. Ovviamente dovremmo trattare tutti i nostri simili con rispetto, benevolenza, simpatia - e staremmo decisamente tutti meglio. Però amare è un'altra cosa - e si possono amare o voler loro veramente bene solo alcune persone (il coniuge, i figli, gli amici, qualcun altro). Solo o soprattutto a loro vanno i nostri pensieri, le nostre cure ecc. Qualcuno mi ha fatto notare che persino il grande amore è per finire amore di se stessi: ci ho riflettuto e mi sembra che sia vero. Dunque prima vengo io (e i miei amici) e poi gli altri, anche i più prossimi. È nella natura delle cose che ognuno "ami" prima se stesso: per istinto (di sopravvivenza). C'è una bellissima pagina di Freud - che non ho ora sottomano - in cui argomenta che amare il prossimo come se stessi (o il coniuge, i propri figli, gli amici) è oltretutto sommamente ingiusto, considerato che questo prossimo non lo conosco bene e può essere persino ostile verso i miei cari. Insomma: ama il prossimo come te stesso è un po' un'iperbole. Ma per convivere in relativa pace è sufficiente un po' di simpatia per il prossimo che in genere è presente se le condizioni generali di esistenza sono normali, accettabili (appena peggiorano sfoderiamo gli artigli).

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  14. il papa ha preso due topiche in pochi giorni, quella da te citata e quella sui rom negli autobus

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  15. quote: " (chi si accontenta gode). " sono d'accordo, si possono serenamente mantenere buone amicizie pur orientandosi differentemente.
    "Ovviamente dovremmo trattare tutti i nostri simili con rispetto, benevolenza, simpatia - e staremmo decisamente tutti meglio. Però amare è un'altra cosa - e si possono amare o voler loro veramente bene solo alcune persone (il coniuge, i figli, gli amici, qualcun altro). "
    E' stato commentato che l'uso della parola amore, quando commentato soprattutto in alcuni contesti diventa difatto dubbioso. ma dipende da cosa si intenda per amore, che di fatto è una parola che ha molti significati (un detto famoso recita che la verità ha molte facce.........forse questo è proprio uno di quei casi). è ovvio che l'affetto per i familiari è diverso dall'affetto per il vicino di casa. persino l'affetto per un figlio è maggiore di quello per un cugino, dato che abbiamo sotto gli occhi esempi quotidiani. ma il rispetto, la benevolenza e la simpatia sono la base comune, ovvio che non è necessario avere lo stesso genere di affetto per il figlio e per il vicino di casa o di banco, in questi casi l'amore significa trattare chiunque come vorremmo essere trattati noi senza per questo dover vedere ognuno come un familiare. chi riesce a fare questo, cioè avere lo stesso genere di affetto universale, sembra però un genere di persona con una caratteristica invidiabile poiché in tal caso non mostra debolezze né emotività (beato lui/lei, se ci si riflette! ), il che non vuol dire che sia una persona cattiva, ma solo molto "quadrata". d'altra parte chi ha questa caratteristica forse non andrà a cercarsi legami familiari (.......e per ironia della sorte dunque non contribuirà alla sovrappopolazione appunto per questo......)perché per lui/lei avrebbero poco senso o nulla.
    qual è la topica sui rom negli autobus?

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  16. ps: ovviamente la caratteristica di cui sopra non fu mai prerogativa di ognuno (troppo facile se così fosse) anche se in parte può dipendere da scelte personali (con o senza sforzi), dunque volevo precisare che si tratta di constatazioni e niente affatto di critiche

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  17. Attenzione a parlare di un dio, qualsiasi dio, perché se anche esistesse una cosa è certa: non ne sapreste niente, e ogni affermazione circa il suo volere sarebbe un'illazione e nulla più. Compreso l'affermare che questo eventuale, del tutto ipotetico dio sarebbe uno solo.

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  18. In merito alla massima "ama il prossimo tuo come te stesso"... chi pretende di fare del nostro territorio la propria casa, applica questo concetto? chi pretende di dire, per me che non sono accogliente, che devo esserlo, applica questo concetto? La risposta è fin troppo ovvia: in entrambi i casi, no. Coerenza. Onestà. Tra chi ci dice cosa dobbiamo pensare e cosa non possiamo pensare, c'è chi ricordi cosa significano quelle parole?

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  19. Segnalo una bellissima risposta al Papa (in inglese)
    http://www.thedailybeast.com/articles/2014/06/06/pope-francis-is-wrong-about-my-child-free-life.html

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  20. quote: "In merito alla massima "ama il prossimo tuo come te stesso"... chi pretende di fare del nostro territorio la propria casa, applica questo concetto?" In questo momento, quanto almeno al sud dell'Europa, date le premesse del significato che danno all'accoglienza, no. Anche se dice che è proprio quello che sta facendo, in realtà sta facendo quanto segue: prendere il pane dei figli per darlo ai cagnolini (non è bene prendere il pane dei figlioli per darlo ai cagnoli.......) mascherato da amore al prossimo. poiché in questo caso non si ama affatto il prossimo come noi stessi ma più di noi stessi, forse molto più e basta un minimo di ragionamento logico per capirlo. l'incoerenza non sta nel cristianesimo ma in chi lo interpreta male o peggio, a proprio piacimento, poiché se si seguisse " non è bene prendere il pane dei figlioli per darlo ai cagnoli" (e lo disse Gesù e non quelli che furono i primi papi o vescovi) il sud dell'Europa non si troverebbe nell'attuale situazione. paesi extraeuropei, che per fare entrare pretendono determinate e puntuali garanzie, possono benissimo essere accoglienti (accoglienti non significa diventare lo zerbino altrui) chiedendo puntuali garanzie affinché la propria popolazione non venga maltrattata e posta in secondo piano per una mal supposta e male interpretata accoglienza. insomma, prima si dà da mangiare a quelli di casa nostra (questo è biblico ma notare che il cattolicesimo si rifà a quella che chiama la tradizione, che appunto è null'altro che tradizione umana fin troppo sopravvalutata, ma attenzione, che non è soltanto la chiesa cattolica che spinge "accogliamoli" ma anche queste e quelle associazioni finanche atee per tradizione, ricordiamocelo, queste anzi spingono tanto quanto la chiesa cattolica) . insomma, per dirla in parole povere, non si deve lasciare a pancia vuota quelli di casa nostra per comprare finanche l'orologio d'oro agli altri

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  21. La risposta di Nana mi rinfranca. Ora bisognerebbe che chi, tra i credenti, condivide il suo punto di vista (e chissà quanti sono!) intervenisse ogni tre per due a partire dalle parrocchie di paese per risalire su, su, su fino al Bergoglio che, evidentemente, ha altro per la testa. Se dovesse fingersi sordo, come sta abbondantemente facendo, non sarebbe male che i cristiani (quelli veri) disertassero i suoi ambienti di culto e ne mettessero su degli altri, magari sotto un albero, magari su un marciapiede, ma fuori dalle chiese. Che predichi a se stesso e agli oligarchi per i quali lavora.

    Da osservatore esterno, ho da tempo l'impressione che le Chiese (non solo quella cattolica) e la cristianità stiano le une agli antipodi l'una dell'altra. Sarebbe bene che i cristiani ne prendessero atto e agissero di conseguenza senza porsi troppi problemi.

    Molto, molto opportuna l'ultima precisazione di Nana: "attenzione, che non è soltanto la chiesa cattolica che spinge "accogliamoli" ma anche queste e quelle associazioni finanche atee per tradizione, ricordiamocelo, queste anzi spingono tanto quanto la chiesa cattolica)". Anche di questo mi sono accorto da tempo.

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  22. Questa è una bella pagina.
    Nulla di più efficace di questa lcuzione latina:Horror Vacui.
    Ti ho citato: qui e qui. :)

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  23. mrKey, vero, ma sul punto parrocchie però bisogna guardare quanti cattolici abbiano un punto di vista protestante tout court (e qui la vedo nera) , se hai letto i miei post ancora più sopra, avrai notato che il mio è un punto di vista che fa parte del mondo protestante (per quanto oggi il protestantesimo sia variegato). non sono mai stata cattolica in vita mia. e poiché nessun protestante (quale che sia il suo orientamento) ha mai riconosciuto il papa né l'ordinamento cattolico, non ha alcun esponente che possa arrivare a Bergoglio o nel passato arrivare ad altri papi. tornando al punto dolente sovrappopolazione, faccio parte di una chiesa ove non ho mai sentito il benché minimo rimprovero per mancanza di figli né tantomeno per l'uso di anticoncezionali (www.laportaaperta.it), dove sono stati già celebrati matrimoni. la mia coppia era già sposata quando è entrata a farne parte (la comunità ha grosso modo 7 anni) e non ci siamo mai sentiti dire quanto brutti e cattivi fossimo nell'evitare il concepimento. anzi, mi è capitato di esporre i vantaggi dell'evitare il concepimento nelle pietose circostanze in cui si trova il sud dell'europa e perfino, per quel che riguarda i paesi del terzo mondo, sull' opportunità che le popolazioni vengano educate all'uso di anticoncezionali, che un'associazione missionaria protestante ha ritenuto buona idea (l'unico guaio è la difficoltà di sconfiggere i costumi locali di quelle popolazioni, che sono duri a morire). riporto qui un bellissimo brano tratto da un libro di un autore protestante, che è appunto un'ottima risposta ai divieti del cattolicesimo: "Mentre il magistero cattolico romano continua a proibire qualsiasi ricorso a mezzi anticoncezionali artificiali in nome del rispetto della legge naturale, le chiese protestanti hanno reagito subito positivamente allo sviluppo della riflessione e dell'azione riguardante il controllo delle nascite, ai primi del XX secolo. E per ragioni teologiche estremamente significative: il fine del matrimonio non è anzitutto la procreazione, ma l'unità dei coniugi. Tutto ciò che può favorire quest'unità è approvabile. Ma l'astinenza sessuale auspicata dalla Chiesa Cattolica come metodo di regolamentazione non può rispondere a questa ricerca di unità perché, in un certo senso, squalifica la sessualità, riducendola alla sua funzione procreatrice. Se, in pieno accordo con la testimonianza biblica, si riconosce che la sessualità può essere il segno e il mezzo per l'unità dei coniugi, di cui il figlio potrà essere un segno successivo, è giusto non condannare gli sposi al timore di figli indesiderati ogni volta che vogliono unirsi nell'amore. "Dal libro di Erich Fuchs, "Desiderio e tenerezza. Una teologia della sessualità" (che è necessario citare per motivi di copyright). Dunque è vero che le chiese della cristianità sono agli antipodi ma questo succede quando parte di esse si allontanano dalle verità bibliche. poiché il protestantesimo in tutte le sue forme si rifà al detto "solus Christus, sola gratia, sola scriptura", appunto per questo non riconosce la tradizione cattolica, che come dice il nome stesso, è appunto consuetudine trascurabile. e una di queste consuetudini ha colpito per secoli l'istituzione del matrimonio, il divieto degli anticoncezionali nel quale è stato una conseguenza

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    1. Un potere non è tale se non pone dei limiti, dei divieti: questo non lo puoi fare, se lo fai sarai punito, di qua o di là. Ama et fac quod vis di St. Agostino, formula ripresa poi all'abbazia di Thélème di Rabelais, presuppone armonia e assenza di potere, perché non necessario (all'abbazia vive gente educata e rispettosa del prossimo, quindi non c'è bisogno di divieti e di un potere per sancire le violazioni). Ma questo è uno stato ideale della società che forse non c'è mai stato, o solo in qualche posto e per brevi periodi. E non so se ci arriveremo mai a creare (non a ricreare) un paradiso terrestre. Non lo escluderei. Il filosofo Severino ripete sempre che ci aspetta il "paradiso della tecnica" che potrà risolvere tutti i problemi che sorgeranno (ma non un problema che solo la riflessione filosofica può risolvere).

      La Chiesa cattolica è stata indubbiamente un potere, l'altra faccia del potere, e come quello anche - almeno a periodi o in alcune circostanze - feroce e sanguinario. Non ammetteva la minima discussione sui punti fermi della dottrina e nemmeno su punti marginali ma che al potere apparivano come fondamentali (per es. che è il sole che gira intorno alla terra). Cosa resta ora di quel potere che fu? Direi quasi nulla, perché le cosiddette verità di fede non interessano più nessuno, nemmeno i teologi. Per conservare il potere o una parvenza di potere, alla Chiesa non resta che abbarbicarsi all'etica, e soprattutto all'etica sessuale dove l'uomo è sempre più incline a infrangere i divieti. Non credo che la Chiesa modificherà la sua posizione sulla sessualità, almeno nei prossimi tempi, ma non lo escluderei nemmeno, anzi probabilmente ci sarà costretta per non cadere nel ridicolo. Come ultimo campo in cui rivendicare ancora un potere le resterebbe la dottrina sociale, il comunitarismo, la rivendicazione dei beni comuni. Ma la giusta ripartizione dei beni o la loro condivisione sono compiti dello Stato, non c'è più bisogno del potere religioso. I missionari hanno avuto a volte molto successo non già con la dottrina, le verità di fede, ma per la loro opera caritativa, il loro impegno nel migliorare le sorti degli indigeni - che poi per ringraziamento accettavano anche la religione. La carità è stato sempre il punto forte della Chiesa che le è valsa molto simpatie nei secoli. Ma ormai questi compiti li deve assolvere lo Stato, si tratta ormai di diritti, la carità non la vuole più nessuno (non dico però con questo che siano ormai completamente inutili molte opere di bene).
      Il protestantismo ha scelto in parte un'altra strada, ma è ormai ridotto anch'esso al lumicino, sta persino peggio della Chiesa cattolica quanto a visibilità e potere di condizionamento della politica.

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  24. molto probabilmente perché non ha le stese risorse economiche che ha il cattolicesimo (come cattolicesimo su questo punto specifico intendo soprattutto il Vaticano poiché il singolo individuo cattolico è spesso stato molto povero in passato ma anche ora), non si può negare che nel Vaticano sia concentrata parecchia della ricchezza mondiale

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  25. Permettetemi un'osservazione un po' "scandalosa", ma se ci pensate un po' forse non del tutto sbagliata: il nostro problema non e' la legge religiosa, e' quella dello Stato. La Chiesa ha dei dettami morali rigidissimi che pero' sa bene essere su misura di Dio e non di uomini, tant'e' che la loro infrazione prevede come punizione, di norma, qualche preghiera di pentimento e nulla piu' (con la garanzia del segreto confessionale). Il grande equivoco e' nel trasformare i peccati in reati, in legge dello Stato, la quale legge e' ormai rigida almeno quanto lo sono i precetti religiosi e si estende immensamente di piu' nell'ambito di applicazione, oltre a prevedere punizioni violente anche quando solo pecuniarie, e in ogni caso limitanti la liberta'.
    E poi se nel paese dove il Vaticano e' piu' forte, praticamente padrone, in pratica c'e' il piu' basso tasso di natalita' del mondo, vorra' dire qualcosa...
    Forse non hanno del tutto torto quelli che dicono che e' la tecnica la nuova, vera, intollerante, assoluta religione di cui aver paura.

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  26. "Forse non hanno del tutto torto quelli che dicono che e' la tecnica la nuova, vera, intollerante, assoluta religione di cui aver paura."

    Concordo. La storia degli ultimi due secoli, in particolare il '900, è la storia del fallimento della gestione della tecnica da parte dell'uomo contemporaneo. La prospettiva è che la tecnica gestirà l'uomo, e questo non rassicura. Ma la tecnica è un prodotto dell'attività umana e quindi il problema è il modo di porsi dell'uomo stesso, un problema di pensiero. Torna alla mente quello che diceva Jung:" L'unico vero pericolo esistente è l'uomo stesso. Non sappiamo niente o troppo poco dell'uomo".

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  27. non sappiamo cosa realmente pensa e spesso ci inganniamo sulle vere intenzioni per non parlare dei mutamenti caratteriali che possono avvenire nel corso del tempo e che amaramente spesso trasformano quello che consideravamo un vero amico in un perfetto estraneo indifferente della cui amicizia non resta neppure un barlume (non intende essere pessimismo ma realismo crudo). l'essere umano è fallibile, cosa di cui quantomeno possiamo avere la certezza

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